Presidente nazionale di Sinistra Italiana, ex presidente nazionale di Sinistra Ecologia Libertà nonché presidente della Regione Puglia dal 2005 al 2015, Nichi Vendola è da oltre 20 anni al fianco di Ed Testa, grafico e creative consultant canadese con il quale è diventato padre di Tobia nel 2016, tramite gestazione per altri. La scorsa settimana, quando il DDL Varchi è diventato legge trasformando la GPA in “reato universale”, Vendola ha scritto un durissimo editoriale dalle pagine dell’Huffington Post dal titolo “E dunque uccidere un bambino non è un reato universale, mentre farlo nascere sì“.
“Chiamare crimine universale ciò che è legale in 65 Paesi è una operazione ideologica“

“Entrate nelle nostre case senza bussare, con modi da bulli, come sbirri talebani, invadete lo spazio più privato delle nostre esistenze, avete la presunzione di sapere ciò che in tutta evidenza non sapete, di giudicare ciò che non conoscete, di denigrare ciò che non condividete, di ridurci al fantasma delle vostre fobie, di misurarci col metro del vostro moralismo da marciapiede”, scriveva Vendola. “Ci avete sequestrate, noi famiglie omogenitoriali con i nostri sentimenti e le nostre storie, dentro la vostra discussione tanto pomposa quanto strumentale, gonfia di racconti caricaturali, di indignazioni da selfie, di passioni prevalentemente elettorali. Anche se il ricorso alla “gestazione per altri” riguarda nel 95% dei casi coppie eterosessuali è a noi che date la caccia. Con i vostri stereotipi, con le vostre furbizie semantiche, col vostro femminismo da night club. Non è “reato universale” la tortura, la strage, la riduzione in schiavitù, la pulizia etnica, lo stupro, il femminicidio, il bombardamento di scuole e ospedali. Non lo è lasciare affogare naufraghi alla deriva, impedire i salvataggi in mare, sequestrare la povera gente nei lager finanziati dai nostri governi, neppure sparare in testa ai bambini.
E dunque da oggi uccidere un bambino non è un reato con l’aggettivo (“universale”), mentre farlo nascere si. Dare la vita è criminale in forma cosmica, sopprimere la vita è invece ordinario, normale, banale cronaca quotidiana. La “gestazione per altri”, da oggi – nella cultura del nostro legislatore-pedagogo-carceriere – è peggio di qualunque altra nefandezza. Chiamare crimine universale ciò che è legale in 65 Paesi è una operazione ideologica utile a impedire di discutere delle vere alternative ai rischi di mercificazione: discutere cioè del diritto all’adozione anche per le coppie omogenitoriali, della libertà delle donne di poter decidere del proprio corpo, di regolamentare la “gestazione per altri” esclusivamente in forma solidale e dunque non commerciale. Ma discutere seriamente della vita e della morte forse non porta voti, è più facile travestirsi da acchiappafantasmi”.
Nichi Vendola ad Agorà

Passati pochi giorni, Nichi Vendola ha parlato della propria famiglia nel corso di Agora, su Rai3, al fianco dell’amato Ed.
“È la scelta più bella che abbiamo mai fatto nella nostra vita. Quella di accogliere un figlio. Non abbiamo affittato un utero, ma costruito con una meravigliosa donna che ci ha donato gli ovuli una relazione che è continuata. Poi abbiamo costruito con la portatrice, una meravigliosa mamma di tanti figli, tutt’altro che povera, una donna che aveva questo desiderio di consentire la nascita di un bambino per qualcun’altro”.
Se solo in Italia le coppie gay potessero adottare, Nichi ed Ed si sarebbero affidati all’adozione. “Senza ombra di dubbio avremmo deciso di adottare”, ha sottolineato Vendola. “È incredibile che una coppia gay non possa adottare”.

Fuori dai palazzi della politica, dove c’è chi incendia il dibattito seminando odio, la realtà è ben diversa. Testa ha rivelato di essere proprio lui il rappresentante dei genitori nella scuola di suo figlio. “L’accoglienza non è mai stata diversa dall’accoglienza di tutti gli altri bambino”, ha ribadito Ed, che è di fatto il padre biologico di Tobias. Vendola ha quindi dovuto adottare suo figlio.
“Per undici mesi io ed Ed ci siamo dovuti sottoporre alle domande, alle ispezioni degli assistenti sociali e degli psicologi. Siamo stati osservati al microscopio. Poi qualcuno al tribunale dei minori ci ha anche chiesto scusa, ci hanno detto di aver trovato una famiglia bellissima, essendo loro abituati ad occuparsi di famiglie che vivono nella violenza, nel degrado. Le persone sono ecosistemi delicati e preziosi, giudicarci con questa violenza è insopportabile. La strada maestra è quella di regolamentare la GPA, proibire significa implementare il mercato dell’illegalità. Le pratiche della GPA riguardano nella stragrande maggioranza dei casi pratiche che riguardano coppie etero. Lo scandalo è esploso quando questa pratica ha riguardato anche coppie gay. In un’Italia e in un’Europa che è in pieno inverno demografico, il problema siamo noi che i bambini li vogliamo, li facciamo, li accudiamo con amore, li proteggiamo?”.
Nichi Vendola a È sempre Cartabianca

In serata ospite su Rete4 di È sempre Cartabianca, Vendola ha ribadito il concetto, replicando alle parole della ministra Eugenia Roccella che ha incredibilmente chiesto ai medici di denunciare le coppie che potrebbero aver avuto figli tramite gpa:
“Questa destra vuole controllare la vita, la morte, la sessualità. Mio figlio, nato in questo modo, non è orfano di madre, perché quella donna è stata felice di dare a noi questa felicità”. “Eugenia Roccella non sa nulla di me, di mio marito e di mio figlio e non può ergersi a giudice della nostra vita. A volte sembra dimentichi di essere ministra della Repubblica italiana e non di quella iraniana da stato di polizia”.
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