Sono state decine di migliaia le persone che hanno preso parte, a partire dal tardo pomeriggio di ieri, al Napoli Pride 2025. Oltre 200 mila (fonte Fatto Quotidiano online), stando alle parole di Antonello Sannino presidente Antinoo Arcigay Napoli, che in una nota ufficiale ha evidenziato anche la presenza di stranieri. “Le strade di Napoli si sono riempite di gente e di felicità per un’edizione straordinaria del Napoli Pride. Come sempre, il Pride ha trionfato, superando ogni polemica e tentativo di strumentalizzazione”, ha dichiarato. Tuttavia, i reali numeri sarebbero ben altri: secondo i dati della Prefettura si contavano da 80 mila a 100 mila presenze.

Ad inondare il corteo non sono mancati i numerosi striscioni e slogan pro Palestina, così come gli interventi sul palco di Atn e Cgil, che hanno evidenziato le spaccature sorte nelle passate settimane. Potentissimo il gesto di Gaia, madrina dell’edizione, che ha evidenziato la sua posizione netta.

Napoli Pride 2025
Napoli Pride 2025

Napoli Pride 2025, migliaia di partecipazioni al corteo

Ad aprire il corteo del Napoli Pride 2025, andato in scena ieri, sabato 5 luglio, è stato il trenino bianco delle famiglie arcobaleno. Dal centro del capoluogo campano, in piazza Municipio, la parata ha poi raggiunto piazza Dante, dove dalle 21 ha preso il via lo star show al quale hanno preso parte molti artisti e la madrina della manifestazione, Gaia.

A partecipare alla colorata parata dell’orgoglio e dei diritti sono stati in migliaia. Una grande marea colorata di persone provenienti non solo da ogni angolo della Campania, ma anche da altre regioni d’Italia, che hanno aderito al coro di “Il corpo non è mai reato”, slogan dell’edizione del Napoli Pride 2025.

L’assessore comunale Emanuela Ferrante ha sottolineato: “Il corpo non è mai reato, credo che questa sia la frase veramente più significativa, motivo per il quale stiamo marciando. Il motivo per il quale dobbiamo difendere la libertà di tutti, di essere se stessi, a prescindere dalle preferenze del genere sessuale. Io credo che l’Italia non potrà mai dirsi un paese civile finché i diritti civili fondamentali non siano riconosciuti a tutti. A prescindere dal sesso”.

Il sindaco Manfredi: “A Napoli la diversità è un grande valore”

Non sono mancati numerosi esponenti istituzionali del Comune di Napoli e della Regione Campania, nonostante qualche importante assenza. Presente anche l’ex presidente della Camera Roberto Fico.

Parlando della sua città, il sindaco Gaetano Manfredi aveva commentato – come rammenta anche il Corriere della Sera -, alla vigilia della parata: “Napoli è una città che storicamente è stata sempre aperta ai diritti, la città nella quale la diversità è un grande valore. È una città di grande tolleranza, quindi è una città dove il Pride ha un sapore particolare, perché ha il sapore della partecipazione. Credo che la grande partecipazione che ci sarà e che c’è sempre stata e la condivisione di tutta la città su questa battaglia per i diritti di tutti, faccia di Napoli sempre un esempio”.

Grande assente, Vincenzo De Luca, Governatore della Campania, a causa di impegni fuori regione. A farne le veci, l’assessore Lucia Fortini. Al corteo anche l’ex sindaco di Napoli ed ex governatore campano, Antonio Bassolino

Gaia madrina del Pride insieme alle sorelle trans e con la bandiera della Palestina

Gaia al Napoli Pride 2025
Gaia al Napoli Pride 2025

Madrina dell’edizione del Napoli Pride 2025 è stata la cantante Gaia, che ha incantato con un fortissimo messaggio non solo umano, ma anche politico. La cantante e attivista ha sottolineato l’importanza di prendere posizione in un momento storico come questo, “in cui ci sono persone che stanno vedendo la loro vita sciogliersi davanti ai loro occhi”, ha detto ai microfoni di Fanpage.it. Qui l’intervista di Gay.it a Gaia lo scorso marzo.

