Pedro Almodovar e i dubbi su Jacob Elordi: “È un sex symbol o un attore stimato?”

I fan di Jacob Elordi hanno subissato Pedro Almodovar di insulti social, ma siamo così sicuri che il regista spagnolo si sia posto una domanda tanto sbagliata?

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Attesissimo al Festival di Cannes 2026 con il suo nuovo film Amarga Navidad, Pedro Almodovar, leggenda del Cinema internazionale vincitore di due premi Oscar, due Golden Globe, 5 Bafta, un Leone d’Oro e un Premio Osella alla Mostra del Cinema di Venezia, un Prix de la mise en scène e un Prix du scénario a Cannes, 6 EFA e 7 Goya, ha scatenato un putiferio social per un’intervista in cui ha espresso perplessità sulla reale bravura di Jacob Elordi.

Pedro Almodovar vs. Jacob Elordi

Pedro Almodovar e i dubbi su Jacob Elordi: "È un sex symbol o un attore stimato?" - Amarga Navidad di Pedro Almodovar - Gay.it
Amarga Navidad di Pedro Almodovar

Durante un’apparizione al podcast La Pija y la Quinqui, il regista spagnolo si è domandato se l’enorme popolarità del 28enne attore australiano, appena tornato in tv grazie alla 3a stagione di Euphoria, sia dovuta esclusivamente alle sue doti recitative.

“Penso che Jacob Elordi diventerà una grande star, non c’è dubbio. Ultimamente però mi chiedo se sia solo un sex symbol o un attore stimato”.

Almodovar ha provato anche a motivato le sue perplessità, criticando aspramente Cime Tempestose di Emerald Fennell, campione d’incassi con 240,401,072 dollari.

“È un film davvero pessimo. E non è colpa di Jacob Elordi o di Margot Robbie, fanno quello che possono. Non è nemmeno kitsch”.

Almodovar ha sminuito anche l’acclamata performance di Elordi in Frankenstein di Guillermo Del Toro, film che gli è valso una nomination agli Oscar, ai Golden Globe e ai BAFTA come miglior attore non protagonista

Quello che sta succedendo con gli adattamenti di Frankenstein è che sono diventati creature disgustose, fatte con pezzi di altri corpi: è sempre stata una storia dell’orrore. Ma ora ci hanno aggiunto una sorta di immaginario sessualizzato; hanno reso il mostro attraente. Deve parlare con quella voce profonda e bassa, ed è molto più facile che usare una gamma espressiva più ampia. Quindi, in questo senso, “Frankenstein” è molto comodo per un attore“.

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Almodovar, torto o ragione?

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Parole che hanno scatenato un’infinità di reazioni, con i fan di Elordi che hanno subissato Almodovar di critiche, parlando di un regista finito in cerca di attenzioni. Lo scorso anno l’attore australiano confessò al Los Angeles Times di ammirare il regista e che gli sarebbe piaciuto girare un film in spagnolo. Il grande Pedro, per ora, ha preso tempo.

Tralasciando la miniserie sconosciuta ai più La strada stretta verso il profondo Nord, dove Elordi è sorprendentemente bravo, le critiche rivolte al 28enne divo australiano sono in realtà condivisibili. Elordi non è stato ancora realmente messo alla prova con ruoli particolarmente impegnativi e ricchi di sfumature emotive. Gran parte della sua notorietà deriva da progetti stilizzati in cui carisma e presenza scenica contano tanto quanto la sua versatilità. Il quasi coetaneo Timothée Chalamet ha spaziato nei generi, nell’ultimo decennio, dando ampie prove di versatilità recitativa, scegliendo accuratamente progetti che non si limitassero ad arricchirgli il conto in banca ma continuassero a metterlo alla prova. In Euphoria il Nate Jacobs che ha reso Elordi una star è stato sessualizzato sin dalla prima stagione, con Jacob da allora sex symbol a furor di popolo. Lo stesso Saltburn di Emerald Fennell vede il suo Felix Catton attrattiva sessuale  del mefistofelico Oliver Quick di Barry Keoghan, senza dimenticare i tre capitoli Netflix di The Kissing Booth. Progetti apparentemente più impegnativi come Priscilla, in cui Jacob è stato Elvis Presley, e Cavalli elettrici di Daniel Minahan, non hanno invece lasciato il segno.

Lo stesso Brad Pitt ci ha messo anni per scrollarsi di dosso la nomea di ‘belloccio’ e poco più, arrivando a vincere l’agognato e meritato Oscar come miglior attore non protagonista solo nel 2020, con C’era una volta a… Hollywood di Quentin Tarantino. Almodovar ha espresso un’opinione solo apparentemente controcorrente, magari da molti colleghi condivisa ma pubblicamente silenziata. Per il lanciatissimo Jacob Elordi arriveranno ora due progetti interessanti come The Dog Stars, nuovo film post-apocalittico di Ridley Scott attualmente in produzione, e soprattutto Outer Dark di László Nemes, regista premio Oscar di Il figlio di Saul, favola dark ambientata negli Appalachi durante la Grande Depressione.

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