Il 6 settembre 2026 la Sassonia-Anhalt va alle urne. E se i sondaggi attuali venissero confermati, potremmo assistere a qualcosa che non accade in Germania dalla fine della Seconda guerra mondiale: il primo governo regionale guidato dall’estrema destra. Non era mai successo che gli eredi del totalitarismo nazista guidassero un Land.
Alternative für Deutschland (AfD) è accreditata stabilmente intorno al 40% nel Land orientale, la Cdu insegue a distanza, ferma al 27%. Il candidato alla guida del Land è Ulrich Siegmund, 37 anni, star di TikTok e figura di spicco del partito, che al congresso di Magdeburgo ha ottenuto il 98,3% dei consensi interni. Il suo obiettivo dichiarato è un governo monocolore AfD: uno scenario che fino a pochi anni fa sembrava fantapolitica e che oggi i sondaggi rendono concretamente possibile.
Il 12 aprile scorso, il partito che eredita senza nasconderlo parte dei valori della Germania nazista, ha adottato ufficialmente il programma elettorale per le regionali, documento di oltre 150 pagine che l’opposizione ha già definito uno scenario da incubo per la democrazia. Leggerlo con attenzione è necessario, perché non si tratta di propaganda: è un’ipotesi di governo. Il programma adottato ad aprile non ha ancora forza vincolante: dovrà passare attraverso ulteriori step interni. E anche in caso di vittoria elettorale, i vincoli costituzionali federali limiterebbero parte delle misure più estreme. Ma la direzione è chiara, e la distanza tra oggi e settembre, quando si voterà, dipenderà anche dal dibattito pubblico che esso scatenerà in Germania e in Europa. Per questo è importante parlarne.
“LGBTIQ+ fanno guerra ai normali”
Sul fronte dei diritti LGBTQ+, il programma è esplicito fino alla brutalità. AfD vuole vietare la bandiera arcobaleno in tutte le scuole della Sassonia-Anhalt. La motivazione ufficiale: il movimento LGBTQIA+ starebbe portando avanti una “guerra ai normali“: il termine “normale” viene ripetuto più volte nel testo con l’obiettivo di propagandare modelli di vita tradizionali con relazioni, coppie e famiglie composti da uomo e donna. Il documento parla esplicitamente di “culto arcobaleno“ e accusa il movimento LGBTIQ+ di strumentalizzare gay e lesbiche per “finte motivazioni umanitarie“.
Oltre la propaganda del linguaggio, ci sono misure concrete anti-LGBTIQ+: il programma prevede aiuti economici riservati esclusivamente alle famiglie “tradizionali di origine tedesca“, escludendo di fatto qualsiasi riconoscimento per le famiglie arcobaleno. Attualmente in Germania, dove dal 2017 c’è il matrimonio egualitario, le famiglie con genitori omo hanno gli stessi diritti delle famiglie composte da genitori eterosessuali.
Agli ucraini in fuga dalla guerra verrebbe tolto lo status di rifugiati. E ai rifugiati LGBTIQ+ perseguitati nei loro paesi d’origine verrebbe negato il diritto d’asilo, con la motivazione, che contraddice la Convenzione di Ginevra sottoscritta dalla Germania, che “non rientrano nella definizione di rifugiati“.
In Sassonia si è aperta la stagione del Pride
Intanto la stagione dei Pride in Sassonia-Anhalt è già cominciata, e quest’anno ha un peso politico diverso a causa del clima elettorale inquietante per le persone LGBTIQ+. Si è aperta sabato a Schönebeck e proseguirà fino al 26 settembre con cortei e manifestazioni a Dessau-Roßlau, Köthen, Wernigerode, Magdeburgo, Halle e Stendal. Dal 9 all’11 ottobre Magdeburgo ospiterà poi il punto di incontro dei movimenti Pride europei, un appuntamento annunciato l’anno scorso con queste parole: “In un momento in cui i diritti queer sono sempre più sotto pressione, è un segnale forte che la comunità Pride europea si riunisca qui, nel cuore della Sassonia-Anhalt“. Falko Jentsch, del direttivo del CSD Magdeburgo, ha detto che tra gli organizzatori c’è “molta gioia e ottimismo, ma anche tanto spirito combattivo“. Nel 2025 la Mobile Opferberatung (ong che si occupa di crimini basati sull’odio) ha documentato dieci aggressioni in occasione di sei CSD (Pride) nel Land, con pugni, minacce, insulti, e tre lesioni personali gravi. I dati del ministero dell’Interno di Magdeburgo registrano un’impennata dei reati d’odio: quelli legati all’orientamento sessuale sono passati da 48 a 77 in un anno, quelli legati all’identità di genere da 32 a 50. “Dobbiamo purtroppo prepararci ad aggressioni anche per la prossima stagione CSD“, ha dichiarato Antje Arndt della Mobile Opferberatung secondo quanto riportato dal quotidiano Suddeutsche Zeitung. “Ancora più importante, quindi, mostrare solidarietà alla comunità queer e difendere il diritto all’autodeterminazione sessuale e di genere“.
