“Insegna agli angeli la frociaggine” ha scritto qualcunə sui social di Gay.it a commento della notizia della morte di Papa Francesco. E forse non c’è frase migliore e più queer per esprimere un senso di disarmato stupore davanti al fenomeno pop e ampiamente divulgativo di Francesco. Ma né la pop culture, né la divulgazione in quanto tale qualificano in un senso inclusivo il suo operato, che ha certamente fornito oggettive rotture e aperture verso gli ultimi, ma anche cavalcato ambiguità perfidamente gesuite. Per confermare in ultimo la perpetua discriminazione delle persone LGBTIAQ+ da parte della Chiesa cattolica.
Il pontificato di Papa Francesco ha cambiato la Chiesa? Presto per dirlo: ma oggi possiamo affermare che al massimo sembra aver acceso speranze. Ha parlato di misericordia e giustizia, pur restando spesso prigioniero di un’istituzione che non ha saputo riformare. Bergoglio non è stato il rivoluzionario che molti attendevano, ma per un momento ci ha fatto credere che fosse possibile. Ha saputo cavalcare lo spirito populista (pop) e mediatico dei nostri tempi. Di certo parlando anche ai non credenti e di certo restituendo speranza a molte umanità marginalizzate. E bisogna prendere atto che per un capo spirituale, anche solo riuscire a restituire speranza è già una rivoluzione.
La morte di Jorge Mario Bergoglio impone una riflessione sul pontificato di Papa Francesco in relazione alla comunità LGBTIAQ+. In queste ore, sull’onda dell’emozione, la polarizzazione fomentata anche dai social divide le persone lesbiche gay bisessuali trans non binarie intersex asessuali e queer.
Per alcunə Papa Francesco ha provato ad aprire un dialogo tra la Chiesa cattolica e la comunità LGBTIAQ+, per altrə il suo è stato soltanto un marketing ambiguo di facciata, un rainbow washing per proteggere le millenarie persecuzioni che la Chiesa di Roma ha inferto alle persone non omologate al genere binario e all’etero-affettività. A ben vedere, è difficile non essere d’accordo con entrambe le sponde, che sono appunto effetto di polarizzazione, e dunque offrono mere semplificazioni. Forse inadeguate, per analizzare un pontificato di dodici anni, in un’epoca storica in cui gli eventi di grandi proporzioni si avvitano uno dopo l’altro in un’escalation che lascia intravedere il buio di una spirale di entropia.
È doveroso anche ricordare che Bergoglio sale allo scranno di Pietro dopo due predecessori conservatori, a tratti reazionari e oscurantisti: Ratzinger e Wojtyla.
Su Gay.it abbiamo dato ampio spazio alle incursioni della Chiesa Cattolica sui temi dei diritti, che in un paese laico sarebbero una non-notizia, ma che nel nostro Paese costituiscono un epicentro di oggettiva influenza sulla politica e che è dunque doveroso raccontare. Esiste inoltre una grande quantità di persone LGBTIAQ+ che si definiscono cristiane e cattoliche: a loro, una certa parte assai influente dell’attivismo LGBTIAQ+ italiano riserva scherno e repulsione, a conferma di una profonda immaturità politica del nostro movimento.
Ma quali sono stati i momenti salienti che è doveroso richiamare alla memoria per provare a fornire gli strumenti per un’analisi circostanziata del pontificato di Bergoglio? Di seguito un compendio di passaggi nei quali Papa Francesco ha affrontato questioni inerenti la comunità LGBTIAQ+ e che Gay.it ha raccontato negli anni.
Tutte le cose da non dimenticare su Papa Francesco e la comunità LGBTIAQ+
2010 – Da Cardinale Jose Maria Bergoglio, prima di essere nominato Papa, si oppone alla legge sul matrimonio egualitario approvata nel 2010 in Argentina.
2013 – Durante il volo di ritorno dalla Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro, il 29 luglio 2013, Papa Francesco risponde a una domanda sulla presenza di una “lobby gay” in Vaticano, qualificando come ingiuste tutte le lobby, non solo quella gay, e aggiungendo la celebre frase:
“Se una persona è gay e cerca il Signore con buona volontà, chi sono io per giudicarla?“.
