Mario Mieli

Mario Mieli, nato a Milano il 21 maggio 1952 e deceduto nella stessa città il 12 marzo 1983, è stato un influente attivista e scrittore, noto per essere uno dei fondatori del movimento omosessuale italiano e per il suo approccio teorico rivoluzionario nel campo dell’attivismo LGBTIQ+. Premi su “leggi tutto” per proseguire nell’approfondimento sulla biografia e carriera di Mario Mieli

Biografia e carriera di Mario Mieli

Mario Mieli nacque a Milano il 21 maggio 1952. Durante i suoi anni di formazione, sviluppò un forte interesse per il marxismo rivoluzionario e per le teorie critiche, che avrebbero influenzato profondamente il suo impegno nell’attivismo omosessuale. Frequentò l’Università di Milano, dove approfondì gli studi in filosofia e teoria sociale, immergendosi nei dibattiti intellettuali dell’epoca che spesso sfidavano le norme convenzionali di genere e sessualità.

Nei primi anni ’70, Mieli emerse come una figura chiave nella lotta per i diritti omosessuali in Italia. Fu tra i fondatori, insieme ad Angelo Pezzana ed altr* attivist*, del “Fuori!“, il primo movimento omosessuale italiano, nel 1971. Questo gruppo si proponeva di combattere la discriminazione e di promuovere i diritti degli omosessuali, operando in un contesto sociale e politico che spesso marginalizzava queste tematiche.

Mario Mieli si distinse rapidamente per i suoi contributi teorici all’interno del movimento. Criticava aspramente le teorie psicanalitiche tradizionali che patologizzavano l’omosessualità, sostenendo invece che la società e le strutture familiari reprimevano le forme naturali e polimorfe della sessualità infantile portando all’imposizione di rigidi ruoli di genere. La sua opera più nota, “Elementi di critica omosessuale“, esplora queste idee, proponendo una visione della sessualità umana libera da costrizioni normative.

La sua teoria sosteneva che tutti gli esseri umani nascono con una disposizione erotica indifferenziata, potenzialmente omosessuale, bisessuale e transessuale, ma che la socializzazione nelle società moderne spesso castra queste tendenze, forzando le persone in orientamenti eterosessuali e identità di genere rigidi e non naturali.

Dopo l’elaborazione di queste teorie, decise di distaccarsi da “Fuori!” nel 1974, a seguito della decisione del gruppo di federarsi con il Partito Radicale, che Mieli vedeva come una svolta troppo riformista e non abbastanza radicale.

Dopo aver lasciato “Fuori!”, Mieli fondò i Collettivi Omosessuali Milanesi, con l’obiettivo di promuovere un attivismo più radicale e liberatorio. Attraverso questi collettivi, continuò a esplorare e a dibattere questioni legate alla sessualità, al genere e ai diritti civili, influenzando significativamente la direzione del movimento LGBTIQ+ in Italia.

Nonostante l’importante contributo teorico e attivista, Mieli rimase una figura controversa, soprattutto per alcune delle sue posizioni estreme e per la sua vita personale segnata da eccessi. Le sue opinioni su temi come la pederastia e la coprofagia provocarono dibattiti e critiche anche all’interno del movimento omosessuale.

Mario Mieli morì per suicidio il 12 marzo 1983, a soli 30 anni. La sua morte prematura lasciò un segno profondo nel movimento omosessuale italiano e internazionale. In suo onore, il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli fu fondato a Roma nello stesso anno della sua morte, continuando il suo lavoro di lotta per i diritti LGBTQ+ e di promozione della cultura omosessuale.

“Elementi di Critica Omosessuale”: uno dei testi più importanti di Mario Mieli

Elementi di Critica Omosessuale“, opera fondamentale di Mario Mieli, emerge come un saggio pionieristico nella teoria di genere e nell’attivismo LGBTQ+ in Italia. Pubblicato per la prima volta nel 1977 da Giulio Einaudi Editore e successivamente da Feltrinelli nel 2002, il testo ha ricevuto attenzione internazionale, essendo tradotto in inglese e spagnolo. La sua rilevanza perdura, come dimostra la riedizione del 2017.

Il libro si sviluppa dalla tesi di laurea in filosofia morale di Mieli e si articola in un’analisi profonda e radicale delle dinamiche socio-culturali che influenzano la percezione dell’omosessualità. Il testo è diviso in sezioni che affrontano temi dalla universalità del desiderio omosessuale alla critica delle normative sessuali e di genere prevalenti, culminando in una visione utopica di un “gaio comunismo“.

Elementi di critica omosessuale è diviso in diverse sezioni che affrontano temi quali il polimorfismo perverso, la critica dell’eterosessualità normativa, e la rappresentazione sociale dell’omosessualità. Mieli sfida le teorie psicanalitiche convenzionali sull’omosessualità, sostenendo invece che ogni persona nasce con una disposizione erotica polimorfa e “indifferenziata”, che viene repressa dalla socializzazione verso un modello di eterosessualità come “normalità”.

L’approccio di Mieli è notevolmente influenzato dalle teorie di Herbert Marcuse e di altri filosofi che hanno tentato di unire marxismo e psicoanalisi. Attraverso questo filtro, Mieli interpreta la repressione sessuale come una componente della repressione più ampia operata dal capitalismo e dalla società borghese. L’opera di Mieli è stata anche fonte di controversie, soprattutto per le sue discussioni su temi come la pedofilia e la coprofagia.

