Torino EuroPride 2027: dal logo alle iniziative, il percorso verso l’evento europeo dei diritti in un’Italia sempre più fragile

Torino EuroPride 2027 segna il ritorno dell’EuroPride in Italia dopo 16 anni, con un programma di iniziative e un forte significato europeo sui diritti.

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Torino EuroPride 2027
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Nell’estate del 2027 l’EuroPride tornerà in Italia dopo sedici anni e lo farà a Torino. Non si tratta soltanto di una grande manifestazione dell’orgoglio LGBTQIA+, ma di un evento politico, culturale e sociale di dimensione europea, che arriva in un momento particolarmente delicato per i diritti civili. Il Torino EuroPride 2027 nasce con un’ambizione dichiarata: non essere il Pride di una sola città, ma diventare “l’EuroPride d’Italia”, capace di rappresentare una comunità diffusa e di rimettere al centro il tema delle libertà fondamentali.

Come spiegato da Alessandro Battaglia, responsabile del progetto, in un’intervista a Gay.it, l’obiettivo è chiaro: “Questo EuroPride non deve essere l’EuroPride di Torino e basta, ma l’EuroPride del nostro Paese”. Un’impostazione che attraversa tutta la candidatura e che oggi si riflette anche nelle prime scelte simboliche e organizzative, a partire dal logo ufficiale appena presentato.

Torino EuroPride 2027

Cos’è l’EuroPride e chi lo organizza

L’EuroPride è la principale manifestazione europea dell’orgoglio LGBTQIA+, promossa ogni anno in una diversa città del continente dall’European Pride Organisers Association (EPOA). Accanto alla parata, l’evento comprende un articolato programma di iniziative culturali e politiche, tra cui la Human Rights Conference, spazio internazionale di confronto su diritti, politiche pubbliche e buone pratiche in Europa.

Non è quindi soltanto una celebrazione, ma una piattaforma di lavoro e di pressione politica, che assume un significato particolare quando si svolge in Paesi dove i diritti LGBTQIA+ sono sotto attacco o in regressione. È anche per questo che la scelta di Torino ha avuto un forte valore politico nel voto EPOA.

 

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La candidatura di Torino e la vittoria al primo turno

La strada verso l’EuroPride 2027 parte da lontano. Come racconta Battaglia, tutto nasce dall’ingresso del Torino Pride in EPOA tra il 2016 e il 2017 e da un lungo lavoro di relazione con gli altri Pride europei e italiani. La candidatura viene costruita in accordo con Milano, Roma, Perugia e le altre realtà nazionali, con l’idea di superare la logica della “capitale unica” e presentare un progetto collettivo.

Il risultato arriva nel novembre 2024, durante l’assemblea generale di EPOA a Porto: Torino vince al primo turno, con il 53% dei voti, superando candidature forti come Vilnius, Torremolinos e Gloucestershire. “Nessuno poteva immaginare che potessimo vincere subito”, spiega Battaglia. “Questo significa che 59 Pride europei hanno votato Torino”.

Un dato che colpisce anche perché Torino aveva presentato il budget più contenuto (660 mila euro). Una scelta precisa: “Il nostro è stato un progetto totalmente politico, che ragiona solo ed esclusivamente in relazione alla tutela delle persone LGBT nel contesto di un Paese come il nostro”.

Il logo di EuroPride 2027: la Mole che cambia prospettiva

Tra le prime novità concrete del percorso verso il 2027 c’è il logo ufficiale. Il simbolo scelto è una stilizzazione della Mole Antonelliana, uno dei monumenti più riconoscibili di Torino. Non una rivoluzione grafica, ma un cambio di sguardo: la Mole si scompone e diventa arcobaleno.

È un segno semplice, che non “stravolge” l’identità della città ma la rilegge, rendendo visibile una pluralità spesso data per scontata. Un logo che racconta l’idea di fondo dell’EuroPride torinese: non creare una parentesi eccezionale, ma intervenire sull’esistente, mostrando ciò che c’è già e che troppo spesso non viene riconosciuto.

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Due anni di iniziative e un lavoro diffuso sul territorio

Il conto alla rovescia è già iniziato. È stato istituito il Comitato ufficiale e sono in programma due anni di iniziative diffuse, non concentrate solo nel centro cittadino. L’EuroPride 2027 sarà preceduto da eventi culturali, politici e sociali che coinvolgeranno quartieri, associazioni, istituzioni e altre città italiane.

Nel dossier di candidatura era già previsto che alcune iniziative di avvicinamento si svolgessero fuori Torino. “Abbiamo iniziato a dialogare con Milano, Roma e Perugia”, spiega Battaglia, “ma ora partirà il coinvolgimento di tutti gli altri Pride italiani”. L’idea è quella di costruire un percorso condiviso, capace di rappresentare anche i territori dove la situazione è più fragile.

Un EuroPride in un contesto europeo difficile

Il ritorno dell’EuroPride in Italia avviene in un contesto internazionale segnato da forti tensioni. Dal divieto dei Pride in Ungheria alle politiche restrittive negli Stati Uniti, fino a un clima sempre più ostile in diversi Paesi europei. Battaglia non usa giri di parole: “Siamo tuttə in pericolo”.

L’EuroPride 2027, anche per questo, non sarà un evento isolato, ma parte di una rete di solidarietà e di presenza politica a livello europeo.

I precedenti EuroPride e il ritorno in Italia

L’EuroPride si è svolto negli anni in città simbolo come Londra, Madrid, Stoccolma, Berlino, Vienna, Copenaghen e a Roma nel 2011, ultima edizione italiana prima di Torino. Da allora sono passati sedici anni, durante i quali il panorama dei diritti in Italia non ha registrato progressi strutturali paragonabili ad altri Paesi europei.

Nel 2025 l’EuroPride si è tenuto a Lisbona, nel 2026 si terrà ad Amsterdam, e nel 2027 toccherà a Torino raccogliere questo testimone, dal 17 al 26 giugno, per poi consegnarlo all’Irlanda. Un ritorno, quello italiano, che assume un peso specifico proprio perché arriva in una fase di arretramento e di attacco ai diritti, non di espansione.

 

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Perché Torino EuroPride 2027 riguarda tuttə

Torino viene spesso definita la “capitale italiana dei diritti”, anche per le politiche inclusive sul lavoro e nei servizi pubblici. Ma gli organizzatori evitano ogni trionfalismo. “Siamo orgogliosi di Torino, ma la situazione in Italia è drammatica”, è il messaggio che accompagna questo percorso.

L’EuroPride 2027 non promette soluzioni facili né retorica consolatoria. Si presenta piuttosto come uno spazio di confronto, di visibilità e di rivendicazione, in cui la dimensione festiva convive con quella politica. Un evento che parla all’Europa, ma soprattutto a un Paese che, oggi più che mai, è chiamato a interrogarsi sul significato concreto di uguaglianza e libertà.

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