2015 – Nel 2015, Francesco compie la prima delle numerose “giravolte LGBTIAQ+” del suo pontificato. Durante lo stesso viaggio in USA, il pontefice incontra pubblicamente a Washington una coppia gay, amici di lunga data, ma anche Kim Davis, funzionaria che si era opposta al matrimonio egualitario.
2015 – Nella sua visita nelle Filippine Bergoglio menziona per la prima volta la fantomatica “teoria gender“, ecco le sue parole:
Vent’anni fa, nel 1995, una Ministro dell’Istruzione Pubblica aveva chiesto un grosso prestito per fare la costruzione di scuole per i poveri. Le hanno dato il prestito a condizione che nelle scuole ci fosse un libro per i bambini di un certo grado di scuola. Era un libro di scuola, un libro preparato bene didatticamente, dove si insegnava la teoria del gender. […] Ma non è una novità questa. Lo stesso hanno fatto le dittature del secolo scorso. […] Dio ha creato l’uomo e la donna e noi facciamo l’opposto“
2016 – Papa Francesco definisce “Donald Trump non cristiano“.
2016 – Nella Polonia del 2016, governata dalla premier ultra-conservatrice Beata Szydło del PiS (partito reazionario dei fratelli Kaczyński), Bergoglio nuovamente punta il dito contro il gender e in un discorso tenuto a Cracovia dice:
In Europa, in America, in America Latina, in Africa, in alcuni Paesi dell’Asia, ci sono vere colonizzazioni ideologiche. E una di queste – lo dico chiaramente con “nome e cognome” – è il gender! Oggi ai bambini – ai bambini! – a scuola si insegna questo: che il sesso ognuno lo può scegliere. E perché insegnano questo? Perché i libri sono quelli delle persone e delle istituzioni che ti danno i soldi. Sono le colonizzazioni ideologiche, sostenute anche da Paesi molto influenti. E questo è terribile
2016 – A Tbilisi, in Georgia, Papa Francesco parla ancora di nemico gender:
“C’è un grande nemico, oggi, del matrimonio: la teoria del gender. Oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio. Ma l’unione tra uomo e donna non si distrugge con le armi, si distrugge con le idee: ci sono colonizzazioni ideologiche che distruggono. Pertanto bisogna difendersi dalle colonizzazioni ideologiche”.
2016 – Nella sua esortazione apostolica “Amoris Laetitia” Francesco affronta il tema della famiglia davanti ai cambiamenti dell’epoca. Chiede rispetto per le persone LGBTIAQ+ e condanna ogni violenza, senza però riconoscere pienamente i diritti. Ammette l’amore nelle unioni omosessuali, ma ribadisce che non sono paragonabili al matrimonio, mentre in Italia è in corso i dibattito che porterà alle Unioni Civili. Totale chiusura invece alla cosiddetta “ideologia gender”, che Bergoglio addita come minaccia all’educazione e all’ordine naturale.
2016 – Nel 2016, durante il dibattito parlamentare italiano sulle unioni civili, Papa Francesco mantiene una posizione prudente. Il 22 gennaio, in occasione dell’apertura dell’Anno Giudiziario della Rota Romana, afferma:
“Non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione“
Successivamente, il 17 febbraio, in un volo di ritorno dal Messico, rispondendo a una domanda specifica sulle unioni civili, a precida domanda, Papa Francesco dichiara:
“Il Papa non si immischia nella politica italiana. […] Quello che penso io è quello che la Chiesa sempre ha detto”
2016 – In una delle sue numerose conferenze stampa in aereo, Francesco si dichiara “completamente d’accordo” con le dichiarazioni del Cardinale Reinhard Marx, che relativamente alla strage di Orlando aveva invocato le scuse della chiesa con la comunità LGBTIAQ+ per l’emarginazione cui è stata sottoposta nella storia.
2016 – Nel libro-intervista “Politica e Società” pubblicato in Francia, con 12 lunghe conversazioni tra Papa Francesco e il sociologo francese Dominique Wolton, fondatore dell’Istituto di Scienze della Comunicazione del CNRS di Parigi, Bergoglio pronuncia una condanna di esclusione al matrimonio egualitario:
“Matrimonio è una parola storica. Sempre nell’umanità, non solo per la Chiesa. È tra un uomo e una donna… non possiamo cambiare questo. Questa è la natura delle cose. Questo è come sono. Chiamiamole unioni civili”.
