La Texas Tech University vieta l’insegnamento e la ricerca su argomenti LGBTQ+

La Texas Tech ha oltre 42.000 studenti iscritti. Molti docenti hanno definito simile decisione "sconvolgente".

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Il Texas che da 30 anni vota repubblicano ha colpito ancora.

La Texas Tech University ha infatti implementato una nuova e politica che vieta sia in aula che nei compiti degli studenti qualsiasi discussione su tematiche LGBTQ+.

Adottata il 9 aprile, questa nuova politica è stata illustrata in una circolare universitaria, come riportato dal Texas Tribune e da The Advocate. La circolare del rettore Brandon Creighton delinea i piani scolastici per eliminare gradualmente tutti i programmi accademici relativi all’orientamento sessuale e all’identità di genere entro il 15 giugno, e impone alle cinque università del sistema di bloccare le ammissioni e impedire agli studenti di iscriversi ai corsi di laurea previsti dai programmi eliminati. Gli studenti già iscritti potranno comunque completare il proprio percorso di studi.

Texas Tech University, divieto totale agli argomenti LGBTQIA+

La nuova politica include una norma sui materiali alternativi, che impone ai docenti di sostituire i materiali didattici incentrati su genere e sessualità con altri che non li trattino. Ciò include un “divieto assoluto” per i corsi di base del corso di laurea triennale e poche eccezioni accademiche per i corsi di livello superiore e di laurea magistrale. Il documento afferma che i docenti dovranno riconoscere solo “due sessi umani” e non insegnare l’identità di genere come uno spettro o come fatti oggettivi.

Gli studenti non potranno conseguire lauree o certificati incentrati su genere e sessualità come campo di studio e non potranno svolgere ricerche nell’ambito dei loro studi accademici che si concentrino su argomenti LGBTQ+. Attualmente la Texas Tech offre un corso di laurea breve e un certificato in studi di genere e femminili, che saranno inevitabilmente interessati dalla nuova circolare, che prevede alcune eccezioni di tipo politico. Ad esempio quando genere e sessualità vengono raccolti come dati esterni, o quando genere e sessualità sono “inscindibilmente legati” alla storia o alle politiche pubbliche nei corsi di livello avanzato. Tuttavia, la circolare consente solo di trattare questi argomenti con parsimonia e non di “avallarli come fatti biologici”. La nuova politica prende di mira in particolar modo le discussioni sull’identità transgender. “L’insegnamento non deve avallare l’identità di genere fluida come una realtà biologica empirica che prevale sul requisito dei due sessi”, si legge nella circolare. “Né i programmi possono obbligare gli studenti ad affermare personalmente un’ideologia di genere”.

La Texas Tech ha oltre 42.000 studenti iscritti.

Le reazioni alla decisione della Texas Tech

Il promemoria è stato emesso dal rettore della Texas Tech, Brandon Creighton, che da ex senatore repubblicano dello stato aveva promosso il divieto statale di diversità, equità e inclusione nell’istruzione superiore, come riportato da Erin Reed. Non pochi studenti e docenti della Texas Tech, intervistati dal Texas Tribune, hanno definito simile decisione “sconvolgente“, perché andrà a colpire sia la vita accademica che quotidiana del campus.

Cailyn Green, studentessa del terzo anno di Scienze dello sviluppo umano, ha dichiarato al Texas Tribune che la decisione dell’università impedisce agli studenti di accedere a “un’istruzione onesta”.

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Jen Shelton, professoressa associata di inglese che insegna alla Texas Tech da 25 anni, ha dichiarato che l’ufficio del rettore aveva ripetutamente assicurato ai docenti che la loro ricerca non sarebbe stata influenzata. Ha definito questa decisione come un “tradimento”. “La buona notizia è che credo che l’intera università sia stata tradita. Penso che nemmeno il rettore si aspettasse una situazione del genere, perché sono stati proprio i membri del suo ufficio a dirci: “Non preoccupatevi, andrà tutto bene””.

Paul Ingram, professore associato di scienze psicologiche alla Texas Tech, ha confessato che molti studenti lo avevano chiamato, dicendo di essersi pentiti di aver scelto la Texas Tech.

Antonio Ingram, avvocato senior del NAACP Legal Defense Fund, ha precisato come la circolare sembri prendere di mira le prospettive relative all’identità di genere e all’orientamento sessuale per ragioni politiche, non accademiche, sollevando seri dubbi di costituzionalità poiché le università pubbliche non possono discriminare in base ad un punto di vista.

Travolto dalle polemiche, il Rettore Creighton ha affermato che lui e il consiglio di amministrazione sono “impegnati a garantire che i nostri programmi accademici siano rigorosi, pertinenti e producano titoli di studio di valore”. “Questo impegno è accompagnato dal nostro incrollabile sostegno al Primo Emendamento e al libero scambio di idee che caratterizza un’università pubblica. La Texas Tech continuerà a essere un punto di riferimento a livello nazionale su entrambi i fronti”.

Texas, il laboratorio omobitransfobico di Greg Abbott

Solo nell’ultimo anno e mezzo il Texas a fortissima trazione repubblicana ha fatto di tutto per limitare i diritti LGBTQ+. A inizio 2025 il governatore Greg Abbott ha firmato una legge che vieta alle persone transgender di utilizzare i bagni delle strutture statali che siano in linea con la loro identità di genere. Pochi mesi dopo un professore è stato licenziato e il presidente della Texas A&M University si è dimesso a causa delle polemiche sui materiali didattici con tematiche LGBTQ+.

Come in Florida anche in Texas sono inoltre partiti gli arresti di massa per coloro che pacificamente si oppongono alla cancellazione delle strisce pedonali rainbow, mentre  Arlington è diventata la prima città negli USA a revocare le tutele antidiscriminazione LGBTQ+. La Corte Suprema del Texas ha stabilito che i giudici statali possono rifiutarsi di celebrare matrimoni, compresi quelli tra persone dello stesso sesso, sulla base di un credo religioso, mentre un giudice ha autorizzato la discriminazione sul posto di lavoro per le persone LGBTQIA+ e sono state vietate per legge le associazioni studentesche LGBTQIA+, perché “sessualizzano” i bambini. La Corte d’Appello ha dato il suo via libera all’ambiguo divieto per gli spettacoli drag, con una giudice del Texas che si è rifiutata di celebrare i matrimoni egualitari e ha fatto causa alla Corte Suprema perché a suo dire la sentenza Obergefell “è incostituzionale”.

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