Amiamo già Sasha Karney, figliə non-binary del nuovo premier canadese che ha umiliato Trump, il liberale Mark Karney

"Con me usate il pronome The/them, grazie", ha detto Sasha, mentre tutti dicevano che il suo coming out come persona non-binary avrebbe azzoppato la campagna elettorale del padre. E invece.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Sasha Carney, figli* non binary del neo-premier canadese Mark Carney che ha vinto contro il candidato trumpiano.
Sasha Carney, figli* non binary del neo-premier canadese Mark Carney che ha vinto contro il candidato trumpiano.
2 min. di lettura
Sembra che il karma si stia rigirando contro Donald Trump in modo perfidamente clamoroso. In Canada non solo il candidato liberal Mark Carney ha vinto le elezioni dopo una campagna elettorale che respinge il way of life americano (per abbracciare quello europeo), ma il nuovo premier ha pure unə figliə non-binary, di nome Sasha Carney! Ed è davvero straordinaria e interessante la modalità di questa epifania liberale dai colori magnificamente inaspettati.
In un’epoca in cui la politica sembra spesso un teatro di maschere ben calcolate, la figura di Sasha Carney è spuntata a sbuffo come una nota dissonante, autentica e provocatoria. Fino a 24 ore fa Sasha era figliə del premier canadese liberal Mark Carney, che avrebbe dovuto perdere le elezioni contro il candidato fascio-trumpiano Pierre Poilievre, uno che era in testa di più di 20 punti nei sondaggi mentre vomitava patetici slogan tipo “Canada first”: un ridicolo Matteo Salvini in salsa canadese, insomma. Ma un mese fa Sasha ha trasformato la propria identità in un atto politico – in piena campagna elettorale – sfidando le convenzioni e fregandosene altamente dei timori dei vari spin-doctor e strateghi del marketing politico. Sasha ha detto al mondo:

“Con me usate i pronomi They/them, grazie”

Un’identità in evoluzione

Sasha ha iniziato il suo percorso di transizione durante l’adolescenza, ha vissuto tra Ottawa (Canada) e Londra (UK). Per la sua affermazione di genere, ha quindi frequentato la clinica Tavistock nel Regno Unito, un’istituzione al centro di controversie per le sue pratiche in ambito di identità di genere. In un saggio pubblicato nel 2020, Sasha aveva condiviso le proprie esperienze, esprimendo frustrazione per non sentirsi “abbastanza trans” per accedere a determinati trattamenti medici.

Attivismo e scrittura

Laureatə a Yale in Studi di Genere e Scrittura Creativa, Sasha ha utilizzato la scrittura come strumento di attivismo. Ha collaborato con diverse pubblicazioni, affrontando temi come l’identità di genere, la giustizia sociale e l’abolizione del sistema carcerario. Il suo lavoro – dicono le recensioni che ho scrutato qua e là sull’internet – si distingue per un approccio critico e una volontà di mettere in discussione le strutture di potere esistenti.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Reazioni durante la campagna elettorale

Durante la recente campagna elettorale che vedeva Mark Carney candidato alla carica di Primo Ministro con poche chance di vittoria dopo la debacle del suo leader di partito ed ex premier Justin Trudeau, la figura di Sasha è stata oggetto di attenzione mediatica. Alcuni critici hanno cercato di utilizzare la sua identità contro il padre, mentre altri hanno visto in Sasha un simbolo di progresso e inclusività. Sui social media, le reazioni sono state polarizzate, riflettendo le divisioni esistenti nella società canadese riguardo ai diritti delle persone transgender e non binarie (ogni mondo è paese).

Il sostegno del padre

Ma Mark Carney ha espresso pubblicamente il suo sostegno ai diritti LGBTQIA+, e affermato che il Canada deve essere un difensore dei diritti di tutti i cittadini. Ha sottolineato l’importanza di riconoscere e rispettare le diverse identità, dichiarando che l’accesso all’assistenza sanitaria è un diritto fondamentale per tutti, senza eccezioni. Risultato: vittoria elettorale, alla faccia degli USA di Trump.

https://www.gay.it/elezioni-canada-chi-e-mark-carney

 

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi