A Roma le registrazioni di nascita con due mamme, ai sensi della storica Sentenza della Corte Costituzionale n. 68/2025, seguiranno una procedura più snella e saranno gestite interamente dagli Uffici del Dipartimento Decentramento e Servizi Delegati di via Petroselli.
Roma sulla strada dei diritti e dell’uguaglianza
Nei mesi passati, da giugno fino all’ultimo giorno del 2025, Roma Capitale ha dato immediata attuazione alla sentenza della Consulta con un grande senso di responsabilità politica, dopo che il sindaco Roberto Gualtieri aveva continuato a registrare i figli con due mamme, sfidando apertamente la famigerata circolare Piantedosi del 2023 relativa alla trascrizione degli atti di nascita di figli nati da coppie dello stesso sesso, per chiederne lo stop.
Un lavoro di squadra che nella Capitale ha portato alla registrazione di più di 150 atti, coinvolgendo sia gli uffici amministrativi che la parte politica, con in testa il Sindaco che fin dal primo giorno utile, insieme agli Assessori e alle Assessore della Giunta che si sono rese disponibili, ha proceduto in prima persona alla firma degli atti. “È incostituzionale il divieto per la madre intenzionale di riconoscere come proprio il figlio nato in Italia da procreazione medicalmente assistita, legittimamente praticata all’estero”, ha sentenziato la Corte lo scorso maggio, facendo a pezzi la violenta campagna politica portata avanti dal governo Meloni nei confronti delle famiglie omogenitoriali, con dichiarazioni diffamatorie e menzogne accuratamente alimentate.
Da ieri all’interno delle informazioni alla cittadinanza, riportate sul sito di Roma Capitale, si fa riferimento anche alle coppie omogenitoriali di cui alla suddetta sentenza. In tal senso, tra i destinatari per le “dichiarazioni di nascita” per la prima volta si legge:
“Il servizio è rivolto ai genitori del neonato o a chiunque abbia titolo per dichiararne la nascita, nel rispetto della normativa vigente, ivi compresi i casi previsti dalla Sentenza della Corte Costituzionale 68/2025“.
“Mettere al centro i bambini e le bambine significa garantire loro diritti e tutele. E, in questo senso, il riconoscimento dei figli e delle figlie di due mamme è un atto di responsabilità e di rispetto che restituisce dignità a tante famiglie. Le istituzioni hanno il dovere di stare accanto alle persone, soprattutto ai più piccoli. È così che costruiamo una comunità più giusta e inclusiva”, ha sottolineato Pino Battaglia, Assessore ai Servizi anagrafici e al Decentramento di Roma Capitale.
“Un gran lavoro è stato fatto, lo dico con molta soddisfazione e profondo orgoglio. Restituire dignità e garantire serenità a tante famiglie è una delle cose più preziose che abbiamo vissuto. Vivere in prima persona i sorrisi di tanti bambini e bambine e delle loro mamme, restituisce il senso di tanti mesi di lavoro impegnativo e costante. Lo snellimento delle procedure è un ulteriore passo avanti nel riconoscimento di pari diritti. Ringrazio il sindaco Roberto Gualtieri per il grande senso di responsabilità e per aver indicato la direzione da seguire, sempre sulla strada dei diritti e dell’uguaglianza”, ha aggiunto Marilena Grassadonia, Coordinatrice Politiche Diritti LGBT+ di Roma Capitale.


