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Aggredito Fabrizio Marrazzo, leader del Partito Gay: “Non è intervenuto nessuno” – VIDEO

Marrazzo avrebbe sorpreso uno degli aggressori ad urinare su una parete rainbow dedicata alla comunità LGBTQIA+. Prima gli insulti, poi la violenza e le minacce.

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Una macchina nuova fiammante, ragazzi apparentemente per bene: non certo il volto del degrado. Fabrizio Marrazzo, attivista e leader del Partito Gay, descrive così i suoi aggressori, due giovani sui vent’anni che, qualche giorno fa, lo hanno coperto di insulti per poi aggredirlo fisicamente e minacciarlo.

“Non avrei mai pensato che sarebbero arrivati a mettermi le mani addosso, a minacciarmi, a dirmi che sanno dove abito. Solitamente si fermano agli insulti” racconta la vittima a Gay.it.

Tutto è cominciato quando Marrazzo ha sorpreso e redarguito uno dei due giovani, colto in flagrante mentre stava per urinare sul muro Rainbow dedicato alla comunità LGBTQIA+ in un quartiere di Roma. Da lì, l’aggressione verbale è degenerata rapidamente, con il secondo giovane che si è unito agli insulti, gridando epiteti omofobi e altri improperi irripetibili, per poi passare alla violenza fisica.

Sovrastato dall’aggressione, Marrazzo ha cercato di allontanarsi e di sottrarsi alla situazione. Tuttavia, i due aggressori lo hanno inseguito e minacciato per alcuni metri, fino a quando la vittima non li ha avvertiti di aver registrato la loro targa. Nessuno dei passanti è intervenuto per aiutarlo.

No, non è intervenuto nessuno. La gente guardava, ma si faceva i fatti propri. Qualcuno che ha assistito alla scena magari si è allontanato per paura della reazione. Non so se qualcuno abbia chiamato le forze dell’ordine, ma non mi risulta.

Posso capire che si possa avere paura di intervenire, però quando vedi due persone contro una, almeno chiamare le forze dell’ordine sarebbe il minimo. Invece, ho visto proprio che la gente se ne disinteressava e se ne andava“.

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Immediata la denuncia alla polizia, che è giunta prontamente sul posto riuscendo a identificare uno dei due aggressori. Tuttavia, come spiega Marrazzo, il problema appare oggi endemico, e le cause sono ormai ben note.

Sostenere persone come Roberto Vannacci (oggi parlamentare europeo NDR) rafforza chi ci vuole discriminare. La percentuale di chi ci discrimina è sempre la stessa, non cambia nel tempo. Tuttavia, il clima attuale fa sentire queste persone più libere di agire.

In passato si sentivano forse meno libere, mentre ora si sentono autorizzate a fare qualsiasi cosa, arrivando persino a minacciare e intimidire chi osa lamentarsi. Se uno osa lamentarsi del fatto che loro ti urinano su una parete che porta il simbolo della nostra comunità, se non ti stai zitto, ti menano pure,“.

Non è la prima volta che il leader del Partito Gay subisce un’aggressione omobitransfobica, ma oggi parla di una vera e propria impennata di episodi di questo tipo nelle città italiane, fenomeno che ritiene legittimato dalle stesse istituzioni e dall’assenza di una legge che tuteli la comunità LGBTQIA+.

Purtroppo, non è la prima volta che mi succede. Già in passato ho subito un’aggressione da parte di Forza Nuova, in cui la magistratura ha dichiarato che ciò che hanno fatto era una libera esposizione delle loro idee, nonostante ci fosse un video pubblicato su Repubblica che mostrava chiaramente la situazione. Nel video si vede chiaramente come entrino nella sede, mettano tutto a soqquadro e aggrediscano verbalmente con frasi discriminatorie. Tuttavia, in assenza di una legge adeguata, possono fare e dire ciò che vogliono senza conseguenze“.

© Riproduzione riservata.

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