Il nuovo Pride Insights 2025 di Pornhub, pubblicato in occasione del Pride Month, ridisegna completamente la mappa dei consumi legati alla pornografia gay nel nostro Paese.
Un’analisi ricchissima di dati e sorprese che fotografa abitudini, curiosità, tendenze generazionali e differenze territoriali che raccontano un’Italia molto diversa dagli stereotipi, così come riporta QdS.it.
Nelle classifiche internazionali l’Italia si piazza ottava al mondo per volume totale di visite ai siti pornografici e addirittura quinta per durata media delle sessioni, segno che il pubblico italiano non si limita a una “sbirciatina”: approfondisce, esplora e torna più volte.

In questo articolo
- 1 Gli over 65 guardano più porno gay dei giovani: cosa dicono i dati
- 2 Le regioni italiane e il porno gay: il Sud domina, il Nord arranca
- 3 Categoria per categoria: le preferenze regione per regione
- 4 I performer più guardati in Italia: il trionfo di Foxy Alex
- 5 Generazioni a confronto: cosa cerca chi?
- 6 Diritti LGBTQIA+ e consumi: il contesto sociale italiano
- 7 Età verificata obbligatoria: cosa cambia per i siti porno in Italia
Gli over 65 guardano più porno gay dei giovani: cosa dicono i dati
Se a livello numerico sono i 18-24enni a rappresentare la fascia che genera più visualizzazioni in senso assoluto, è la categoria senior a sorprendere davvero.
Gli over 65 costituiscono solo l’11% degli utenti italiani, ma sono il gruppo più propenso a cercare contenuti gay, con un aumento del 39% rispetto alla media delle altre età.
Una percentuale che, secondo alcuni esperti, potrebbe riflettere un vissuto storico più complesso: una generazione cresciuta in un contesto sociale più ostile e che oggi vive la sessualità online con più libertà rispetto alla vita reale.
Il report conferma anche che il pubblico globale dei contenuti gay è sempre più variegato: le donne rappresentano oggi il 47% degli spettatori, un dato in crescita del 4% in un solo anno.
Il motivo? L’interesse verso la categoria Solo Male, spesso interpretata da performer gay, che negli ultimi mesi ha conquistato un pubblico sempre più ampio e trasversale.
Sul fronte italiano, la categoria più vista resta Twink, una tendenza che accomuna gran parte dell’Europa.
Le regioni italiane e il porno gay: il Sud domina, il Nord arranca
L’aspetto forse più clamoroso del report riguarda la distribuzione territoriale. Il Molise guida la classifica italiana con un incredibile +94% rispetto alla media nazionale.
Seguono:
- Sardegna: +27%
- Calabria: +20%
Un podio interamente meridionale che ribalta qualsiasi pregiudizio geografico.
Le regioni del Centro-Nord invece mostrano percentuali molto più basse. La primissima sorpresa è la Valle d’Aosta, che chiude la classifica con un -68%.
Altri dati notevoli:
- Basilicata: -23%
- Lazio e Puglia: +5%
- Lombardia: -3%
- Campania: -6%
- Piemonte: -1%
Il messaggio è chiaro: il consumo di contenuti gay è decisamente più diffuso nel Mezzogiorno che nel Nord.
Categoria per categoria: le preferenze regione per regione
Il Pride Insights 2025 scende nel dettaglio e tira fuori preferenze molto precise, spesso inattese.
Ecco il quadro completo:
- Friuli-Venezia Giulia: domina la categoria Jock con un impressionante +195%, tra divise sportive, college vibes e fisici scolpiti.
- Trentino-Alto Adige: primo per contenuti in Virtual Reality (+132%).
- Sardegna: fortissima sulla categoria Solo Male (+115%).
- Abruzzo: preferenza marcata per Black (+78%).
- Puglia: alto interesse per Muscle (+37%).
- Basilicata: nonostante i numeri generali bassi, primeggia in Handjob (+112%).
- Calabria: più affezionata alla categoria Chubby (+48%).
Campania e Umbria: entrambe fan della categoria Amateur (+29% e +57%). - Lazio: preferisce Interracial (+23%).
- Lombardia: in cima per Blowjob (+20%).
- Toscana: numeri altissimi nella categoria College (+52%).
- Veneto: molto forte su Public (+23%).
- Piemonte: primeggia nella categoria Uncut (+24%).
- Emilia-Romagna: brilla nei contenuti Hunks (+29%).
- Liguria: ancora una volta Virtual Reality, con +90%.
- Marche: grande interesse per Massage (+29%).
- Sicilia: preferenza marcata per la categoria Euro (+63%).
Un mosaico di tendenze che mostra un Paese estremamente diversificato nei gusti e nelle abitudini.
I performer più guardati in Italia: il trionfo di Foxy Alex
Il report passa poi ai volti, e ai corpi, che dominano la scena globale e italiana.
Nel nostro Paese il performer più visualizzato è Foxy Alex, femboy bisessuale superdotato, seguito da Andy Lee e Malik Delgaty.
Nessun performer italiano riesce a entrare nella top 10 nazionale.
Un dato significativo: tra i performer più cliccati in Italia, solo Zane Walker lavora esclusivamente nella pornografia eterosessuale.
Tutti gli altri producono contenuti gay o bisex.
A livello mondiale il podio è differente:
- Malik Delgaty
- Joey Mills
- Foxy Alex
Generazioni a confronto: cosa cerca chi?
Il Pride Insights 2025 analizza anche i gusti per fascia d’età, rivelando dinamiche interessanti:
- 18-24 anni: attrazione forte per contenuti Military (+92%) e Tattooed Men (+132%).
- 25-34 anni: preferenza netta per i contenuti Japanese (+77%).
- 35-44 anni: maggior consumo di performer Black.
- 45-54 anni: picco nella categoria Pornstar (+123%).
- Over 65: dopo gli under 25, sono i più affezionati ai contenuti Military (+68%).
Il report si inserisce in un’Italia in cui il 9% della popolazione si identifica nella comunità LGBTQIA+, con:
- 2% che si dichiara omosessuale
- 3% bisessuale
Il sostegno ai diritti queer è in crescita: 61% degli italiani è favorevole al matrimonio egualitario e 64% sostiene le adozioni per coppie dello stesso sesso.
La forbice generazionale però resta ampia:
- Gen Z: 17% LGBTQ+
- Millennials: 11%
- Gen X: 6%
- Baby Boomers: 5%
Età verificata obbligatoria: cosa cambia per i siti porno in Italia
Dal 12 novembre l’Agcom ha attivato il nuovo sistema di verifica dell’età per accedere ai contenuti per adulti, segnando la fine del semplice click “Ho più di 18 anni”.
I siti dovranno adeguarsi entro:
- 12 maggio 2026 per le piattaforme italiane
- 1° febbraio 2026 per i siti esteri (come Pornhub)
Il sistema prevede un meccanismo a doppio anonimato: l’utente ottiene un token temporaneo da un ente certificato (senza Spid o Cie), che garantisce la maggiore età senza condividere dati personali con il sito pornografico.
Un compromesso che punta a tutelare i minori senza tracciare gli adulti.
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