Le poesie segrete di Mario Mieli: un libro che riapre la ferita e il desiderio

Un io inquieto, mai riconciliato, che vive la lingua come campo di battaglia e possibilità di danza insieme.

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Le poesie segrete di Mario Mieli: un libro che riapre la ferita e il desiderio - Mario Mieli Poesie Poems Montanari Editore - Gay.it
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Mario Mieli non è stato solo teorico, militante, drammaturgo, figura cardine del movimento omosessuale italiano. È stato anche poeta. Lo dimostra Poesie/Poems, il libello appena pubblicato da Danilo Montanari Editore, che raccoglie per la prima volta i suoi testi più intimi, dispersi tra taccuini, fogli privati, scambi collettivi e frammenti mai pensati per la canonizzazione.

Il volume attraversa la traiettoria esistenziale di Mieli: l’infanzia segnata da un’iper-sensibilità precoce, l’adolescenza malinconica, il confronto con la scrittura nel gruppo poetico fondato da Milo De Angelis, fino ai testi più maturi, dove l’urgenza politica convive con l’esattezza lirica. Ne emerge una poesia irregolare, fatta di grafismi, appunti, ermetismi, stratificazioni linguistiche: una scrittura che rifiuta la forma chiusa, come rifiutava ogni identità pacificata. Avere tra le mani il libro appena pubblicato da Montanari Editore costituisce un’esperienza di generosa, caotica eppur coerente, e certamente dolorosa, conferma per chi ha già letto e studiato Mieli, ma anche una scintilla di curiosità vitale per chi non si è mai avvicinat* ai testi dell’intellettuale italiano.

I versi di Poesie/Poems mettono in scena un io inquieto, mai riconciliato, che vive la lingua come campo di battaglia e possibilità di danza insieme:

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«Scrivere è una lotta costante
con la cultura che hai
e con quella che ti manca»

Ma è anche un vortice in cui, per un istante, “sei tu”. È la stessa tensione che attraversa tutta l’opera teorica e politica di Mieli: il rifiuto della normalizzazione, la critica radicale al capitalismo patriarcale, l’idea di una liberazione sessuale che non sia riformista né addomesticabile.

Nato nel 1952 e morto nel 1983, Mario Mieli resta una figura centrale del pensiero queer italiano. Autore di Elementi di critica omosessuale e de La gaia critica, ha influenzato generazioni di attivistə e studiosə. Questo libro aggiunge un tassello prezioso: mostra il corpo vulnerabile della sua scrittura, il luogo in cui politica e poesia non si separano mai. Il verso appare qui come organica frenesia di uno stare al mondo pieno di possibilità.

Leggi > L’omosessualità e l’eterosessualità non esistono: è matematico

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Stella cometa 23.12.25 - 16:54

Mario Mieli ❤️è stato sicuramente un pioniere in un' epoca in cui essere omosessuali e/o essere transessuali era veramente difficile per colpa dell' omofobia/transfobia della società italiana profondamente ignorante, omofoba, e disumana nei confronti delle persone lgbttqi+. Tuttora una alta percentuale di italiani , nonostante i passi in avanti, è purtroppo omofoba e i brutti casi di omofobia/transfobia sono molto più numerosi di quello che la cronaca racconta. Se in Italia abbiamo le unioni civili lo dobbiamo soprattutto alle persone LGBTTQI che sono scese in piazza per anni (svariati decenni di lotta per rivendicare i nostri diritti in un clima di orrenda omofobia perenne che ha ucciso molte innocenti vite!) mettendoci la faccia e il cuore per rendere l' Italia un paese più civile, democratico e giusto. Ovviamente c' è ancora tantissimo da fare, in Italia l' omofobia e la transfobia sono ancora purtroppo molto presenti e i casi di violenze e aggressioni fisiche, verbali, psicologiche che vedono vittime omosessuali e transessuali sono sempre numerosi. Ma noi lgbttqi+ abbiamo il dovere umano di ricordare le persone, come il giovane poeta e militante Mario Mieli e tanti altri❤️, che hanno lottato, di certo non senza difficoltà, per la rivendicazione dei nostri diritti e per far in modo che anche noi omosessuali, transessuali, eccetera, ci vedessimo riconosciuta e rispettata la nostra dignità. Noi non valiamo meno degli eterosessuali e non dobbiamo di certo giustificarti con gli omofobi, dal momento che gli omofobi sono persone malate e odiatrici delle persone LGBTTQI+ miliardi di volte più dignitose degli odiatori omofobi. Di omofobia /transfobia si muore, non dimentichiamolo. E i casi di cronaca nera ce lo ricordano incessantemente. Grazie Mario per ciò che hai fatto, nonostante la tua giovanissima età, per noi omosessuali, transessuali, BISESSUALI, lgbttqi+ in generale. Stima infinita e grandissimo rispetto per te sempre. Rip giovane guerriero gentile, io voglio immaginarti ora come un bellissimo angelo luminoso che ci protegge e ci dà forza da lassù. Un abbraccio grande ovunque tu sia. ❤️❤️