Dopo aver investito miliardi di dollari nel calcio (con i mondiali del 2034 conquistati), nel golf, nel tennis, nel basket e nel ciclismo, in quello che è stato definito puro “sportwashing”, l’Arabia Saudita ha deciso di puntare anche sui videogiochi.
Il mese scorso Electronic Arts è stata “comprata” da un consorzio di investitori composto dal Public Investment Fund dell’Arabia Saudita (che già deteneva il 10%), dal fondo di private equity americano Silver Lake e dalla società di investimento Affinity Partners di Jared Kushner, genero di Donald Trump, con l’obiettivo di privatizzare l’azienda tramite un’operazione da 55 miliardi di dollari.
The Sims, storia di un videogioco LGBTQIA+
Electronic Arts, nota come EA, è nata negli USA il 28 maggio 1982 da Trip Hawkins, con decine di videogiochi realizzati negli ultimi 40 anni. Tra i tanti spicca The Sims, simulatore quasi scientifica della realtà nel 2002 diventato il più venduto videogioco per PC al mondo e da allora punto di riferimento per la comunità LGBTQ+ grazie alla possibilità di sviluppare relazioni tra personaggi dello stesso sesso.
Con l’acquisizione di EA da parte degli arabi si teme ora un clamoroso passo indietro per un videogioco che ha fatto la storia dell’inclusione e della rappresentazione, anche perché nel 2018 The Sims venne vietato in Cina, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Oman, Kuwait, Qatar ed Egitto proprio per i suoi contenuti LGBTQIA+. Nel 2022, con The Sims 4, gli utenti hanno avuto la possibilità di scegliere i propri pronomi e l’orientamento sessuale, mentre nel 2023 sono arrivati anche il chest binder e le cicatrici post-chirurgiche sul torace.
Nel corso di un’intervista con FRVR, il designer di The Sims e The Sims 2, Charles London, ha parlato dell’importanza dell’inclusione LGBTQIA+ nel videogioco, definendo tale rappresentazione come “esistenziale per il business” e “certamente per la società”. “Penso che sia incredibilmente importante che ci sia un marchio mainstream e amato che dica ‘l’amore è amore e le persone sono persone’. Ma credo anche che sia esistenziale per quel business perché è ciò che gli permette di essere universalmente attraente, giusto? Giovani, vecchi, uomini, donne, gay, etero, altro, giusto? Americani, iraniani, chiunque.”
London, che non lavora più con l’azienda, ha definito The Sims “molto più di un gioco, è un mezzo di espressione personale“, tanto da considerarlo “fondamentale” in tempi come questi. Secondo il designer l’amore globale nei confronti di The Sims non deriverebbe dal fatto “che ci sono così tanti pantaloni con cui puoi vestirli“, ma dal “suo riconoscimento delle verità fondamentali della nostra umanità”. “Attraverseremo sempre tutto questo“, ha ricordato London, riferendosi ad epoche storiche più conservatrici. “E quindi, quando attraversiamo periodi reazionari, avere marchi solidi e amati, capaci di trasmettere questo messaggio, è fondamentale per la società”.
Preoccupazioni di fan e dipedenti, sarà censura?
Poiché sia Kushner che l’Arabia Saudita sono notoriamente contrari ai diritti LGBTQ+, i fan e i dipendenti di EA hanno espresso preoccupazione per le implicazioni che la nuova proprietà potrebbe avere nei confronti delle diversità rappresentate in The Sims e in altri videogiochi.
Un dipendente anonimo ha dichiarato a Game File che il CEO di EA “Andrew Wilson ha praticamente mandato a quel paese tutte le donne e i dipendenti LGBTQ+ di EA con questo accordo.”
Alcuni giocatori LGBTQ+ si sono impegnati a boicottare The Sims se l’acquisizione, che dovrebbe essere finalizzata il prossimo anno, dovesse andare a buon fine.
La replica di Electronic Arts

La scorsa settimana Electronic Arts ha aggiornato il proprio FAQ interno per i dipendenti, rispondendo ai tanti timori espressi relativi proprio ad eventuali cambiamenti culturali o creativi.
Da EA hanno assicurato che “la missione e i valori aziendali rimarranno invariati“, che “l’azienda manterrà il controllo creativo sui propri progetti” e che “i valori fondamentali come creatività, passione e lavoro di squadra continueranno a guidare l’operato del team. Il consorzio è favorevole e impegnato a investire nei nostri dipendenti e nella nostra cultura“. Ma cosa potevano dire dinanzi ad una cessione societaria tanto remunerativa e al tempo stesso criticata?
L’acquisizione di Electronic Arts dovrebbe essere finalizzata dopo l’inizio del primo trimestre fiscale 2027, ovvero dopo il 31 marzo 2026.
The Sims: 20 anni fa inizia una rivoluzione LGBTQ nel videogioco



