È stato aggredito, insultato con epiteti omofobi e minacciato da tre uomini – due dei quali indicati come addetti alla sicurezza – all’interno del centro commerciale Roma Est. È quanto ha denunciato un ragazzo siciliano di 23 anni, residente a Roma, in seguito ai fatti accaduti venerdì 18 luglio.
Secondo la ricostruzione contenuta nella denuncia presentata al commissariato di Porta Pia dalla legale Martina Colomasi, il giovane – che aveva lavorato come commesso in un negozio di abbigliamento fino al 30 giugno – si era recato al centro per ritirare una tessera dei buoni pasto. Mentre attendeva il responsabile, sarebbe stato aggredito verbalmente e fisicamente. Uno dei tre uomini, descritto come un quarantenne dalla carnagione chiara, avrebbe urlato più volte: “Fr*c*o di m*rda, ti soffoco“, stringendogli le mani al collo. Gli altri due avrebbero partecipato all’aggressione.
Il ragazzo ha riferito di aver cercato di divincolarsi, mentre alcuni ex colleghi tentavano invano di intervenire. Durante l’aggressione, uno degli uomini avrebbe urlato: “Portiamolo nello stanzino senza telecamere“. A quel punto, la vittima si sarebbe aggrappata a un tavolo per evitare di essere trascinata via. I tre lo avrebbero allora sollevato per le gambe, tenendolo a testa in giù.

Nel tentativo di documentare quanto stava accadendo, il ragazzo ha attivato involontariamente una chiamata di emergenza al 112. .
Poco dopo è arrivata la polizia, che ha identificato gli aggressori e richiesto l’intervento del 118. Il 23enne è stato portato al Policlinico Casilino, dove gli sono stati riscontrati lividi ed ecchimosi multiple, con una prognosi di cinque giorni
L’avvocata Colomasi ha confermato che gli insulti omofobi sono parte integrante della denuncia e ha annunciato un’azione anche in sede civile contro i datori di lavoro coinvolti. “Resta il rammarico – ha dichiarato – che gli insulti omofobi non potranno essere considerati un’aggravante specifica, poiché in Italia non esiste ancora una norma che lo consenta” in riferimento a un’assenza di aggravante per crimini basati su odio omobitransfobico. L’inchiesta è ora nelle mani della procura. Nessun arresto è stato finora eseguito.
Qualche giorno fa un altro episodio di aggressione omofobica, avvenuto a Pescara, aveva vista coinvolta una persona della sicurezza di un locale della movida sulla costa nord della città abruzzese.
AGGIORNAMENTO 25 Luglio
In un’intervista rilasciata a Fanpage, Salvatore – il 23enne vittima dell’aggressione – ha ricostruito in prima persona quanto accaduto nel centro commerciale di Roma Est. Era tornato per ritirare la tessera dei buoni pasto, dopo aver lavorato per due anni in un negozio di abbigliamento.
“Stavo parlando con una collega, quando ho sentito dei passi alle spalle. Mi sono girato e un uomo mi ha indicato e gridato “fr* di m***a”, poi mi ha colpito con un pugno. Senza una parola, senza una spiegazione”
Salvatore ha raccontato di essere stato preso a schiaffi e pugni anche dagli altri due uomini, identificati come addetti alla sicurezza, mentre tentava inutilmente di chiedere aiuto.
“Dicevano che stava facendo bene. Poi ho sentito uno dire: portiamolo nello stanzino senza telecamere. A quel punto mi sono aggrappato a un tavolo. Ho avuto davvero paura. Mi hanno picchiato perché sono omosessuale”.
Durante l’aggressione, Salvatore ha tentato di proteggersi e di avviare una registrazione col telefono, ma il dispositivo ha attivato automaticamente la chiamata d’emergenza al 112. Gli agenti, sentendo urla e colpi, sono intervenuti assieme ai sanitari del 118. “Due sono scappati, il terzo si è scusato, era l’unico che ha capito la gravità della situazione”. Secondo quanto riferito alla testata, gli aggressori avrebbero giustificato il pestaggio sostenendo di averlo scambiato per un ladro. “Ma io ero fermo con una collega. Non esistono giustificazioni”, ha ribadito. Oggi Salvatore è sotto shock: “Non riesco a dormire. Ho paura. Vorrei tornare in Sicilia, stare con la mia famiglia. Quelle persone lavorano ancora lì. E io, adesso, non me la sento di tornare in quel posto”. Salvatore ha aggiunto a Fanpage che “le scuse non bastano”. La sua avvocata ha confermato che gli insulti omofobici saranno parte integrante della denuncia.
Crescono gli episodi a sfondo omobitransfobico in Italia. Qui le notizie riportate da Gay.it

Salvatore ti auguro di riuscire a far condannare civilmente e penalmente questi enrgumeni omofobi schifosi che ti hanno aggredito. Leggere ciò che ti è purtroppo successo è una pugnalata al cuore di qualsiasi persona perbene dotata di buonsenso e umanità. Quei delinquenti non devono passarla liscia! Un abbraccio forte e sincero a te. Io sono un giovane ragazzo gay e ti capisco perfettamente. Non mollare Salvatore, devi fargliela pagare cara! Ti abbraccio forte come se tu fossi un mio caro amico. ❤️