Gaia non ha dimenticato affatto l’emergenza in atto, e lo ha dimostrato nel suo intervento sul palco di piazza Dante, poco prima dello Star Show che l’ha vista protagonista: “Oltre i confini di questa magica città che è Napoli, nella nostra comunità ci sono esseri umani che muoiono sotto le bombe, nella paura, nella fame. Ci sono madri che piangono, bambini che tremano, famiglie che non esistono più. Non sono solo “civili”: sono esseri umani. E noi sappiamo esattamente cosa significa non essere visti, non essere considerati […] Ogni bomba che cade sul mondo cade sulla nostra coscienza”, ha tuonato. 

Un messaggio che giunge nel pieno della frattura interna che si è evidenziata a distanza di alcune settimane dal Pride napoletano, e che ha posto la stessa Gaia davanti al quesito: esserci o non esserci? “Dopo tutto quello che è successo nell’ultimo periodo ho pensato e ripensato alla mia partecipazione a questo Pride. Ho perso notti di sonno. Ho passato notti tormentate. E sono arrivata alla conclusione che oggi ci dovevo essere”, ha detto in lacrime.

Gaia al Napoli Pride

La sua presenza e la posizione netta si sono espresse non solo a seguito dei fatti avvenuti a Israele, ma anche dopo le violenze inaudite nei confronti della comunità trans, verso la quale ha voluto esprimere tutta la sua solidarietà e sorellanza. La cantante ha voluto rimarcare l’idea, attraverso la vicinanza alle sorelle trans, di essere in un Pride senza potere

Motivo per il quale, ha lasciato lo striscione istituzionale sin da subito, evidenziando il bisogno chiaro e consapevole di sottrarsi da una dimensione di potere ed essere dentro una dimensione più collettiva. Da quel momento in poi, Gaia ha proseguito insieme a Daniela Lourdes Falanga, alle sorelle trans e alle persone della comunità, pur non in termini esclusivi, anche al fianco di Club Venus – composto da artist3 che da anni contribuiscono a dare voce alla queerness di Napoli, al coro di “Palestina libera!”. Oltre al Club Venus hanno marciato anche persone importanti, come la stessa Daniela Lourdes Falanga (intervistata da Umani in collaborazione con Gay.it), Sara Carbone, Bia Barra e Ambrosia Fortuna. Il tutto, attraverso una visione di sorellanza, di comunità, di riappropriazione del Pride.

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La presenza di Gaia, dunque, è stata oltremodo sentita e consapevole. Da vera madrina del Napoli Pride 2025 ha scelto di marciare tra la gente, in modo attivo, decidendo di non aderire a nulla che fosse forzatamente “spettacolare”, ma traducendo la sua adesione in un impegno politico e sincero, unendosi e camminando insieme ai corpi e alle voci dei presenti. 

Tra i momenti potenti da segnalare, oltre al toccante discorso sul palco di Piazza Dante, anche quello in cui Gaia si è unita alla folla, durante il corteo, con la bandiera della Palestina in mano e scegliendo di non affiancare le cariche istituzionali, come inizialmente annunciato, ma calandosi in un sentimento di comunanza e sorellanza.

Contestazioni dopo l’intervento dell’associazione ebraica

Contestazioni al Napoli Pride
Contestazioni al Napoli Pride

Tante le bandiere palestinesi presenti al Pride di Napoli. E non sono mancate anche le contestazioni, quando dal palco, Keshet Italia, organizzazione ebraica LGBTQIA+, ha preso la parola durante una sessione di open mic.

Raffaele Sabbadini di Keshet Italia ha denunciato l’esclusione e le minacce vissute come persone ebree e queer, anche nei Pride. Ricorda che i diritti LGBTQIA+ sono sotto attacco globale, ma rivendica il diritto alla visibilità, alla complessità e alla coesistenza. Contro ogni censura, ha affermato: “Le sofferenze non sono in competizione”, ringraziando il Napoli Pride per aver offerto uno spazio sicuro e inclusivo, ribadendo: “Noi tutte, unite, siamo il futuro del movimento”.

