Bandiere arcobaleno spezzate: atto omofobo contro una pizzeria a Chiesina durante il Pride Month

Durante il Pride Month, due bandiere arcobaleno sono state spezzate davanti alla pizzeria L’Aspizza a Chiesina Uzzanese: un gesto omofobo denunciato dalla comunità e dalle associazioni.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Bandiere arcobaleno spezzate - immagine realizzata con IA
Bandiere arcobaleno spezzate - immagine realizzata con IA
3 min. di lettura

Nuovo atto vandalico a sfondo omofobo, questa volta in un locale nel cuore di Chiesina Uzzanese, piccolo comune in provincia di Pistoia. La pizzeria L’Aspizza, gestita da Fabio e Gabriele, è diventata il bersaglio di un atto di chiara omofobia proprio durante il mese del Pride. A scatenare il vile gesto, sarebbero state due bandiere arcobaleno, simbolo di inclusività e sostegno ai diritti LGBTQIA+, esposte dai due gestori proprio in occasione del Pride Month. Quando lo scorso mercoledì hanno riaperto l’attività, Fabio e Gabriele hanno compiuto l’incredibile scoperta: le aste delle bandiere erano state spezzate. Un atto che va ben oltre il mero vandalismo, prontamente denunciato dall’associazione Coming Out e dal gruppo consiliare di opposizione di Chiesina. 

Atto omofobo contro una pizzeria a Chiesina
Atto omofobo contro una pizzeria a Chiesina

Bandiere arcobaleno spezzate, atto omofobo contro la pizzeria

L’ennesimo assurdo gesto omofobo, si è consumato in pieno centro a Chiesina Uzzanese, poco distante dal palazzo comunale. Fabio e Gabriele, gestori della pizzeria L’Aspizza, in occasione del Mese dell’Orgoglio, avevano deciso di aderire simbolicamente esponendo all’esterno del loro locale due bandiere arcobaleno, ai lati dell’insegna posta al fianco dell’ingresso. Peccato che mercoledì scorso, al momento della riapertura dell’attività, i due gestori si sono ritrovati davanti a una amara sorpresa: le aste che sostenevano le bandiere erano state spezzate da ignoti vandali. 

A denunciare l’accaduto, come riporta La Nazione, è stato Jonathan Lucchesi, presidente dell’associazione Coming Out, che ha condannato fermamente l’atto come un chiaro segno di discriminazione: “Un atto vandalico di chiaro stampo omofobo ha colpito i nostri amici”, ha commentato. 

Denuncia e bandiere ripristinate

Come spiegato dallo stesso Lucchesi, i due gestori non sono rimasti in silenzio di fronte ad un gesto simile, ma hanno prontamente deciso di denunciare l’accaduto e di ripristinare le due bandiere arcobaleno: “Un plauso a Fabio e Gabriele che, imperterriti, hanno deciso di denunciare e di sfidare l’omofobia rimpiazzando nuove bandiere all’ingresso del loro locale, dove ogni sera trova posto anche una bellissima panchina rossa”.

“L’odio partorito da questa politica non può trovare spazio in Valdinievole e anche se l’amministrazione di Chiesina è amica di chi ci governa a livello nazionale, chiediamo che ci sia una forte condanna da parte del comune, magari corredata da azioni di sensibilizzazione e dall’ingresso nella Rete Re.A.Dy”, ha proseguito il presidente di Coming Out, tuonando “Perché nel 2025 non possiamo aver paura, anche nei piccoli centri, di essere e esistere!”.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Coming Out APS (@coming_out_aps)

L’intervento del gruppo di minoranza consiliare

La comunità di Chiesina Uzzanese non è rimasta indifferente. Il gruppo di minoranza consiliare ha espresso solidarietà ai titolari della pizzeria, sottolineando che questo gesto non colpisce solo un’attività commerciale, ma mina i simboli stessi di diritti e libertà

“Non si tratta di un semplice atto vandalico, ammesso che qualcuno possa accettare che si danneggino arredi o altro di un’attività commerciale, ma di in gesto che distrugge un simbolo di diritti e libertà. Per questo condanniamo questo gesto ed esprimiamo la nostra solidarietà ai titolari dell’attività economica”, ha affermato Carlo Cortesi.

I precedenti casi

Gesti di sprezzante omofobia sono sempre più frequenti nel nostro Paese. Emblematico il caso della panchina arcobaleno di Calendasco, in provincia di Piacenza, oggetto di un doppio blitz nel giro di pochi giorni, avvenuto lo scorso maggio. In quel caso, dopo essere stata cancellata la prima volta, a 48 ore dalla sua inaugurazione, l’amministrazione comunale aveva prontamente provveduto a ripristinarne i colori originari, cancellando le scritte omofobe e transfobiche ai suoi piedi. Pochi giorni dopo, però, la panchina era tornata ad essere vandalizzata, con insulti rivolti al sindaco. In precedenza, un caso analogo si era registrato nuovamente in Toscana, a Livorno, dove una panchina arcobaleno era stata imbrattata con scritte omofobe, razziste e transfobiche.

I simboli di inclusività e libertà, con i loro colori, hanno colpito questa volta due bandiere arcobaleno. A dimostrazione di come spaventino chi si rifiuta di accettare che esistano modi diversi, liberi e legittimi di amare, vivere ed essere. Non sono solo “colori”: sono messaggi visibili di apertura, accoglienza, autodeterminazione. E ogni volta che vengono cancellati, spezzati o imbrattati, non è un semplice gesto vandalico: è un attacco alla libertà di esistere.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.