Il 23 aprile 2026, sul volo di ritorno dal viaggio apostolico in Africa, Papa Leone XIV è tornato sul tema delle benedizioni alle coppie dello stesso sesso, già argomento sollevato dal precedessore Francesco. La dichiarazione di Prevost risponde direttamente alla decisione del cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, che aveva autorizzato queste benedizioni nella sua diocesi. Appena dieci giorni fa Leone XIV, mentre bisticciava con Trump, aveva nominato un nunzio anti-gender e anti-aborto proprio in Germania, paese in cui la spaccatura tra cattolici è pericolosamente vicina alla scissione: un argomento taciuto dai media italiani.

Cosa ha detto Leone XIV sulla benedizione delle coppie omosessuali
Leone XIV ha confermato la linea della Santa Sede: no a una benedizione formalizzata e rituale, sia per le coppie dello stesso sesso sia, più in generale, per le coppie in situazioni irregolari (non sposate). Ha aggiunto però che questo non equivale a esclusione. Una frase che ha citato testualmente il “tutti, tutti, tutti” di Bergoglio, reinterpretandolo come invito universale alla fede, e non come apertura dottrinale.
Sul tema delle coppie omosessuali, Papa Leone XIV ha anche aggiunto che “andare oltre questo oggi rischia di creare più divisione che unità“, dimostrando soprattutto attenzione alla compattezza di santa romana chiesa, e che “dovremmo cercare modi per costruire l’unità su Gesù Cristo e su ciò che Gesù Cristo insegna”.
“Follow the money”: la spaccatura della Chiesa in Germania e l’ombra dello scisma

Da anni la Chiesa cattolica tedesca segue una strada propria. Si chiama Synodaler Weg (Cammino sinodale), e da quando è partito nel 2019 ha discusso di temi che Roma considera intoccabili: celibato dei preti, ruolo delle donne, benedizione delle coppie dello stesso sesso.
La Chiesa tedesca è la più ricca del mondo: se la Santa Sede possiede asset stimati in 4 miliardi di euro, la Chiesa di Germania ne controlla circa 250 miliardi. Follow the money: nessuno vuole tagliare i ponti con il proprio principale finanziatore, e i vescovi tedeschi lo sanno.
L’assemblea finale del Cammino sinodale, tenutasi a Stoccarda tra il 29 e il 31 gennaio 2026, ha approvato la costituzione di una Conferenza Sinodale permanente, organismo tripartito composto da 27 vescovi, 27 laici del Comitato centrale dei cattolici tedeschi e altri 27 delegati, con potere deliberativo sugli affari della Chiesa. In pratica: i laici decidono insieme ai vescovi, bypassando Roma. Per il Vaticano, questo è inaccettabile. Il vaso è traboccato quando il 22 aprile 2026 il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e figura centrale del Cammino sinodale, ha fatto un passo ulteriore: ha promosso il documento “La benedizione rafforza l’amore“, che prevede forme di benedizione per coppie irregolari, comprese quelle omosessuali, tema su cui la sensibilità dei cattolici tedeschi è sempre stata altissima.
Il giorno dopo, sul volo di ritorno dall’Africa, un giornalista della radio tedesca ARD ha chiesto a Papa Leone XIV come valutasse la decisione di Marx. La risposta è arrivata netta:
“L’unità o la divisione della Chiesa non dovrebbe ruotare intorno a questioni sessuali. Tendiamo a pensare che quando la Chiesa parla di morale, l’unico tema morale sia quello sessuale. In realtà credo che ci siano questioni molto più grandi e importanti, come la giustizia, l’uguaglianza, la libertà degli uomini e delle donne, la libertà religiosa, che dovrebbero avere la priorità rispetto a quella particolare questione. La Santa Sede ha già chiarito ai vescovi tedeschi che non siamo d’accordo con la benedizione formalizzata delle coppie omosessuali o di coppie in situazioni irregolari, oltre a quanto specificamente permesso da Papa Francesco quando disse che tutte le persone possono ricevere la benedizione. Quando un sacerdote impartisce una benedizione alla fine della Messa, quando il Papa dà una benedizione alla fine di una grande celebrazione, come quella di oggi, si tratta di una benedizione a tutti. Francesco con la sua celebre e nota espressione ‘tutti tutti tutti’ esprime la convinzione della Chiesa che tutti siamo benvenuti, tutti siamo invitati, tutti siamo invitati a seguire Gesù e tutti siamo invitati a cercare la conversione nella propria vita. Andare oltre questo oggi, credo che possa causare più disunità che unità e che dovremmo cercare modi per cercare la nostra unità su Gesù Cristo e su ciò che Gesù Cristo insegna”
Il messaggio alle persone LGBTIQ+ è questo: Leone XIV blocca i tedeschi, ma lo fa con un argomento che suona quasi strumentale. La sessualità, dice, non è il tema centrale, come se il problema fosse la polarizzazione, non la discriminazione. Nel libro-intervista pubblicato in Italia a febbraio 2026, aveva già detto che è “altamente improbabile, certamente nel prossimo futuro, che la dottrina della Chiesa cambi” su sessualità e matrimonio, ma senza escludere che possa farlo nel lungo termine. L’urgenza di Leone XIV ora come ora non sono le coppie omosessuali che i cattolici tedeschi vogliono benedire, ma tenere la Chiesa tedesca unita a quella di Roma: 250 miliardi contro 4 miliardi.
