Caffè, test e PrEP: così a Napoli si riscrive la prevenzione HIV

Arcigay Napoli e Ospedale Cotugno inaugurano un modello unico in Italia: un centro comunitario dove test, cure e accoglienza vanno di pari passo. Anche davanti a un espresso.

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Carlo Oneto responsabile salute e progetti speciali di Arcigay Napoli Antinoo che si è aggiudicata il finanziamento del Community Award Program 2025 di Gilead Sciences
Carlo Oneto responsabile salute e progetti speciali di Arcigay Napoli Antinoo che si è aggiudicata il finanziamento del Community Award Program 2025 di Gilead Sciences
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A Napoli è nato un nuovo modello integrato, e molto avanzato, di prevenzione, diagnosi e cura dell’hiv sviluppato da Arcigay Antinoo. Si tratta dell’evoluzione di un progetto già in essere dal 2022 quando l’Ospedale Cotugno (pubblico) aveva aperto alla collaborazione con l’associazione LGBTIAQ+ partenopea intorno al progetto di Peer Support, che prevede il coinvolgimento di persone hiv+ da parte della struttura ospedaliera nel fornire supporto, accoglienza e informazioni a cittadinə che si presentino in ospedale per questioni inerenti all’hiv.

Da quel progetto, già all’epoca sostenuto da Gilead Sciences, azienda farmaceutica che di recente ha sviluppato la versione sei mesi della PrEP (Profilassi Pre-Esposizione) long acting iniettabile (il lenacapavir), Arcigay Napoli ha presentato un progetto di evoluzione basato sull’esperienza. E si è aggiudicata il Community Award Program di Gilead Sciences che, giunto alla 13ª edizione, premia i migliori progetti di pazienti ed enti del Terzo Settore italiani che migliorano la qualità della vita di persone con HIV, epatiti e patologie oncologiche ed oncoematologiche e che finora ha sostenuto nel complesso 285 progetti.

Nasce così a Napoli il primo centro integrato in Campania per la prevenzione, diagnosi e gestione dell’HIV e delle IST. Il progetto unisce tre interventi chiave: un PrEP Point community-based per l’accesso rapido alla profilassi pre-esposizione; un Check Point HIV/IST per test rapidi e counseling; un servizio di Peer Support per accompagnare almeno 50 nuove diagnosi con supporto pratico e relazionale da parte di persone con HIV. L’iniziativa risponde alle criticità regionali.

La situazione HIV in Campania è allarmante: la regione registra una delle incidenze più elevate d’Italia, con oltre 3,9 nuovi casi ogni 100.000 abitanti ogni anno. Ancora più grave è che molte diagnosi arrivano in fase avanzata dell’infezione, quando il virus ha già compromesso il sistema immunitario e le cure diventano più complesse e meno efficaci. Un ritardo che può fare la differenza tra gestione e cronicizzazione.

Abbiamo integrato tre temi oggi nevralgici: il momento del test, l’opzione PrEP e la presa in carico di persone risultate hiv+” spiega a Gay.it Carlo Oneto, responsabile Salute e Progetti Speciali di Arcigay Napoli “e questo ci permette di lavorare ad ampio spettro“.

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Per capire: se nella fase test si nota una persona che tenda a ripetere il test hiv+ con frequenza, e riferisca di fare sesso non protetto, grazie al progetto integrato è possibile immediatamente instradare questa persona – se risultata negativa al test – verso l’opportunità di aderire ad un programma di prevenzione mediante PrEP. Se invece il test desse esito hiv+, quella persona troverebbe immediatamente una rete di supporto e assistenza.

L’apertura al terzo settore è importante” spiega Oneto “grazie alla visione dell’Ospedale Cotugno la nostra associazione può garantire alle persone che si rivolgono all’ospedale per questioni legate all’hiv un tipo di accoglienza più attenta, ma anche più amichevole: può capitare per esempio che noi dell’associazione invitiamo il paziente al bar, per uscire dall’ambiente ospedaliero che potrebbe risultare ostico, e parlare di prevenzione, o di cura nel caso di persone hiv+, davanti a un caffè e con modalità che distendano le tensioni della persona interessata“.

E nel caso di test positivo? “È molto importante fare il test HIV e, in caso di positività, iniziare subito le cure, così da ridurre il prima possibile la carica virale fino a renderla ‘non rilevabile’. Questa condizione (U=U) consente di non trasmettere più il virus“.

Antinoo Arcigay Napoli è libera di interagire anche con altre associazioni e realtà del terzo settore che siano utili alle peculiarità dei singoli casi “Può accadere che abbiamo bisogno di rivolgerci al supporto di ong che si occupino di migranti, o di persone che facciano abuso di alcol o di sostanze” ci spiega “ci è persino capitato, nel caso di una donna migrante hiv+ e oncologica di dover interagire con una parrocchia cattolica che si è dimostrata apertissima alla collaborazione“.

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