Quindi un attacco senza mezze misure all’ideologia gender:
“Non giochiamo con la verità. È vero che dietro questo c’è l’ideologia gender. Nei libri anche, i bambini imparano che loro possono scegliere il loro sesso. Perché il sesso, essere una donna o un uomo è una scelta e non un fatto di natura? Questo favorisce questo errore”.
2017 – Uno dei più duri e scioccanti rifiuti all’accettazione delle persone LGBTIAQ+ arriva da Papa Francesco nel maggio del 2018. Davanti a 220 vescovi raccolti in un sinodo, Bergoglio ripete parole presenti già nella Ratio Fundamentalis pubblicata nel 2016, ora rilanciate dal Papa in persona nel divieto per i seminaristi gay.
“Se avete anche il minimo dubbio è meglio non farli entrare“
“Se un candidato pratica l’omosessualità o presenta tendenze omosessuali profondamente radicate, il suo direttore spirituale così come il suo confessore hanno il dovere di dissuaderlo, in coscienza, dal procedere verso l’ordinazione“.
2018 – Scioccanti le parole di Bergoglio sui bambini gay nel 2018, di ritorno da un viaggio a Dublino, nell’Irlanda cattolica che era appena stata travolta dallo scandalo dei preti pedofili. Il papa francescano disse a proposito dell’omosessualità:
“In quale età si manifesta questa inquietudine? E’ importante. Una cosa è se si manifesta da bambini, perché ci sono tante cosa da fare con la psichiatria, per vedere come sono le cose. Un’altra è se si manifesta dopo i vent’anni o cose del genere”.
Successivamente l’ufficio stampa vaticano rimosse alcune parti di questo discorso. Qualche mese dopo Bergoglio dirà di essere stato frainteso.
2019 – Durante l’incontro con Stephen K. Amos, comico britannico, gay e ateo, Papa Francesco rilasciò questa dichiarazione di apertura alle persone LGBTIAQ+ in diretta in un programma della BBC
Chi rifiuta gli omosessuali non ha un cuore umano. Dare più importanza all’aggettivo ‘gay’ che al sostantivo ‘uomo’ non è buono. Siamo tutti esseri umani, abbiamo dignità, se una persona ha una tendenza o un’altra, questo non toglie la sua dignità di persona. Quindi ripeto che le persone che decidono di rifiutare gli altri per un aggettivo, sono persone che non hanno un cuore umano. Non importa chi tu sia o come viva la tua vita. Tu non perdi comunque la tua dignità.
2019 – Al XX Congresso mondiale dell’Associazione internazionale di diritto penale, in risposta all’alleanza catto-politica in voga in quel periodo tra Salvini e il Cardinal Ruini, Bergoglio fu molto duro:
Non è un caso che a volte ricompaiano emblemi e azioni tipiche del nazismo. Io vi confesso che quando sento qualche discorso di qualche responsabile del governo mi vengono in mente i discorsi di Hitler nel ’34 e nel ’36. Sono azioni tipiche del nazismo, con le sue persecuzioni contro gli ebrei, gli zingari, le persone di diverso orientamento omosessuale, rappresentano il modello negativo per eccellenza di cultura dello scarto e dell’odio.
2019 – A tre anni dall’approvazione in Italia, Bergoglio apre senza indugio alle Unioni Civili. Le sue dichiarazioni rilasciate in un documentario scatenano un autentico putiferio ad ogni livello:
“Gli omosessuali hanno diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio. […] Ciò di cui abbiamo bisogno è una protezione legale come quella della legge sulle unioni civili, io difendo questo”
2021 – A quasi due anni dalle dichiarazioni esplosive di Francesco sulle unioni civili, il Vaticano puntualizza e dichiara illecita la benedizione delle unioni omosessuali: esse non possono essere equiparate al matrimonio e non sono “ordinate al disegno di Dio”. Papa Francesco approva la posizione, e la ritiene non discriminatoria e al contempo fedele alla dottrina.
2021 – Il 17 giugno 2021 il Vaticano invia all’ambasciata d’Italia una nota ufficiale per esprimere preoccupazione sul ddl Zan, definito in contrasto con il Concordato. La Santa Sede teme che la legge possa limitare la libertà di espressione della Chiesa e chiede una “diversa modulazione” della norma, in base agli accordi del 1984 che garantiscono autonomia pastorale e libertà di pensiero ai cattolici.