I bambini con disabilità: la segregazione come programma
Tra i punti che hanno suscitato più indignazione c’è la proposta di smantellare l’inclusione scolastica per i bambini con disabilità. AfD la definisce un “progetto ideologico” che abbassa il livello degli studenti: la soluzione proposta è il ritorno agli istituti speciali separati, dunque la segregazione. Un passo indietro di decenni, che non è sfuggito a chi in Germania lavora nel sociale e nelle comunità religiose. “Ricordiamo ripetutamente chi, a loro avviso, non ha posto in Sassonia-Anhalt“, ha affermato la deputata di sinistra del Die Link Eva von Angern, “e sono le persone di colore, le persone con un background migratorio e le persone LGBTIQ+“.
Le chiese contro AfD: “Dignità umana, libertà e solidarietà non trovano posto in questa visione”
La reazione più dura e inaspettata è venuta dalle chiese. L’11 aprile, il giorno prima che il congresso adottasse il programma, la Chiesa evangelica della Germania centrale, la diocesi cattolica di Magdeburgo e la Chiesa evangelica di Anhalt hanno pubblicato una dichiarazione congiunta: “La dignità umana, la libertà e la solidarietà non trovano posto in questa visione della società“.
Il vescovo luterano Friedrich Kramer ha usato parole ancora più nette: ha definito il documento una “dichiarazione di guerra alle chiese e alla nostra società libera e democratica”. Il programma prevede infatti anche la revoca dei finanziamenti statali alle chiese che, secondo AfD, promuovono la cosiddetta “ideologia arcobaleno” invece di sostenere la fede cristiana tradizionale. Di recente il cardinale cattolico progressista Marx aveva ricevuto una replica contraria anche da Papa di Roma Leone XIV sulla benedeizione alle coppie gay. Il vescovo cattolico Gerhard Feige ha detto che chi vota AfD “vota per i metodi di Donald Trump in Sassonia-Anhalt”.
Sondaggi elettorali in Germania: Merz sprofonda, AfD vola
Il trend della Sassonia-Anhalt non è un fenomeno isolato. A livello nazionale, secondo l’istituto Wahlen, AfD ha superato nuovamente la CDU/CSU nelle intenzioni di voto per il Bundestag (Parlamento), toccando il 26% contro il 25%: un record storico. Il cancelliere Friedrich Merz, intanto, ha un consenso del 46%, con il 51% dei tedeschi che, secondi sondaggi di pochi giorni fa, ritengono che stia governando male.
Anche nei Land occidentali, tradizionalmente refrattari al voto di estrema destra e ad AfD, il partito avanza: alle elezioni comunali in Renania settentrionale-Westfalia ha ottenuto il 14,5%, mai così in alto in quel Land. In Sassonia-Anhalt, però, la soglia è diversa. Qui AfD è classificata come organizzazione di estrema destra dall’Ufficio statale per la tutela della Costituzione. Qui il partito non cerca di ammorbidire i toni per allargare il consenso: li radicalizza, forte di un elettorato sempre più organico e sempre meno di protesta. Secondo uno studio della Fondazione Bertelsmann, il 29% dei militanti AfD ha posizioni “manifestamente di estrema destra“, il 27% atteggiamenti di “estrema destra latente“, e il 15% si dichiara favorevole a una “dittatura di destra“.
Verso le elezioni di Settembre
Non tutto sarebbe realizzabile: il documento deve ancora essere ratificato internamente, e i vincoli costituzionali federali frenerebbero le misure più radicali. La rotta, però, è tracciata. E parla di una Germania che sente il proprio cuore popolare finire preda di indicibili fantasmi reazionari. Il neo leader che probabilmente sbancherà alle elezioni di settembre, Ulrich Siegmund ha riassunto la sua missione in una frase, al New York Times: “Voglio restituire ai cittadini della Sassonia-Anhalt la loro vecchia, buona e sicura Germania“. Una minaccia concreta per chiunque non rientri nella “normalità” che Alternative für Deutschland intende imporre a tutto il Paese. Sempre il NYT sintetizza così il progetto AfD per la Sassonia-Anhalt: un Land costruito attorno alla famiglia tradizionale tedesca e ostile a tutto il resto. Sgravi fiscali per le famiglie numerose, asili gratuiti, rifugiati espulsi o confinati in strutture collettive, fondi tagliati alle tv pubbliche, bandiere arcobaleno vietate nelle scuole. Alcune misure ricordano Trump, altre il sindaco progressista di New York Zohran Mamdani.
