Quando si parla di violenza nelle relazioni affettive, l’immaginario pubblico è ancora dominato dal paradigma uomo-maltrattante e donna-vittima. Ma cosa succede quando la violenza si manifesta in relazioni tra donne, o coinvolge persone lesbiche, bisessuali, trans o non binarie? Spesso non viene riconosciuta. O, peggio, viene negata.
È per questo che dal 2017 esiste la Linea Lesbica e Antiviolenza, un progetto nato a Bologna ma attivo su tutto il territorio nazionale. Il suo obiettivo è chiaro: dare ascolto e supporto a chi vive violenza in relazioni tra donne o in dinamiche affettive queer, dove la violenza è resa ancora più invisibile dal contesto discriminatorio e dalla mancanza di consapevolezza sociale.
In questo articolo
- 1 Violenza nelle relazioni lesbiche: la Linea Lesbica e Antiviolenza
- 2 Una campagna a fumetti per rompere il silenzio
- 3 Storie che non fanno notizia, ma esistono
- 4 Un servizio unico in Italia
- 5 Cerchie lesbiche antiviolenza e attivismo internazionale
- 6 Un aiuto concreto, gratuito e sicuro
- 7 Contatti utili
Violenza nelle relazioni lesbiche: la Linea Lesbica e Antiviolenza
“Non è facile parlare di questa tipologia di violenza”, spiega Irene Bilei, operatrice della Linea Lesbica e Antiviolenza. “Perché spesso viene strumentalizzata dalla destra per negare la specificità della violenza maschile contro le donne. Ma al contrario, è proprio la pervasività sociale della violenza di genere a far sì che essa si riproduca anche nelle relazioni lesbiche”.
Il contesto culturale in cui queste relazioni si sviluppano non è neutro. L’omolesbobitransfobia interiorizzata, l’isolamento sociale e la mancanza di modelli di riferimento possono creare le condizioni per dinamiche di potere e controllo. Non si tratta di eccezioni, ma di una realtà che troppo spesso viene taciuta o ignorata.
Una campagna a fumetti per rompere il silenzio
Per sensibilizzare e aprire un dibattito collettivo, la Linea Lesbica ha deciso di lanciare una campagna di comunicazione a fumetti. Realizzata in collaborazione con Francesca Amato, in arte Frad, e l’Agenzia Comunicattive. La campagna utilizza un linguaggio accessibile e diretto per decostruire stereotipi radicati.
Ambientata in un contesto da “chiacchiere da bar” tra amiche, ogni vignetta prende di mira un luogo comune sulle relazioni lesbiche – dalla presunta parità garantita automaticamente dall’orientamento sessuale, alla negazione della violenza tra donne – e lo smonta con ironia e chiarezza.
Il messaggio di fondo è chiaro: la violenza non è una questione di orientamento sessuale, ma di dinamiche di potere che trovano terreno fertile nei contesti oppressivi.

Storie che non fanno notizia, ma esistono
Dietro i fumetti, ci sono storie vere. Donne cacciate di casa da famiglie lesbofobiche, che si ritrovano in situazioni di dipendenza economica dalla partner e quindi esposte a violenza e ricatti. Persone trans* minacciate di outing sul posto di lavoro, usato come arma di controllo nella relazione. Oppure situazioni in cui la lesbobitransfobia interiorizzata si trasforma in insulti e giudizi verso la propria compagna.
Sono esperienze che raramente trovano spazio nel discorso pubblico, ma che la Linea Lesbica accoglie e ascolta ogni settimana. Come sottolineano le operatrici, riconoscere questa forma di violenza non significa equipararla a quella patriarcale, ma prendere atto della complessità con cui essa si manifesta.
Un servizio unico in Italia
La Linea Lesbica e Antiviolenza è un servizio unico nel suo genere in Italia. Nata all’interno dell’associazione Lesbiche Bologna e in collaborazione con la “Casa delle donne per non subire violenza“, è gestita da un gruppo di operatrici formate residenti in varie regioni italiane. Accoglie richieste da tutto il Paese e garantisce colloqui gratuiti e anonimi, via telefono o in videochiamata.
Chi chiama può contare su ascolto, accoglienza, orientamento e, se desiderato, un accompagnamento in un percorso di fuoriuscita dalla violenza. Non è previsto alcun obbligo di denuncia: la scelta di intraprendere o meno un percorso è sempre lasciata alla persona che chiede aiuto.
Il numero da contattare è 391 3359732, attivo il lunedì dalle 18 alle 22 e il mercoledì dalle 18 alle 20. È possibile anche scrivere all’indirizzo email [email protected].
Cerchie lesbiche antiviolenza e attivismo internazionale
Oltre al servizio diretto, la Linea organizza da anni momenti collettivi di confronto: le “cerchie lesbiche antiviolenza”, gruppi di discussione pensati per affrontare in modo condiviso il tema della violenza nelle relazioni lesbiche. Si tratta di spazi informali ma fondamentali per far emergere vissuti, rompere l’isolamento e costruire consapevolezza.
Nel 2025, la Linea ha anche partecipato alla conferenza internazionale della European Lesbian Community*, svoltasi a Roma. Un evento che ha visto la partecipazione di oltre 700 attiviste lesbiche da tutto il mondo e che ha già portato a importanti risultati, tra cui la nascita di un progetto antiviolenza in Moldavia ispirato proprio all’esperienza italiana.
Un aiuto concreto, gratuito e sicuro

“La violenza nelle relazioni lesbiche esiste, e va riconosciuta. Ma le persone non devono affrontarla da sole”, ribadiscono le operatrici. Il messaggio è chiaro: non c’è niente di sbagliato nell’essere vittima, ma c’è sempre una via d’uscita. E quella via può iniziare da una telefonata, da un’email, o da una vignetta che ci fa riflettere.
In un panorama ancora povero di strumenti e narrazioni inclusive, la Linea Lesbica e Antiviolenza rappresenta una risorsa fondamentale per la comunità LBTQIA+. Un presidio di ascolto e resistenza, ma anche di formazione e lotta culturale.
Contatti utili
- Numero di supporto: 391 3359732
- Orari: Lunedì 18-22, Mercoledì 18-20
- Email: [email protected]
- Sito web: lesbichebologna.it