2021 – Davanti a una platea di Gesuiti slovacchi, Papa Francesco torna sulla fantomatica “teoria gender”, la definisce pericolosa, la accusa di astrarre l’identità sessuale dalla realtà. Nello stesso discorso compie un distinguo, e marca un confine distintivo tra il “gender” e la realtà vissuta dalle persone LGBTIAQ+, quindi apre a una pastorale per le coppie omosessuali.
2022 – È il Gennaio 2022 quando Francesco chiede ai genitori cristiano-cattolici di non condannare i figli gay, e accosta questi ultimi a figli malati, carcerati e morti. Che siano ragazzi “che fanno una ragazzata” o che “finiscono in carcere” o che “muoiono in un incidente” o “che scoprono in un figlio un orientamento sessuale diverso dalle loro attese”, o “che siano malati” secondo Bergoglio i genitori possono sperare che “San Giuseppe possa aiutarli ad aprirsi al dialogo con Dio”
2022 – Nel Giugno 2022 Bergoglio getta un seme che sarà poi raccolto da Meloni e dal suo governo, che renderanno la GPA reato universale, in Italia. Così si pronuncia Francesco:
“La dignità dell’uomo e della donna è minacciata anche dalla pratica inumana e sempre più diffusa dell’utero in affitto, in cui le donne, quasi sempre povere, sono sfruttate, e i bambini sono trattati come merce“.
2022 – Nel 2022 Papa Francesco incontra più volte vari gruppi di persone trans, accolte sempre in un clima di solidarietà e accettazione – due anni prima Bergoglio si era prodigato nell’aiutare alcune persone trans in difficoltà durante la pandemia da covid – più che di piena legittimazione identitaria.
2022 – Bergoglio incontra alcune persone LGBTIAQ+ di fede cristiano-cattolica. Si tratta del gruppo Gionata, che circa tre anni dopo riuscirà ad ottenere un Giubileo LGBTIAQ+ nell’anno santo 2025.
2023 – Nel gennaio 2023 Bergoglio invita i vescovi cristiani, soprattutto quelli dell’Africa in preda a crescenti persecuzioni anti-LGBTIAQ+, a lottare per la depenalizzazione dell’omosessualità. Nella sua predica, Francesco sottolinea che l’omosessualità non è un crimine, ma un peccato:
“La condanna dell’omosessualità arriva da molto lontano. Oggi credo che i Paesi che hanno condanne legali siano più di cinquanta (sono più di 70 ndr). E di questi credo che una decina abbiano la pena di morte. Non la nominano direttamente, ma dicono ‘coloro che hanno comportamenti innaturali’. Cercano di dirlo in modo nascosto. Ma ci sono Paesi o almeno culture che hanno questa forte tendenza. Penso che sia ingiusto. Qui in udienza io ricevo gruppi di persone così. Siamo tutti figli di Dio e Dio ci ama così come siamo e per la forza che ognuno di noi ha di lottare per la propria dignità”
2023 – In visita in Ungheria elogia le politiche familiari di Viktor Orbán ma critica i “populismi autoreferenziali” e i nazionalismi. Accanto all’autocrate che due anni più tardi vieterà i Pride, Papa Francesco condanna la “cultura gender” e il “diritto all’aborto” e le definisce colonizzazioni ideologiche.
2023 – Alla rivista ‘Vida Nueva’, Bergoglio afferma che le persone transgender sono “figlie di Dio” e che “Gesù insegna a non porre limiti“, potrebbe sembrare una svolta rilevante nell’approccio della Chiesa Cattolica nei confronti della comunità LGBTQIA+.
“Gesù ci ha insegnato il dialogo con tutti. Se la Chiesa non ha ciò che Gesù le ha insegnato, non è Chiesa. Ognuno deve sentirsi dentro, essere accolto dentro. Non possiamo rinunciare a questo, perché il Signore ce lo ha insegnato. Per questo non mi preoccupo che qualcuno mi sbatterà in faccia che ricevo nell’udienza generale del mercoledì le persone transessuali. Sono figlie di Dio! Ti ama ancora così come sei. Gesù ci insegna a non porre limiti“.
