Trump cancella anche i riferimenti alla bisessualità dal sito del Monumento di Stonewall

Prosegue l'assalto del presidente USA alla storia del Movimento LGBTQIA+. Che Trump vorrebbe riscrivere a suo piacimento.

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Stonewall INN, foto scattata durante il World Pride del 2019
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Dopo aver cancellato la comunità trans, vietando ogni riferimento possibile tanto on line quanto sul posto, l’amministrazione Trump ha deciso di ripetersi con la comunità bisessuale.

L’assalto di Trump a Stonewall e alla sua memoria

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Lo storico Stonewall Inn di New York oggi

Il presidente USA ha silenziosamente fatto cancellare tutte le pagine che facevano riferimento a persone bisessuali dal sito dedicato allo Stonewall National Monument. A scoprirlo la giornalista Erin Reed. A inizio 2025, tra mille polemiche e proteste, erano stati rimossi tutti i riferimenti alle persone transgender che presero parte ai Moti di Stonewall, mentre in pieno Pride Month le bandiere della comunità trans sono state vietate all’interno del Monumento, dal 2016 primo sito del National Park Service a riconoscere la lotta per i diritti LGBTQ+ negli Stati Uniti d’America per volontà di Barack Obama.

Sul sito web di Stonewall si leggeva che prima degli anni ’60, quasi tutto ciò che riguardava il vivere apertamente come lesbica, gay o bisessuale era illegale, come se vivere come persona transgender non lo fosse all’epoca. Ebbene, proprio questo mese hanno apportato una nuova modifica. Ora si legge che quasi tutto ciò che riguardava il vivere autenticamente come persona gay o lesbica era illegale“.

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Reed ha denunciato anche altri cambiamenti: “Dicono che sia stata una pietra miliare per i diritti civili di gay e lesbiche, mentre prima si parlava di diritti civili LGBTQ… e ora dicono che vivere come membro della comunità di Stonewall fosse una violazione della legge, invece di parlare della comunità LGBTQ”.

Gli attuali proprietari dello Stonewall Inn e i rappresentanti di Stonewall Inn Gives Back Initiative si erano detti “indignati”, lo scorso febbraio, per le modifiche effettuate alla storia dei Moti, che videro proprio le donne trans come Marsha P. Johnson, e le drag queen, in primissima fila a battagliare contro la polizia che in quella calda notte di fine giugno del 1969 fece irruzione nel celebre pub di New York per portare a termine i soliti arresti. Ma quel 28 giugno esplose la protesta di chi era all’interno del locale, la rivolta che diede vita al movimento di liberazione gay in tutto il mondo.

Dopo aver riscritto la storia cancellando la comunità trans, Trump ha ora eliminato anche quella bisessuale, nonostante proprio le persone bisessuali siano la maggioranza della popolazione LGBTQ+ negli Stati Uniti. Un recente sondaggio Gallup ha rilevato come il 58% degli adulti LGBTQ+ d’America si identifichi proprio come bisessuale, rafforzando quella che alcuni ricercatori hanno descritto come la “maggioranza invisibile” all’interno della comunità queer.

© Riproduzione riservata.

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