È durato poche ore un cartello rainbow contro l’omobitransfobia installato a Firenze, unico nel suo genere in Toscana, grazie alla collaborazione tra Rete Lenford-Avvocatura per i diritti LGBTI+ e il Quartiere 5.
Dei vandali l’hanno infatti imbrattato disegnandoci sopra una svastica, in pieno giorno e ancor prima della sua inaugurazione, in un parco pubblico e in piena libertà, come se fosse una cosa normale.
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A denunciare l’accaduto l’attivista Matteo Mammini, avvocato e referente di Rete Lenford in Toscana, nonché co-fondatore dell’associazione Anemone. Seppur vandalizzato, il cartello di Stop all’omobitransfobia è stato comunque inaugurato. “Perché è proprio quando questi simboli vengono colpiti che bisogna esserci ancora di più“, ha scritto Mammini su Istagram. “Perché la violenza non inizia dalle aggressioni fisiche. Inizia dai gesti “piccoli”. Dalle scritte. Dall’odio normalizzato. Dall’indifferenza. E lentamente passa dalle cose alle persone“.
Anche per questo motivo il 18 giugno Amnesty International Firenze, Arcigay Firenze, CAD Altresponde, Choreos, Famiglie Arcobaleno e La Tenda di Gionata, torneranno sotto quel cartello. “Per dire che Firenze non può voltarsi dall’altra parte“, ha precisato Mammini. “Il Presidente del Quartiere 5, Filippo Ferraro, e Alberto Argentile, unica rappresentanza delle istituzioni, hanno espresso rabbia e delusione ma andranno avanti con noi. Serve di più. Serve che le istituzioni prendano sul serio questi atti. Contrastare l’odio significa anche esserci pubblicamente, fisicamente, politicamente. Sarebbe stato importante vedere presente anche la Sindaca Sara Funaro, come massima carica cittadina. E sarebbe importante averla con noi alla prossima occasione, come segnale concreto di sostegno verso la comunità LGBTQIA+ e verso tutte le persone che subiscono discriminazioni e violenza. Perché ci sono momenti in cui la presenza istituzionale non è simbolica: è una presa di posizione. Non è solo un cartello. È la vita di persone LGBTQIA+ che a Firenze vivono, lavorano, amano, crescono figli e… votano“.
Le istituzioni chiamate a gran voce da Mammini si sono poi mosse. Eugenio Giani, dal 2020 presidente della Regione Toscana, ha sottolineato su Facebook come “imbrattare un cartello contro l’omofobia appena installato a Firenze” significhi “avere paura di un messaggio semplice: il rispetto delle persone. Ma Firenze e la Toscana non si fanno intimidire da chi semina odio o intolleranza. Quel cartello rappresenta una comunità che sceglie l’inclusione, la libertà e la dignità di ogni persona, senza distinzioni“.
La sindaca Sara Funaro, via X, ha aggiunto: “Una svastica sopra un cartello che parla di diritti e libertà. Non è vandalismo qualsiasi. È un gesto che prova a riportare odio e intimidazione dove una comunità prova a costruire inclusione e convivenza. La risposta non può essere il silenzio ma continuare, ancora più convintamente, a stare dalla parte della dignità delle persone. Firenze non arretra di un passo“.
La svastica di Firenze segue la notizia di 13 minorenni denunciati per pedopornografia, apologia fascista e omofobia, a Siena, con chat di odio contro le persone LGBTQIA+.
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