2023 – A Novembre. 2023 Papa Francesco approva l’apertura ai sacramenti per persone trans e figli di coppie omogenitoriali. Via libera al battesimo per i figli di due papà o due mamme, e sì a persone trans e omosessuali come padrini, madrine o testimoni, se non generano “scandalo pubblico”. Le indicazioni arrivano dal cardinale Fernandez e sono confermate dal Papa. Un passo storico, seppur cauto.
2024 – Nel gennaio 2024 spuntano dal Vaticano le benedizioni a coppie omosessuali, che vengono immediatamente declassate a riti minori e non contestuali all’unione civile, per timore di suggerire un’eventuale equiparazione sacramentale all’istituto del matrimonio che resta uno e uno solo: quello tra un uomo e una donna.
2024 – Mentre il Governo Meloni cavalca l’approvazione della legge per la criminalizzazione universale della GPA, Bergoglio si dichiara pienamente d’accordo con la destra italiana:
“Un bambino è sempre un dono e mai l’oggetto di un contratto. Auspico, pertanto, un impegno della Comunità internazionale per proibire a livello universale tale pratica. In ogni momento della sua esistenza, la vita umana dev’essere preservata e tutelata, mentre constato con rammarico, specialmente in Occidente, il persistente diffondersi di una cultura della morte, che, in nome di una finta pietà, scarta bambini, anziani e malati”
2024 – Papa Francesco torna ad attaccare la presunta ideologia gender:
“Ho chiesto di fare studi a proposito di questa brutta ideologia del nostro tempo, che cancella le differenze e rende tutto uguale; cancellare la differenza è cancellare l’umanità. Uomo e donna, invece, stanno in una feconda “tensione”. Io ricordo di aver letto un romanzo dell’inizio del Novecento, scritto dal figlio dell’Arcivescovo di Canterbury (Robert Hugh Benson, ndr.): The Lord of the World. Il romanzo parla del futuribile ed è profetico, perché fa vedere questa tendenza di cancellare tutte le differenze. È interessante leggerlo, se avete tempo leggetelo, perché lì ci sono questi problemi di oggi; è stato un profeta quell’uomo”
2024 – Nell’aprile 2024, a conclusione di un lungo cammino sinodale, viene pubblicato il documento Dignitas Infinita, firmato da Papa Francesco e redatto dal cardinale Fernandez. Il testo conferma l’impostazione ultra-conservatrice della Chiesa. Pur auspicando rispetto verso le persone LGBTIAQ, condanna la cosiddetta “teoria gender” come “pericolosa” e la definisce “colonizzazione ideologica”, nega ogni legittimità all’autodeterminazione di genere. La maternità surrogata è definita un “reato contro la dignità”, e l’aborto “l’uccisione deliberata di un essere umano”. Francesco definisce i medici che praticano interruzione volontaria di gravidanza come “sicari”. Ferma anche la condanna all’eutanasia, vista come rinuncia al valore della sofferenza. Il documento difende il binarismo sessuale e nega la possibilità di riconoscere le identità non conformi. Una sintesi del pontificato di Francesco che mostra un’apertura solo apparente, e cela – dietro un linguaggio pastorale – una rigida visione del mondo. È la definitiva resa di Bergoglio al conservatorismo cattolico, essendo il documento il frutto di un cammino comunitario che lo stesso Papa Francesco ha invocato in qualità di massima autorità pontefice della Chiesa di Roma.
2024 – In riferimento alla presenza a suo dire numerosa di seminaristi gay, Papa Francesco rilascia la celeberrima frase offensiva contenente un insulto dispregiativo verso gli uomini gay:
“C’è troppa frociaggine“
La sua battuta-insulto agita un polverone mediatico che finisce per oscurare il contenuto discriminatorio del messaggio di Bergoglio che ordina che i ragazzi gay non siano accettati in seminario.
2024 – Nell’agosto 2024 Francesco torna sull’urgenza di depenalizzare l’omosessualità negli stati in cui sia criminalizzata e lo fa incontrando alcuni attivisti LGBTIAQ+ dell’Uganda, dove da poco è stata approvata una feroce legge di persecuzione verso la comunità LGBTIAQ+
2024 – Lo scorso ottobre (2024), Bergoglio incontra giovani persone trans e intersex con i loro genitori.
2025 – Viene annunciato che la comunità LGBTQIA+ avrà il suo pellegrinaggio giubilare e viene annunciato il primo Giubileo LGBTIAQ+ in occasione dell’anno 2025 considerato “anno santo”.
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