Nella giornata di ieri è esplosa una polemica sponsor relativa al Roma Pride 2025, accusato da Guglielmo Scilla, Cathy La Torre e Pietro Turano, in qualità di vicepresidente di Arcigay Roma, di aver preso soldi da aziende definite “vicine” a Israele, che da mesi sta compiendo una strage a Gaza e nella notte ha bombardato l’Iran, tanto da portare all’immediata cancellazione del Pride di Tel Aviv.
Nel manifesto politico del Roma Pride gli organizzatori hanno pubblicamente espresso il proprio sostegno alla popolazione di Gaza da mesi sotto le bombe di Benjamin Netanyahu, con sponsor come Starbucks, azienda finita in un ampio boicottaggio internazionale per i suoi presunti legami con Israele, al centro del contendere. Perché tra gli sponsor ufficiali del Roma Pride 2025.
Roma Pride 2025 e gli sponsor, la replica alle critiche di Scilla, La Torre e Arcigay Roma
Nella conferenza stampa della manifestazione in cui ha parlato la madrina Rose Villain, Mario Colamarino del Comitato Roma Pride ha così replicato alle accuse.
“C’è tanta disinformazione sul web, noi abbiamo parlato con questi sponsor finiti nel mirino della disinformazione. Loro ci hanno garantito che queste voci sono il frutto della disinformazione. Noi viviamo grazie al sostegno degli sponsor e delle istituzioni, il Pride ha un costo enorme. Il ruolo degli sponsor è fondamentale. Con molte di queste aziende lavoriamo tutto l’anno. Starbucks sostiene quest’anno anche i Pride di Napoli e Milano, organizzato da Arcigay che vede Pietro Turano vicepresidente di Arcigay Roma e consigliere nazionale, oltre ad aver sostenuto il World Pride di Washington. È una polemica un po’ surreale. Ci siamo finiti noi perché il Roma Pride è il primo ad arrivare, mi ha stupito la polemica da parte di alcuni influencer che fino a pochi mesi fa lavoravano con questi sponsor finiti in queste liste di proscrizione filo israeliane. Parlo di Guglielmo Scilla e Cathy La Torre. Il primo lavorava fino a poco fa con Nutella, Sephora e Calvè, marchi finiti in queste liste nere. Questi influencer devono fare i conti con la propria coscienza”.
Stefano Mastropaolo, che si occupa degli sponsor del Roma Pride, ha aggiunto: “Gli sponsor sono spesso divisivi ma senza di loro non riusciremmo ad avere una spazio del tutto libero come la Pride Croisette e una Parata da un milione di persone in strada come il Roma Pride. Noi non li consideriamo sponsor ma amici, durante l’anno lavoriamo con loro per aiutarli a crescere nella conoscenza e nell’inclusione”.
La posizione ufficiale di Starbucks Italia
“Starbucks Italia ha sempre sostenuto con orgoglio il Pride di Milano sin dal suo arrivo in Italia, quest’anno sostiene anche il Pride di Roma. La nostra partecipazione riflette il nostro impegno concreto a favore della comunità LGBTQIA2+ in Italia e in tutto il mondo. Abbiamo assistito alla diffusione di disinformazione sulla nostra posizione riguardo al conflitto in Israele e a Gaza. Invitiamo a consultare Starbucks for the Record, dove forniamo informazioni fattuali sulle posizioni di Starbucks”.
Roma Pride 2025 e il Priot Pride alternativo
Al Roma Pride, che è assolutamente aperto a tutti e tutte, ci saranno anche le bandiere della Palestina, come negli anni passati: “Il Pride di Roma è aperto, non possiamo sapere chi partecipa e chi non partecipa, se non ce lo comunicano”. “Ci sarà una delegazione di ebrei LGBT europei, perché vogliono partecipare in quanti ebrei e non vogliono aver paura di scendere in piazza al Roma Pride, visto e considerato che sono anche LGBT”, ha precisato Colamarino, che è intervenuto anche sul Priot Pride che partirà in concomitanza al Roma Pride alle ore 16, in piazzale Ostiense.
“Non è la prima volta ma è il terzo anno che esiste il Priot, che legittimamente scende in piazza con le proprie rivendicazioni e nelle forme e nei modi che ritiene opportune. Noi non abbiamo mai attaccato loro per dire come scendere in strada, siamo tutte persone della comunità LGBTQIA. Mi auguro che in futuro ci possa essere la necessità di parlarci ma fino ad oggi noi abbiamo ricevuto solo attacchi, polemiche sui social. Da parte loro c’è stata una voglia di legittimare alcuni percorsi grazie a nostre reazioni eventuali. Giorni fa fuori dalla nostra sede hanno attaccato i manifesti del Priot Pride sopra i nostri manifesti, come pura e semplice provocazione”.
Roma Pride 2025 sarà al Budapest Pride
Colamarino ha infine confermato che Roma Pride sarà al Budapest Pride del 28 giugno:
“Siamo fuorilegge in questo Paese, le famiglie arcobaleno non hanno diritti, siamo fuorilegge perché le persone trans solo relegate ai margini della società, siamo fuorilegge perché non c’è una legge contro l’omobitransfobia. Siamo fuorilegge non solo in Italia ma anche in Europa, negli USA, in Ungheria, dove Orban ha bandito il Pride. Il 28 giugno noi ci saremo comunque, a Budapest, perché esserci è importante. Il carro del Mario Mieli sarà dedicato ai Pride sotto attacco, a tutte le persone oppresse. Saremo con una nostra delegazione a Budapest, siamo in collegamento con gli organizzatori del Budapest Pride, ufficialmente vietato dalla polizia. Non sappiamo cosa succederà, lo scopriremo una volta a Budapest. Arriveranno delegazioni da tutta Europa, parlamentari, bisognerà stare attenti perché per i partecipanti è prevista una multa da 16 ai 500 euro mentre per gli organizzatori si arriva fino alle sanzioni penali. Ma è tutta un’incognita perché questa legge è nuova e non è mai stata applicata. Noi abbiamo invitato anche il sindaco Gualtieri a venire con noi, è importante esserci perché è la frontiera dell’Europa. E quello che succede lì potrebbe succedere a noi in un prossimo futuro”.
L’appuntamento con il Roma Pride 2025 è in piazza della Repubblica, sabato 14 giugno, con partenza prevista alle ore 16 e arrivo alla Pride Croisette in via delle Terme di Caracalla.
40 i carri, tra i quali uno chiamato “Orban la pazzah“, rappresentazione dissacrante di Viktor Orban come mostro illiberale, circondato e dileggiato dalla comunità LGBTQIA+ per le sue posizioni retrograde. Confermata inoltre la partecipazione delle rappresentanze diplomatiche, tra cui le ambasciate di Germania, Messico, Olanda, e il carro “Diplomats for Equality” che ospiterà l’Ambasciata britannica, Irlanda, Australia, Belgio, Canada, la delegazione del Quebec e la rappresentanza delle Fiandre.

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