A poche ore dall’arrivo in streaming di Monster: La storia di Ed Gein, 3a stagione della serie antologica da domani su Netflix, Ryan Murphy ha svelato di aver preso in considerazione l’idea di dedicare un’intera stagione a Luigi Mangione, accusato dell’omicidio del CEO di UnitedHealthcare Brian Thompson.
Ryan Murphy lavora a Monster: Luigi Mangione?
Tra le serie Netflix più viste e chiacchierate degli ultimi anni, Monster ha fino ad oggi visto Evan Peters nei panni di Jeffrey Dahmer, Nicholas Alexander Chavez e Cooper Koch in quelli di Lyle ed Erik Menendez, e Charlie Hunnam negli abiti di Ed Gein, con una quarta stagione che sarà probabilmente dedicata a Lizzie Borden. Ma Ryan Murphy, nei giorni scorsi duramente criticato da Indya Moore e in passato accusato di aver rafforzato gli stereotipi negativi sulla comunità LGBT, ha confidato a Variety di aver cullato l’idea Mangione.
“Abbiamo un fascicolo ‘forse un giorno'”. “Non sappiamo nulla di lui”. “Non c’è nulla da scrivere, non abbiamo ancora informazioni. Forse qualcosa verrà fuori dal processo”.
Molto banalmente è ancora troppo presto per dare forma ad una miniserie interamente dedicata a Mangione, che nel frattempo è diventato popolarissimo sui social grazie anche alla propria indubbia avvenenza.
Il processo a Luigi Mangione
Mangione si è dichiarato non colpevole dell’omicidio di Brian Thompson ed è in attesa del processo. Il mese scorso Mangione è comparso in tribunale per la prima volta da febbraio, con decine di suoi “fan” ad aspettarlo e ad urlare il suo nome, come se fosse una rockstar. I pubblici ministeri sostengono che l’omicidio di Brian Thompson sia stato meticolosamente pianificato. Le riprese di sicurezza mostrano un uomo armato e mascherato che spara a Thompson alle spalle, mentre si recava a un incontro all’Hilton Midtown di Manhattan. Sui proiettili c’erano incise le parole “delay,” “deny” e “depose”, un’espressione spesso usata per criticare le compagnie assicurative per aver eluso le richieste di risarcimento.
Mangione è stato poi ripreso dalle telecamere di sorveglianza cinque giorni dopo in un McDonald’s ad Altoona, in Pennsylvania, a oltre 320 chilometri a ovest di New York. È stato riportato a Manhattan ed è stato trattenuto in un centro di detenzione federale di Brooklyn, la stessa struttura che attualmente ospita Sean “Diddy” Combs. I suoi avvocati difensori sostengono che il dover affrontare contemporaneamente casi statali e federali avrebbe creato un “pantano legale” che rende “legalmente e logisticamente impossibile difendersi simultaneamente”.
I pubblici ministeri sostengono invece che il principio del doppio giudizio non si applichi, poiché nessuno dei due casi è mai stato processato e ciascuno utilizza strategie legali diverse. “Le intenzioni erano evidenti dalle sue azioni, ma i suoi scritti servono a renderle esplicite“, hanno precisato in estate.
Il caso statale, che prevede una potenziale condanna all’ergastolo, sostiene che Mangione abbia cercato di “intimidire la popolazione civile“, prendendo di mira lavoratori e investitori assicurativi. Il caso federale, al contrario, non include accuse di terrorismo, ma lo accusa di aver perseguitato Thompson. Ad aprile il Procuratore Generale degli Stati Uniti Pam Bondi ha autorizzato i procuratori federali a chiedere la pena di morte, descrivendo l’omicidio come “un atto di violenza politica” e un “assassinio premeditato e a sangue freddo che ha scioccato l’America“.
Le prove presentate dall’ufficio del procuratore distrettuale di Manhattan includono un taccuino presumibilmente trovato al momento dell’arresto di Mangione, in cui si leggevano piani per “fare fuori” un dirigente assicurativo. I procuratori hanno poi citato annotazioni di diario che esprimevano ammirazione per Unabomber Ted Kaczynski e il desiderio di colpire “il mortale cartello delle assicurazioni sanitarie alimentato dall’avidità“. I procuratori hanno descritto gli appunti di Mangione come un manifesto: “L’omicidio di Brian Thompson aveva lo scopo di apportare un cambiamento rivoluzionario al settore sanitario”.
Mangione lavora attualmente come inserviente, con responsabilità di pulizia, presso il Metropolitan Detention Center di Brooklyn, in attesa dei processi federali e statali. È in custodia cautelare presso l’MDC di Brooklyn da dicembre, accusato dell’omicidio di Thompson. Hollywood si è subito interessata al suo caso, con i social che hanno già lavorato ad un ipotetico casting immaginando Dave Franco nei suoi panni. Ryan Murphy non ha escluso una stagione futura di Monster a lui dedicata, ma è tutto evidentemente prematuro.
Arriva in streaming Monster: La storia di Ed Gein

Nell’attesa domani arriva su Netflix Monster: La storia di Ed Gein, 3a stagione firmata Ryan Murphy e Ian Brennan, con protagonista un uomo semplice di Plainfield, diventato il più grande mostro della storia. Ed Gein, serial killer. Profanatore di tombe. Psicopatico. Nelle gelide campagne del Wisconsin degli anni ’50, un uomo solitario, all’apparenza cordiale e dai modi gentili di nome Eddie Gein vive tranquillamente in una fattoria fatiscente, nascondendo una casa degli orrori così raccapricciante da ridefinire l’incubo americano. Spinto dall’isolamento, dalla psicosi e da una completa ossessione per la madre, i crimini perversi di Gein hanno dato vita a un nuovo tipo di mostro destinato a tormentare Hollywood per decenni. Da Psyco a Non aprite quella porta, fino a Il silenzio degli innocenti, la macabra eredità di Gein ha dato vita a mostri immaginari modellati sulla sua immagine, alimentando un’ossessione culturale per la perversione criminale. Ed Gein, interpretato da Charlie Hunnam, non ha solo influenzato un genere, ma è diventato un modello per l’horror moderno.




