Il Belluno Pride 2026 tornerà sabato 13 giugno nelle strade della città veneta. L’appuntamento, annunciato dal comitato organizzatore, sarà una nuova giornata di visibilità, rivendicazione e presenza pubblica per la comunità LGBTQIA+ del territorio, con l’obiettivo di “dare voce ai diritti e ai desideri della nostra comunità”.
Il corteo viene presentato come uno spazio collettivo di incontro, dialogo e mobilitazione: non solo una festa, ma anche un momento politico per attraversare e occupare gli spazi pubblici, in una provincia dove la visibilità queer continua a confrontarsi con isolamento, marginalità e scarsità di servizi.
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Belluno Pride, il manifesto 2026: “No war, no kings”

Il manifesto politico del Belluno Pride 2026 ruota attorno al claim internazionale “No war, no kings. Our bodies, our revolution!”, ovvero “Nessuna guerra, nessun sovrano. I nostri corpi, la nostra rivoluzione!”.
Alla base del documento c’è una lettura fortemente transfemminista e intersezionale del presente. Il Pride, scrivono lə organizzatorə, “è stato costruito totalmente dal basso, da una comunità che fatica ad esistere e ad essere vista”. Una comunità composta da soggettività queer, trans, lesbiche, persone neurodivergenti, persone con disabilità e corpi marginalizzati, che rivendicano il diritto a esistere anche in una città che, si legge nel manifesto, “fatica solamente a nominarle”.
Il documento respinge un sistema definito fondato su profitto, patriarcato, controllo e gerarchie tra corpi, specie e vite. Il Belluno Pride 2026 si presenta così come una manifestazione di rottura, ma anche di ricostruzione di legami e pratiche di cura.
“La nostra è una rivoluzione frocia, non è uno slogan, non è una moda, non è un trend”, si legge nel manifesto. Una rivoluzione intesa come pratica quotidiana, capace di mettere in discussione norme imposte, ruoli prestabiliti e disuguaglianze strutturali. “Il personale è politico. Il locale è globale”, afferma ancora il documento, collegando le lotte del territorio bellunese alle battaglie globali contro guerra, patriarcato, sfruttamento e autoritarismo.
La precedente edizione: l’Euforia Pride del 2025
La precedente edizione del Belluno Pride si è svolta sabato 27 settembre 2025 con il nome di Euforia Pride, terza edizione della manifestazione in città. Il corteo era partito dal Piazzale della Stazione di Belluno con interventi distribuiti in tre luoghi simbolici: Stazione, Piazza Duomo e Piazza dei Martiri.
Il cambio di data rispetto al mese di giugno era stato spiegato dal comitato come una scelta legata all’accessibilità, anche alla luce delle alte temperature e degli effetti del cambiamento climatico. “Il caldo intenso rende difficile o impossibile la partecipazione a molte persone con disabilità, con malattie croniche o fragilità fisiche, neurodivergenti, bambin o anzian e noi vogliamo garantire la possibilità di partecipare a più persone possibile”, aveva scritto il Belluno Pride.
Al centro del manifesto 2025 c’era il concetto di euforia come diritto alla serenità, alla felicità e alla possibilità di sentirsi “nel giusto posto e nel giusto corpo”. Anche in quell’occasione il percorso politico era stato costruito dal basso, attraverso assemblee, confronto con associazioni e adesioni al manifesto, senza richiesta di patrocini istituzionali. Madrine dell’edizione erano state Vladimir Luxuria e Roberta Parigiani.
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Corpi, salute e autodeterminazione
Tra i temi centrali del Belluno Pride 2026 c’è la rivendicazione dei corpi. “I nostri corpi non sono un campo di battaglia né uno spazio da disciplinare”, scrive il comitato, rivendicando autodeterminazione su generi, desideri, transizioni, scelte riproduttive e non riproduttive.
Ampio spazio viene dedicato anche alla salute pubblica, alla medicina di genere e all’accessibilità. Il manifesto denuncia un sistema sanitario “lento, sottofinanziato e non al passo con i bisogni reali”, insieme alla difficoltà di accesso ai servizi nelle aree periferiche e montane. La richiesta è una sanità pubblica capace di riconoscere tutte le soggettività, garantire accesso reale ai percorsi di cura e mettere al centro la persona, “non la norma”.
Belluno, marginalità e provincia
Il Belluno Pride lega la propria piattaforma politica anche alle condizioni materiali della provincia. Nel manifesto si denuncia un territorio che “troppo spesso espelle invece di accogliere”, segnato da assenza di politiche abitative, emigrazione giovanile, insufficienza di servizi pubblici accessibili e abbandono delle fragilità sociali, economiche e psicologiche.
“Vogliamo una provincia viva, accessibile, abitabile”, scrive il comitato, sottolineando anche l’impegno nella Commissione Pari Opportunità di Pieve di Cadore, in un’ottica di connessione con le aree montane più isolate.
Famiglie arcobaleno, consenso e diritti
Il manifesto chiede matrimonio egualitario, adozioni per tuttə, accesso alla PMA per donne single e coppie di donne, depenalizzazione della GPA e una legge che riconosca tuttə lə figliə alla nascita, indipendentemente dal genere dei genitori.
Centrale anche il tema dell’educazione sessuo-affettiva e al consenso, definita uno strumento necessario contro stigma, violenza, disinformazione e cultura dello stupro. “Vogliamo sostituire la cultura dello stupro con una cultura del consenso: libero, esplicito, informato, revocabile”, afferma il manifesto.
Un Pride contro guerra, pinkwashing e autoritarismo
Il Belluno Pride 2026 prende posizione anche sul contesto internazionale, dichiarando che “non c’è liberazione frocia senza liberazione palestinese” e rifiutando ogni strumentalizzazione delle lotte LGBTQIA+ a fini di propaganda. Nel documento si legge: “Siamo qui per dire: non nel nostro nome”.
Il corteo del 13 giugno si annuncia quindi come una manifestazione politica, transfemminista, intersezionale e radicale. Una giornata per ballare, cantare e fare rumore, ma soprattutto per riaffermare una presenza collettiva: “Siamo qui. Siamo queer. Siamo corpi liberi. Siamo rivoluzione”.
Belluno Pride 2026: come restare aggiornatə
Il Belluno Pride 2026 si prepara a tornare in città come spazio di visibilità, autodeterminazione e rivendicazione collettiva. Una giornata per attraversare le strade di Belluno con orgoglio, cura e presenza politica, riaffermando il diritto di ogni persona a esistere liberamente.
Per seguire tutte le novità sul corteo, sul percorso e sulle iniziative di avvicinamento al Pride, è possibile consultare i canali ufficiali della manifestazione, dove il comitato pubblicherà aggiornamenti e comunicazioni (FB – IG).
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