Una brutta  e inaccettabile storia di transfobia, quella che ha preso forma a Salerno. Iolanda, donna trans, ha trascorso sei lunghi giorni di degenza su una barella del Pronto Soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, per poi vedersi proporre il ricovero in un reparto maschile insieme ad altri 5 uomini. Questo perché secondo l’ospedale Iolanda non poteva essere ricoverata in un reparto femminile, in quanto “biologicamente uomo“. Nonostante le difficili condizioni di salute Iolanda ha trovato la forza di rifiutare quell’inaccettabile proposta di ricovero, abbandonando l’ospedale e mettendo a serio rischio la propria incolumità fisica pur di non subire quella che ha vissuto come una vera e propria violenza psicologica.

Transfobia al pronto soccorso, si muovono le associazioni LGBTQIA+ e la regione

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Radio Pride (@radiopride.lgbt)

Iolanda ha successivamente contattato Loredana Rossi dell’Associazione Trans Napoli, che ha a sua volta coinvolto Antonello Sannino, Presidente dell’Osservatorio LGBTQIA+ della Regione Campania. Piombati immediatamente all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona i due hanno riscontrato l’incredibile intransigenza della responsabile del Pronto Soccorso che ha negato dignità e rispetto alla paziente, in violazione del Giuramento di Ippocrate e delle tutele costituzionali. Loredana Rossi si è detta “allibita” dai modi della dottoressa del pronto soccorso che ha negato il ricovero in un reparto femminile di Iolanda, aggiungendo: “Vergognati, non sei degna del camice che porti“.

In serata, dopo ore di tensione e sconcerto, l’intervento diretto del Presidente della regione Campania Roberto Fico,  coadiuvato dagli assessori Pecoraro e Morniroli, ha portato ad una presa di coscienza immediata da parte dei vertici ospedalieri.

La Direzione Sanitaria del Ruggi, si legge su RadioPride, si è prontamente  attivata porgendo le proprie scuse ufficiali a Iolanda per quanto subito, per poi provvedere ad una sistemazione dignitosa e consona alla sua identità di genere e alla sua persona. Il Presidente Fico si è detto disponibile ad attivarsi immediatamente per la stesura di linee guida specifiche, strumenti necessari per dotare le strutture sanitarie di protocolli adeguati, in moto tale che simili episodi di pura discriminazione non debbano mai più verificarsi. “Il diritto alla salute deve avere la precedenza su tutto, nel pieno rispetto della dignità di tutti i cittadini e di tutte le cittadine, senza distinzione alcuna“, ha concluso Antonello Sannino.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

La regione Campania contro l’omobitransfobia

Salerno, vogliono ricoverare una donna trans in un reparto maschile. Sconcerto e rabbia, interviene Fico - Antonello Sannino Loredana Rossi e Iolanda - Gay.it
Antonello Sannino, Loredana Rossi e Iolanda

Il mese scorso la regione Campania guidata dall’ex presidente della Camera Roberto Fico ha stanziato 2 milioni di euro per l’educazione affettiva in 346 scuole. “Un primo passo non più rinviabile per smantellare i ruoli di potere e la cultura maschilista“, ha precisato Fico. “Un investimento di circa due milioni di euro, per valorizzare e diffondere la cultura delle pari opportunità, dell’educazione affettiva e della gestione delle emozioni“.

Per me questo tema non è “solo” una battaglia politica: è vita vera“, il commento di Luca Trapanese, consigliere regionale eletto con il Movimento 5 Stelle nonché papà dell dolcissima Alba e Vicepresidente del Consiglio Regionale. “Sono un uomo omosessuale e sono stato il primo single gay in Italia ad adottare una bambina con sindrome di Down. So cosa significa essere giudicati, incasellati, messi in discussione solo perché non rientri in un modello “standard”. Ma la verità è semplice, esiste la diversità. E la scuola può essere il luogo dove si impara, fin da piccoli, che l’amore non fa paura, che le differenze non si insultano, che le emozioni non si reprimono con la violenza. Da Vicepresidente del Consiglio Regionale della Campania, continuerò a lavorare ogni giorno, come ho sempre fatto, perché questa terra diventi sempre più giusta, inclusiva e libera. Libera per le donne. Libera per le persone LGBTQIA+. Libera per chi vive la disabilità. Libera per chi è stato escluso troppe volte. Il cambiamento culturale non si annuncia soltanto: si costruisce insieme, con scelte concrete”.

© Riproduzione riservata.