Durante il discorso, il relatore era sommerso da fischi e cori “Palestina libera”. Ma “Non esistono le olimpiadi del dolore”, ha aggiunto, scatenando la protesta.

Atn in coda al corteo: l’intervento sulla Palestina

Già nelle scorse settimane, si era evidenziata una forte spaccatura, diventata ancora più evidente dopo la partecipazione di Antonello Sannino presidente di Antinoo Arcigay Napoli a una visita a Israele, in occasione del Tel Aviv Pride – poi annullato -, insieme a una delegazione italiana, su invito del ministero degli Affari Esteri dello Stato Ebraico. 

Due delle associazioni storiche napoletane, Atn e i-Ken, avevano preso posizione, fino ad arrivare ad una rottura netta, quando il coordinamento Pride aveva deciso di non ammettere bandiere palestinesi alla manifestazione di Napoli, decidendo così di boicottare la parata.  

Successivamente, Atn – che aveva scelto di uscire dal coordinamento che organizza la manifestazione col Comune di Napoli – ha deciso di sfilare al Pride, affiancata dalla rete Arrevutamm Pride, ma in coda al corteo, per poi fare un intervento su Gaza dal palco di Piazza Dante. A prendere la parola è stata Loredana Rossi, presidente Atn: “Questo è il primo anno, dopo 25 anni di attivismo che faccio, è il primo anno che non sto più nel comitato Pride”. Loredana Rossi ha voluto ricordare le continue sfide a cui “la comunità queer e trans” va incontro, definendola “sotto attacco, lo sappiamo bene!”. Ha rammentato quello che succede in America con Trump, in Ungheria con Orbàn, in Italia con Meloni

Ed ha ribadito la vicinanza al popolo palestinese, “un popolo che non ha esercito”. “Oggi stanno commettendo un genocidio”, ha aggiunto, ricordando l’atroce numero di vittime. “Le mie mani non sono sporche di sangue! Perché io mi ribello!”, ha urlato dal palco, tra gli applausi del pubblico. 

Poco prima del suo intervento, un altro open mic aveva visto al centro dell’intervento la questione palestinese:

Oggi, o stai con la Palestina, o sei un nostro nemico. O stai per la Palestina, o non è vero che combatti per i diritti umani. O stai con la Palestina, o non è vero che stai lottando per l’autodeterminazione delle persone LGBTQIA+. 

70 mila palestinesi uccisi da Netanyahu, tra cui 20 mila bambini, 13 mila donne, e immaginerete che tra queste donne, bambini e uomini, ci sono tante e tanti compagni omosessuali, lesbiche, trans. Hanno distrutto tutto il sistema sanitario, chiudono le condutture di acqua, non c’è energia elettrica. Ci sono un milione e mezzo di sfollati. Ma quanto caz*o vi permettete di salire su questo palco senza condannare Netanyahu?

Atn e Arrevutamm Pride
Atn e Arrevutamm Pride

Per la prima volta a Napoli sfila un carro della Cgil

A sfilare per la prima volta al Napoli Pride, anche un carro della Cgil. A margine del corteo, Nicola Ricci, segretario generale della Cgil Napoli e Campania aveva commentato: “Questo bellissimo Pride non è solo una giornata di festa, ma è anche impegno per la difesa dei diritti, contro il sessismo, il razzismo e l’omofobia. In tutta Europa e anche in Italia i diritti vengono spesso calpestati. Perciò quest’anno al Pride c’è anche il nostro carro”.

Tuttavia, anche Ricci non ha mancato di ricordare la questione palestinese: “Ma non dimentichiamo che tra i temi al centro del Pride c’è la pace, senza la quale ogni diritto viene mortificato”, ha concluso. 

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