Il 5 aprile 1972 è una data storica per il movimento LGBTQIA+ nazionale, perché a Sanremo si tenne la prima manifestazione pubblica di omosessuali in Italia, per protestare contro il “Congresso internazionale sulle devianze sessuali” organizzato dal Centro italiano di sessuologia. Il convegno si svolgeva in quei giorni, dal 5 all’8 aprile, presso il Casinò di Sanremo, ma trovò sulla sua strada una contestazione destinata a entrare nella storia. Quella fu la prima manifestazione pubblica dell’orgoglio omosessuale sul territorio italiano e viene ancora oggi ricordata come il “primo Pride d’Italia”.
Il doc di ARTE che ricostruisce un pezzo di storia del movimento LGBTQIA+ italiano
54 anni dopo il canale televisivo pubblico franco-tedesco ARTE ha deciso di dedicare a quel memorabile evento un documentario che ne ricostruisce le diverse fasi. Le riprese, durate quattro ore, si sono svolte nel giugno 2025 proprio al Casinò di Sanremo e presso la sede di M.I.A. Arcigay Imperia, associazione che ha collaborato alla ricostruzione storica. Il documentario andrà in onda in prima visione assoluta domani, 11 marzo, a partire dalle ore 17:20 su ARTE, mentre nei giorni successivi sarà disponibile anche online sul sito dell’emittente. ARTE è un progetto gratuito cofinanziato dall’Unione Europea, al fine di favorire la diffusione multilingue di contenuti audiovisivi di qualità. La programmazione si compone al 56 % di documentari, 19% di film cinematografici e fiction, 14 % di programmi d’informazione e 5 % di musica e spettacoli dal vivo. Sono inediti i due terzi dei programmi trasmessi da ARTE.
Pierluca Viani, presidente di M.I.A. Arcigay Imperia, ha pubblicamente voluto ringraziare ARTE, Sophie de Malglaive, che ha diretto i lavori insieme alla sua troupe, Marzia Taruffi e tutto il Casinò di Sanremo, che hanno reso possibili le riprese presso il celebre teatro in cui si tenne quello storico convegno. L’11 aprile proprio Sanremo darà il via all’Onda Pride 2026, come vuole tradizione, celebrando quella storica prima manifestazione.
5 aprile 1972, la nostra Stonewall

Alla manifestazione di quel 5 aprile 1972 parteciparono una quarantina di persone appartenenti alle associazioni omosessuali aderenti, ovvero il Front homosexuel d’action révolutionnaire (FHAR) francese, il Movement Homosexuel d’Action Révolutionnaire (MHAR) belga, il Gay Liberation Front britannico, l’Internationale Homosexuelle Révolutionnaire (IHR), ed il neonato Fuori! italiano, che era alla sua prima azione pubblica. Tra gli esponenti italiani figurarono Angelo Pezzana, Mario Mieli, Enzo Francone, Domenico Tallone, Carlo Sismondi, Alfredo Cohen, Riccardo Rosso, Mauro Molinari, Franco Tridente, Manfredi Di Nardo e Vito Galgano.
Il 1° Congresso internazionale di Sessuologia sul tema “Comportamenti devianti della sessualità umana” prevedeva una sezione sull’eziologia dell’omosessualità ed una intera mattinata dedicata alle cosiddette terapie di conversione. Il neonato Fronte unitario omosessuale rivoluzionario Italiano (FUORI) decise di scendere in campo chiamando a raccolta i militanti di altri Paesi europei. Scrivendo un pezzo di storia d’Italia.
I delegati vennero accolti con volantini e manifesti, in italiano, in inglese e francese, con sopra scritto “Psichiatri, siamo venuti a curarvi”, “Psichiatri, ficcatevi i vostri elettrodi nei vostri cervelli”, “La normalità non esiste”, “Primo e ultimo congresso di sessuofobia“.
Arrivò la polizia, i cartelli vennero sequestrati e una decina di manifestanti identificati, portati in commissariato e denunciati per manifestazione non autorizzata. Il 14 marzo del 1977 il Pretore di Sanremo archiviò le accuse ma intanto la notizia finì su tutti i quotidiani. Persino i TG Rai ne parlarono. Il convegno si tenne e tra i tanti a prendere la parola ci fu anche Angelo Pezzana, che dinanzi a sbigottiti psichiatri riuniti per “curarlo” in quanto gay disse loro “sono un omosessuale e sono felice di esserlo“.



