Omofobia ai danni del Gay Center e del suo fondatore Fabrizio Marrazzo, prima udienza in tribunale

"Non si tratta di episodi isolati, ma di un clima che va contrastato con determinazione. Continueremo a difendere i nostri spazi, i nostri simboli e soprattutto le persone, con tutti gli strumenti legali a disposizione".

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Nel mese di giugno del 2024, in pieno Pride Month, Fabrizio Marrazzo, attivista e Portavoce del Partito Gay LGBT+, Solidale, Ambientalista, Liberale nonché fondatore del Gay Center, veniva aggredito verbalmente e fisicamente nel cuore di Roma, a Testaccio, dove si trova la sede dell’associazione.

In quella calda giornata di giugno Marrazzo sorprese due ragazzi che urinavano sul muro Rainbow della sede del Gay Center, ricevendo insulti e minacce a sfondo omofobo, frasi discriminatorie e intimidatorie con successivo inseguimento e aggressione fisica da parte dei due delinquenti.

La gente guardava, ma si faceva i fatti propri“, ci raccontò Marrazzo all’epoca. “Qualcuno che ha assistito alla scena magari si è allontanato per paura della reazione. Non so se qualcuno abbia chiamato le forze dell’ordine, ma non mi risulta. Posso capire che si possa avere paura di intervenire, però quando vedi due persone contro una, almeno chiamare le forze dell’ordine sarebbe il minimo. Invece, ho visto proprio che la gente se ne disinteressava e se ne andava“.

Fu immediata la denuncia alla polizia, che giunta prontamente sul posto riuscì a identificare uno dei due aggressori, ora ufficialmente a processo.

Via al processo per omofobia ai danni di Fabrizio Marrazzo e del Gay Center

Domani, 9 aprile 2026, presso il Tribunale di Roma si terrà la prima udienza del procedimento penale relativo all’aggressione omofoba contro il Gay Center ed il suo fondatore. Il Gay Center ha annunciato che si costituirà parte civile nel procedimento, a tutela dell’associazione e della persona offesa, tramite gli avvocati Alessandro Cataldi e Barbara De Gregorio.

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Tale costituzione rappresenterà anche l’intera comunità LGBT+, colpita simbolicamente da un atto di odio che viola i principi fondamentali sanciti dalla Costituzione italiana“, fa sapere l’associazione. “La nostra Costituzione tutela la dignità, l’uguaglianza e la libertà di ogni persona. Costituirsi parte civile significa affermare con forza che l’odio non può restare impunito“.

Il Gay Center ha rimarcato come episodi di questo tipo rappresentino “una grave violazione dei diritti inviolabili della persona e il principio di uguaglianza“, ribadendo “la necessità di un impegno istituzionale più forte contro i crimini d’odio con una specifica legge come richiesto da anni“.

Il Gay Center ha inoltre annunciato che nei prossimi giorni presenterà una nuova denuncia in relazione a un ulteriore attacco al muro Rainbow simbolo della comunità LGBT+, recentemente imbrattato, dove si sono raccolte prove sulle persone che hanno effettuate tale atto. “Non si tratta di episodi isolati, ma di un clima che va contrastato con determinazione. Continueremo a difendere i nostri spazi, i nostri simboli e soprattutto le persone, con tutti gli strumenti legali a disposizione“.

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