La comunità LGBTIQ+ italiana e l’intero Paese piangono in queste ore la scomparsa di un grande intellettuale, Ivan Teobaldelli (1949-2025).
Ivan Teobaldelli è stato giornalista e scrittore, e immensa figura di riferimento per la comunità LGBTIQ+. Nel 1982 ha fondato con Felix Cossolo Babilonia, primo mensile italiano dedicato alla cultura omosessuale, che ha diretto fino al 1995. Ha pubblicato il romanzo Esercizi di castità (1993) per Einaudi e il saggio La biblioteca segreta (1997), esplorando la rappresentazione dell’amore omosessuale nella letteratura.

Attivo anche nel mondo dell’arte e dello spettacolo, ha diretto la galleria Il Pozzo di Città di Castello, curato la rassegna Cinema sotto le stelle e scritto opere teatrali per la rievocazione storica della Donazione della Santa Spina. Dal 2007 ha promosso l’arte contemporanea con la rassegna Wunderkammer. Nell’ambito del Festival delle Nazioni, ha curato spettacoli che univano teatro e musica.
Dal 2001 ha collaborato con il mensile L’Altrapagina, firmando reportage e critiche d’arte. Ha vissuto a Città di Castello, che gli sta rendendo omaggio in queste ore, lasciando un segno nella cultura italiana attraverso il suo impegno per i diritti LGBTIQ+ e la valorizzazione delle arti. La sua biografia su Wikipedia qui.
Felix Cossolo ricorda Ivan Teobaldelli

Avevo 21 anni, nel 1977, ero iscritto alla facoltà di Scienze Politiche di Bari, decisi comunque di partire per il servizio militare come bersagliere.
Frequentavo e militavo nel FUORI!, federato al Partito Radicale. Quando mi davano una licenza, spesso al posto di rientrare in famiglia a Bari, preferivo spostarmi a Milano. Conobbi Ivan Teobaldelli e tutto il gruppo dei COM (Collettivi Omosessuali Milanesi), la casa occupata di via Morigi, il centro autogestito Macondo.
Ivan abitava in via Zamenhof, zona ticinese. Mi ospitava, cenavamo assieme e nacque una bella amicizia. Lo ammiravo come attivista e intellettuale. Aveva già pubblicato per le Edizioni Ottaviano il libro NEL GHETTO, Frammenti di omosessualità (1978).
Lo invitai a creare una piccola redazione milanese di Lambda, il bollettino mensile di cui ero direttore ed editore, dopo la rottura con Angelo Pezzana e le sue dimissioni.
Coinvolgemmo nella redazione anche Mario Mieli, Corrado Levi, Pier Vittorio Tondelli…
Nel 1978 Ivan partecipò al gay camp internazionale in Grecia e ai successivi di Capo Rizzuto in Calabria e Ortona in Abruzzo. In quegli anni ero operaio Fiat alla Mirafiori. Decisi di licenziarmi per traferirmi direttamente a Milano. Proposi a Ivan di fare altrettanto, lui si mise in aspettativa e con la mia liquidazione finanziammo il n. 0 di Babilonia. Lo curammo sul pavimento di casa sua e lo presentammo al campeggio gay di Vieste sul Gargano, nel 1982.
Nella redazione di Babilonia io e Ivan eravamo complementari. Lui si occupava delle pagine culturali, io dell’organizzazione redazionale (contabilità, feste, campeggi, guide gay, gala anti-Aids e reperimento fondi…).
Quando le tv ci ospitavano, era lui che interveniva. Molto colto, ironico, divertente, arguto, a volte pungente, esilarante, io timido e sempre in seconda fila. Pubblicammo assieme il libro CERCANDO IL PARADISO PERDUTO (edito da Gamma libri, 1981) sull’esperienza dei campeggi gay e sulla vita comunitaria.
Nel 1987 aprii la libreria Babele, a Milano, la prima in Italia, rivolta alla comunità omosessuale, lui continuò per alcuni anni a dirigere Babilonia. Nel 1995 ritornò nel suo paese natio, a Città di Castello, in Umbria , dove diresse una galleria d’arte, pubblicò alcuni saggi, organizzò delle rassegne cinematografiche.
Eravamo in contatto sui social. Ci rivedemmo dopo tanti anni nel 2016 a Firenze, intervenne alla presentazione del mio libro 40 ANNI IN MOVIMENTO e mi pregò di accompagnarlo a Brescia a visitare in ospedale il nostro amico comune, il fotografo Tony Patrioli (deceduto nel 2017).
Lo rividi per l’ultima volta a Milano nell’aprile 2022 in occasione del primo LGBT+ History Month dove il CIG organizzò la mostra MILANO E 50 ANNI DI MOVIMENTO LGBT*.Buon viaggio Ivan.
