Il governo della Malesia ha ufficialmente bloccato l’accesso alle app di networking LGBTQ+ Grindr e Blued, che ha da poco cambiato nome in HeeSay.

La Commissione per le Comunicazioni e i Multimedia della Malesia (MCMC), l’autorità di regolamentazione di Internet del Paese, sta “esaminando diverse misure legislative per limitare queste applicazioni“, ha dichiarato il Ministero delle Comunicazioni precisando che potrebbe collaborare con Google e Apple, aziende tecnologiche che distribuiscono le due app sui loro smartphone. Ne dà notizia il South China Morning Post.

“L’MCMC interverrà contro contenuti o funzioni dell’applicazione che violano le leggi nazionali, comprese quelle che riguardano la diffusione di contenuti pornografici o immorali, lo sfruttamento o l’abuso, la frode, l’abuso sui minori o le minacce alla sicurezza pubblica”.

La dichiarazione dell’MCMC nasce come risposta a un parlamentare del partito islamista malese, il Partito Islamico Pan-Malaysiano, che aveva accusato Grindr e Blued di facilitare relazioni “devianti“. Il controllo sulle app su Google Play e Apple Store è soggetto a regolamenti e politiche stabiliti dai fornitori delle piattaforme, poiché entrambe le applicazioni sono di proprietà di società straniere che operano al di fuori della Malesia, ha rimarcato il Ministero. La commissione non ha ricevuto alcuna richiesta di rimozione di Grindr e Blued ma chiederà agli app store competenti di rimuovere i contenuti e limitare l’accesso a qualsiasi app di incontri che violi le leggi locali.

Malesia, è incubo omobitransfobia

La censura totale delle due app isolerà ulteriormente gli uomini gay e bisessuali malesi, in un Paese che negli ultimi 15 anni è andato incontro ad una fortissima repressione omobitransfobica.

Nel 2011 le autorità scolastiche malesi mandarono 66 ragazzi adolescenti musulmani in un campo di “correzione” per imparare “comportamenti maschili”, dopo che i loro insegnanti li avevano identificati come “effeminati”.

Nel 2012 il Paese ha bandito i personaggi gay da tutti i programmi televisivi e radiofonici nazionali.

Nel 2013, il governo malese ha sponsorizzato un musical itinerante, intitolato Asmara Songsang (Desiderio Anormale), per spiegare ai giovani i pericoli dell’essere queer. Nel 2015, Human Rights Watch ha criticato la Malesia per aver multato e incarcerato donne transgender.

Nel 2017 il Ministero della Salute del Paese ha offerto ai suoi cittadini premi in denaro per la realizzazione di video anti-LGBTQ. Il mese successivo, un gruppo musulmano estremista ha chiesto ai suoi 50.000 membri di opporsi a Starbucks per le politiche pro-LGBTQ sul posto di lavoro della catena di caffetterie. Nello stesso anno un ragazzo di 18 anni è stato picchiato, ustionato, colpito all’inguine e dichiarato cerebralmente morto dalle autorità sanitarie, dopo che i suoi compagni di classe lo avevano aggredito per essere “effeminato”.

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Nell’agosto 2018 la polizia di Kuala Lumpur ha fatto irruzione nel bar gay Blue Boy, con arresti di massa per “fermare la diffusione della cultura LGBTQ nella società“. Nello stesso mese le autorità hanno condannato due donne alla fustigazione pubblica per “tentata relazione sessuale“. Sempre nel 2018 il premier malese disse che “non possiamo accettare l’omosessualità”.

Dal 2019 diverse donne trans sono state picchiate, ricoverate in ospedale o uccise da gruppi violenti. Nello stesso anno quattro uomini di età compresa tra 26 e 37 anni sono stati fustigati pubblicamente per aver avuto un rapporto omosessuale consensuale a porte chiuse.

Nel marzo 2019 il Ministro del Turismo Datuk Mohamaddin Ketapi ha affermato che in Malesia non ci sono persone queer o transgender.

Nel 2023 le autorità hanno annullato un festival musicale nella capitale Kuala Lumpur, dopo che i membri della band The 1975 osarono baciarsi sul palco. Il governo ha poi confiscato orologi a tema Pride prodotti dall’azienda svizzera Swatch, con un giudice ha successivamente imposto la restituzione degli orologi, vietandone comunque la rivendita.

Nel 2024 il principale quotidiano malese Sinar Harian pubblicò un elenco di modi per riconoscere un uomo gay o una lesbica. Il giornale affermava che gli uomini gay hanno la barba, indossano abiti firmati e vanno in palestra per individuare altri uomini. Per quanto riguarda le lesbiche, il giornale consigliava di fare attenzione alle donne che si abbracciano, si tengono per mano e denigrano gli uomini.

Nel novembre 2025 le autorità malesi hanno fatto irruzione in una presunta “gay spa” nella capitale Kuala Lumpur, arrestando 200 persone. Sempre nel 2025 un’emittente malese ha rimosso un episodio del cartone animato per bambini Santiago of the Seas, causa lamentele degli spettatori per un bacio tra persone dello stesso sesso. All’inizio di quest’anno il Ministro degli Affari Religiosi della Malesia, Zulkifli Hasan, è stato ampiamente deriso online per aver affermato che lo stress sul posto di lavoro può rendere le persone gay.

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