Roma, aggressione omofoba in discoteca: emorragia interna, naso rotto e trauma cranico

Non c'è mai fine alla violenza contro la comunità LGBT.

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A rioma un'altra aggressione omofoba ai danni di un 14enne
2 min. di lettura

Un’emorragia interna a causa della quale ha iniziato a vomitare sangue. Naso rotto. Trauma cranico. Occhiali distrutti. Lo hanno lasciato lì, privo di sensi, davanti la discoteca. E’ quanto capitato a Francesco, a Roma. Doveva essere una serata tranquilla, passata a ballare in una nota discoteca. Ma 4 omofobi hanno voluto divertirsi in un altro modo. Hanno preferito regalarci una nuova aggressione omofoba. A raccontare la storia è un amico di Francesco, Michele, il quale ha pubblicato la foto del ragazzo una volta giunto in ospedale, a seguito delle prime medicazioni.

Ma torniamo all’inizio della serata, per spiegare la dinamica dell’aggressione omofoba. L’aggressione numero 84. Il fatto è accaduto ieri sera, quando Francesco e un amico erano andati in discoteca per divertirsi. Mentre i due ballavano, 4 ragazzi hanno iniziato a infastidirlo. Può succedere, basta ignorarli. E così hanno fatto. Ma i quattro tornano più tardi, mentre Francesco insieme ad altri era fuori a fumare una sigaretta.

Ma una così bella ragazza la saluti con un bacio sulla guancia? Sei proprio froc*o.

Questo quello che uno dei quattro ragazzi gli dice, solo per aver salutato un’amica con un bacio sulla guancia. Subito dopo, senza provocazione, il gruppo di omofobi iniziano a picchiarlo. Uno contro quattro.

Gli hanno rotto gli occhiali, gli hanno spaccato il naso e causato un trauma cranico e un’emorragia interna vomitando sangue.

Una volta finito, sono scappati, e lo hanno lasciato lì, svenuto. Il buttafuori, presente, non ha fatto nulla se non avvertire Francesco che quei 4 criminali erano ancora nelle vicinanze:

Ragazzi state dentro perché quelli stanno ancora fuori e la polizia li sta lasciando andare.

Lo sfogo di Michele dopo l’ennesima aggressione omofoba

Michele, nel suo post di Facebook, esprime tutta la rabbia per questa nuova aggressione. Ma non solo per questo. Si ripete la frase “Li sta lasciando a dare”. E’ quella pronunciata dal buttafuori, riguardo i quattro omofobi. Se ne potevano andare, tranquilli, magari orgogliosi di aver picchiato un fr*cio.

Quando avremo giustizia seria? Perché se ne sentono ogni giorno. Ti picchiano perché sei gay. Ti picchiano perché sei diverso. Ti picchiano perché? Hanno paura? È uno schifo vedere un ragazzo, un amico, ridotto così. Sentirlo piangere al telefono perché non è riuscito a fare nulla.

Il mio amico è finito in ospedale, vomita sangue e loro sono andati a casa. E quindi cosa dobbiamo fare? Cosa possiamo fare se non parlarne e parlarne e continuare a lottare facendo girare ste notizie con la speranza che non succeda più? Io prego chi si trova davanti una situazione del genere. Difendete la vittima. So che potrebbe essere difficile, spaventoso “ma perché devo prendermi le botte per uno sconosciuto?” Ve lo dico io perché: perché potreste essere voi quelle vittime. Potreste avere bisogno di aiuto senza riceverlo. Come successe a me anni fa, circondato da persone che guardavano e basta. E inoltre dobbiamo essere più forti delle provocazioni e lasciare sti cogli*ni nella propria ignoranza perché non vedono l’ora di litigare.

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bacibaci 19.12.19 - 17:18

1) Ma una legge contro l'omofobia perché nelle scuole si educhi ad essere rispettosi quando la facciamo? 2) E i gay che votano i destronzi quando andranno da Salvini e Meloni a dire che pure loro devono votare una legge contro l'omofobia e non mettersi di traverso dicendo che si vuole portare il gender nelle scuole! 3)Se noi non entriamo oggi nelle scuole a fare prevenzione , col tempo, la situazione sarà ancora più pericolosa.

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