In occasione del suo 40° anniversario, ANLAIDS – Associazione Nazionale per la Lotta all’AIDS – ha dato vita a un progetto unico, capace di unire arte, moda e prevenzione sessuale. Il concorso nazionale “L’Abito-Prevenzione: il costume come strumento di consapevolezza” ha coinvolto 125 giovani creativi da tutta Italia, invitandoli a ripensare il linguaggio del costume e dell’abito come mezzo per parlare di HIV e sensibilizzare sul tema della prevenzione.
Il progetto, ideato dal dr. Sebastiano Bazzichetto, si ispira a riflessioni culturali e storiche profonde, da Susan Sontag a Hunter Reynolds, fino alla storica campagna Moschino del ’95-’96 con Fiore Crespi, in cui l’abito diventa veicolo di messaggi sociali attraverso simboli evocativi come fiocchi rossi, profilattici e leccalecca appuntati sui corsetti da sera.

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Il concorso: un appello alla creatività e alla prevenzione
Il bando, lanciato ad aprile 2025, si è rivolto agli studenti delle Accademie di Belle Arti e delle scuole di moda italiane, così come ai creativi indipendenti, con l’obiettivo di esplorare il potere comunicativo del costume nell’ambito della prevenzione sessuale. Il concorso si è ufficialmente concluso il 16 settembre 2025, raccogliendo 125 progetti da tutta Italia, isole comprese, a testimonianza del forte interesse suscitato dall’iniziativa.
I partecipanti sono stati chiamati a rispondere a una domanda chiara e stimolante: “In che modo il costume e l’abito – ciò che si indossa quindi ma anche ciò che si abita – può diventare uno strumento silenziosamente loquace per parlare della prevenzione in ambito sessuale?”.
Ogni progetto doveva essere presentato attraverso un bozzetto accompagnato da una didascalia esplicativa, evidenziando il concept creativo, i materiali e le possibili applicazioni dell’abito. L’intento era stimolare una riflessione profonda sull’uso del linguaggio visivo e materico, mettendo in scena l’abito come strumento narrativo e simbolico, capace di trasmettere messaggi di prevenzione e consapevolezza.
La giuria e la selezione dei vincitori
La giuria del concorso ha visto la partecipazione di figure di spicco del mondo della moda e della cultura: Sara Sozzani Maino, direttrice creativa della Fondazione Sozzani, Alessia Glaviano, Head of Global Photo Vogue, Laura Nobile di Tirelli Costumi, insieme a scenografi, fotografi e attori come Lorenzo Cutuli, Emanuele Scorcelletti ed Elena Di Cioccio.
Dopo un’attenta valutazione dei 125 progetti pervenuti, sono stati selezionati 36 bozzetti meritevoli, che saranno esposti nella mostra inaugurale a Treviso. La cerimonia di premiazione si terrà il prossimo 22 novembre presso la Sala Zanini del Museo Bailo di Treviso, seguita dall’inaugurazione della mostra “L’Abito-Prevenzione” presso il Museo Nazionale Collezione Salce. QUI tutte le info
I vincitori: tre visioni della prevenzione
Margherita Figini, studentessa magistrale in Costume Teatrale presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, conquista il primo posto con il progetto “Se non ora, quando?”. Il suo costume racconta la quotidianità delle persone sieropositive, rappresentando un completo da lavoro con gilet e pantaloni che simboleggiano la normalità della vita, spesso negata a chi convive con l’HIV. Al centro del petto, un cuore da cui si dipartono vene e arterie rosse e blu diventa metafora di energia, vita e connessione tra le persone.
Il grande cappello a forma di profilattico simboleggia la prevenzione e la protezione dai pregiudizi, mentre i fiocchi rossi ricordano la solidarietà e l’impegno nella lotta all’HIV. Lo strascico dell’abito, ispirato all’AIDS Memorial Quilt, rappresenta le storie delle persone sieropositive e include un bacio tra due figure androgine, gesto di resistenza e accettazione dell’amore, anche nei tempi più bui dell’epidemia.

Seconda classificata, Ludovica Bertolino, diplomata all’Accademia di Belle Arti di Roma, propone un abito “abitabile” che unisce comfort, sicurezza e simbolismo. La creazione, un voluminoso piumone che può essere indossato in due, rappresenta l’importanza di una sessualità consapevole e condivisa. I globuli bianchi stampati sull’abito evocano la resistenza del sistema immunitario, mentre cinture interne e l’etichetta con la “composizione” dell’abito diventano un invito chiaro alla prevenzione, includendo condom, PrEP e PEP. La creazione – dal titolo “25% CONDOM, 25% PrEP, 25% PEP, 25% LOVE” – oltre a essere estetica, diventa metafora tangibile della protezione e dell’apertura verso l’altro.

Terzo classificato, Renato Sartoretto, artista trevigiano con una lunga carriera tra pittura e illustrazione, propone un linguaggio visivo più diretto e ironico. Il suo progetto “A far l’amore comincia tu” trasforma la prevenzione in una rappresentazione pop, giocosa e accessibile, capace di parlare ai più giovani. I semi delle carte da gioco diventano simboli di protezione, mentre i cuori cedono il posto al fiocco rosso, in una combinazione di estetica, ironia e messaggio sociale, invitando alla responsabilità personale e alla sessualità sicura.

Mostra itinerante, sound art e catalogo
I 36 progetti selezionati, insieme ai tre abiti vincitori, daranno vita a una mostra itinerante che partirà da Treviso il 22 novembre, per proseguire a Venezia, Padova, Milano, Bologna, Firenze, Roma e Napoli. La mostra sarà arricchita dall’installazione sonora “UNAIDS” dell’artista Samuel Perea-Díaz, che trasforma i dati sui decessi per AIDS in impulsi sonori a 20 kHz. I suoni simboleggiano il silenzio e lo stigma ancora presenti intorno all’HIV, ricordando l’importanza di rompere il silenzio e promuovere la prevenzione.
Un catalogo ufficiale, curato da Sebastiano Bazzichetto e progettato da Raffaele Geronazzo, raccoglierà i 36 bozzetti, saggi critici e schede tecniche, insieme a interviste e contributi di esperti, offrendo una panoramica completa del concorso e delle sue finalità educative.
Fondata nel 1985, Anlaids è stata una delle prime associazioni italiane a rispondere all’epidemia di AIDS, contribuendo a informare, prevenire e supportare chi convive con l’HIV. In quarant’anni, la ricerca scientifica ha compiuto progressi straordinari: l’infezione da HIV è oggi una malattia cronica gestibile, e la prevenzione continua a essere fondamentale.
Il concorso “L’Abito-prevenzione” rappresenta non solo un’occasione per celebrare la creatività, ma anche un importante strumento di comunicazione sociale, capace di trasmettere messaggi di inclusione, consapevolezza e responsabilità.
Attraverso questo concorso, Anlaids dimostra che la moda e l’arte non sono solo espressioni estetiche, ma potenti strumenti di sensibilizzazione. Gli abiti e le illustrazioni selezionati parlano di vita, rispetto, amore e prevenzione, coinvolgendo il pubblico in un dialogo diretto e partecipativo.
Dalla forma dei cappelli a profilattico al piumone protettivo fino all’ironia visiva pop, ogni progetto comunica un messaggio chiaro: la prevenzione è responsabilità individuale e collettiva, e l’HIV non è più un tabù.