Nonostante le sue parti controverse, l’opera ha avuto un impatto significativo sia dentro che fuori dal movimento LGBTQ+. Elementi di critica omosessuale ha spinto al dibattito e alla riflessione critica sulla natura della sessualità e del genere, ed è considerato un testo pionieristico nel campo degli studi di genere in Italia.

“Gli Anni Amari”: il film su Mario Mieli

gli anni amari, mario mieli

Il film “Gli Anni Amari“, diretto da Andrea Adriatico, è un ritratto cinematografico della vita di Mario Mieli. Uscito nel 2019, il film esplora vari aspetti della vita di Mieli, inclusi il suo attivismo, le lotte personali e i suoi contributi intellettuali alla teoria di genere.

“Gli Anni Amari” illustra il percorso di Mieli dalla sua partecipazione alla fondazione del movimento “Fuori!”, attraverso le sue turbolente relazioni personali, fino al suo tragico epilogo. Il film è notevole per il suo tentativo di catturare sia gli aspetti pubblici sia quelli privati della vita di Mieli, mostrando il suo impatto sul paesaggio culturale e politico dell’Italia in un periodo di significativo cambiamento sociale.

La sceneggiatura, co-scritta da Andrea Adriatico, Grazia Verasani e Stefano Casi, mira a rappresentare la vita del protagonista sullo sfondo dell’epoca in cui visse. Il ruolo di Mario Mieli è interpretato da Nicola Di Benedetto nel suo debutto cinematografico, con altri membri del cast che includono Sandra Ceccarelli e Antonio Catania nei ruoli dei genitori di Mieli, e Tobia De Angelis che interpreta il suo ultimo amante, Umberto.

Prodotto da Saverio Peschechera e co-prodotto da Rai Cinema, il film è stato supportato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) e da varie commissioni cinematografiche regionali. È stato presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma come film di pre-apertura, sottolineando la sua rilevanza culturale.

“Gli Anni Amari” non solo rievoca la vita di una figura chiave nella lotta per i diritti LGBTIQ+ in Italia, ma serve anche come promemoria della continua lotta che la comunità LGBTIQ+ deve affrontare. Il film è stato descritto come un “una seducente chiamata alle armi per le generazioni future e una chicca del cinema LGBTIQ+“.

Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli: Storia e Attività

Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli è un’organizzazione italiana fondata a Roma nel 1983, subito dopo la tragica morte di Mario Mieli. La creazione del circolo fu motivata dal desiderio di continuare l’opera di Mieli, promuovendo la cultura e i diritti delle persone LGBTQIA+ attraverso un’ampia gamma di attività. La fondazione coincise con un periodo di crescente attivismo sociale e politico per i diritti LGBTQIA+ in Italia, segnato da una maggiore visibilità e da una lotta contro l’omofobia e la transfobia.

Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli si pone come obiettivi la difesa e la promozione dei diritti civili delle persone LGBTQIA+, l’educazione contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, e il supporto alla comunità attraverso servizi di consulenza e attività culturali. L’organizzazione lotta attivamente contro il pregiudizio, lavorando per un cambiamento culturale che riconosca e celebri comunità LGBTIQ+.

Le attività del Circolo sono estremamente variegate e includono l’organizzazione di eventi culturali come mostre, conferenze, dibattiti, e la partecipazione a festival e parate, come il Roma Pride, di cui è stato organizzatore sin dal suo inizio. Il circolo offre anche servizi diretti alla comunità, tra cui consulenza legale e psicologica, supporto per persone sieropositive, e programmi di sensibilizzazione sull’HIV e altre malattie sessualmente trasmissibili.

Una parte significativa del lavoro del Circolo è dedicata alla sensibilizzazione e all’educazione, con programmi nelle scuole e nelle aziende per promuovere la comprensione e il rispetto per la diversità sessuale e di genere. Queste attività sono fondamentali per prevenire il bullismo e la discriminazione e per costruire una società dove le differenze convivano al meglio.

Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli è riconosciuto a livello nazionale e internazionale per il suo lavoro e collabora con numerose altre organizzazioni sia italiane che internazionali. È membro di reti come l’EPOA (European Pride Organizers Association) e InterPride, che coordinano gli sforzi internazionali nel sostegno alle parate dell’orgoglio e agli eventi correlati.

Dal 2017, il circolo assegna anche il Premio Mario Mieli a produzioni teatrali e artistiche che esplorano o celebrano temi LGBTIQ+. Questo premio riconosce e supporta artisti che contribuiscono alla visibilità e alla comprensione delle questioni LGBTQIA+ attraverso la loro opera.

Il Circolo ospita anche il Centro di Documentazione Marco Sanna, che conserva una vasta collezione di materiali storici relativi al movimento LGBTQIA+ in Italia, a partire dagli anni ’70. Questo centro è essenziale per la conservazione della memoria storica e offre risorse preziose per ricercatori e studenti.

Dal 1989, il circolo ha inoltre offerto servizi di assistenza domiciliare per persone con AIDS, mostrando un impegno pionieristico nel trattamento e nel supporto agli individui affetti da questa malattia in un’epoca di grande stigma sociale.