Nichi Vendola dall’Abruzzo di Meloni: “È così che torna il fascismo”

Da Pescara l'ex presidente della Regione Puglia manda messaggi chiari alle destre e a un certo modo di manipolare la parola di Cristo.

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Nichi Vendola - Sacro Queer è il suo libro di poesie appena pubblicato
Nichi Vendola - Sacro Queer è il suo libro di poesie appena pubblicato
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Il fascismo rinasce sempre nel fango delle parole tossiche

Nichi Vendola lo ripete senza esitazioni a Pescara, nell’Abruzzo alcova del potere meloniano più nero e devoto (Abruzzo Pride il 21 Giugno ad Avezzano). Nell’ambito dell’iniziativa Università di Strada, il presidente di Sinistra Italiana ha presentato Sacro Queer, la raccolta poetica che incrocia lirismo e impegno civile (qui la nostra intervista). Ma la poesia, per Vendola, è solo uno dei tanti strumenti per denunciare la “catastrofe del linguaggio” e il ritorno di pulsioni autoritarie nel cuore dell’Italia di oggi.

La destra che ci governa è storicamente nemica delle libertà individuali” ha dichiarato l’ex presidente della Regione Puglia ed ex parlamentare “Ovunque, in ogni città, fa a cazzotti contro i diritti delle donne e della comunità LGBT+, minaccia i diritti dei nostri figli, nega la dignità delle famiglie omogenitoriali”.

A pochi giorni dalla sentenza della Corte Costituzionale sul riconoscimento alla madre intenzionale, con il governo Meloni pronto a disobbedire alla Consulta come accade in Veneto, Vendola parla di “una scultura del diritto di avere diritti“, che mette nero su bianco il principio di eguaglianza, mentre il governo cerca di scardinarlo.

L’arma delle parole

 

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Per Vendola, il linguaggio non è mai neutro, come dichiara al quotidiano abruzzese Il Centro diretto da Luca Telese: “Viviamo in un evo di degrado della parola: le élite sguazzano in una melma semantica che fomenta paura, rancore, isteria. Le parole avvelenate producono un mondo avvelenato”. È attraverso questa deriva che, secondo Vendola, compagno di Edward Testa e padre di Tobia, , si preparano le basi del ritorno del fascismo: “Sono parole che cancellano la memoria, falsificano il passato, sparano alla nuca della verità storica e scientifica“.

E l’esempio più inquietante è proprio nel linguaggio religioso usato in modo strumentale, così Vendola al quotidiano d’Abruzzo manda messaggi non troppo velati anche ai sedicenti cristiani di Pro Vita che starnazzano per una coda no-gender alle elezioni di Genova:

“In un’Italia di buffoni travestiti da clericali, che brandiscono il rosario nei comizi come fosse un’arma, lui ha ricordato l’essenza della vicenda di Gesù: «ero straniero e mi avete accolto», «ero carcerato e mi avete visitato», «ero affamato e mi avete dato da mangiare» Il Dio cannibale di Trump, di Salvini e della Meloni davvero non c’entra nulla con quella meravigliosa profezia di salvezza che Bergoglio ha saputo incarnare».

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La parola “queer”

Vendola ricorda come la parola queer, un tempo insulto velenoso rivolto a chi deviasse dalle norme sociali, sia stata storicamente impiegata per colpire, umiliare, marchiare l’“irregolarità” come colpa. Una parola usata per educare all’odio, per legittimare la violenza e la discriminazione nei confronti delle soggettività LGBTIAQ+. Ma proprio quella parola, carica di stigma, è stata riappropriata dalla comunità e trasformata in simbolo di orgoglio, cultura, resistenza. E se per Vendola è sacro tutto ciò che è umano, allora anche le esistenze queer — nella loro fragilità, potenza e bellezza — meritano lo stesso rispetto che si deve a ciò che è inviolabile.

 

Madonne nere e profughe

Contro i ritorni delle retoriche bigotte e strumentali del neofascismo, Vendola oppone una spiritualità radicale, incarnata da figure come le Madonne nere del Sud:

Sono madonne migranti, sfuggite all’iconoclastia e accolte dalle nostre genti. Non proteggono i carnefici, piangono per le vittime. Oggi, forse, piangono per un mondo ubriaco di disumanità“.

Vendola cita Gaza, l’Europa dei respingimenti, l’Italia dei simboli religiosi trasformati in armi elettorali. E conclude mandando un messaggio da cristiano a cristiano proprio al nuovo Papa Leone XIV:

“Il Dio cannibale di Trump, di Salvini, di Meloni non ha nulla a che vedere con la meravigliosa profezia di salvezza che Francesco ha saputo incarnare. Ma se ora abbiamo Leone XIV, non potrà tradire quello spirito”

Abruzzo Pride 2025: sabato 21 giugno ad Avezzano

 

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