Domenica 10 maggio 2026, alle ore 20.30 presso la chiesa di san Giuseppe di via Bonomelli 4, a Como, si terrà una veglia di preghiera “per il superamento dell’omofobia, della bifobia e della transfobia“.
Ad annunciarlo è stata l’ufficio per la pastorale della famiglia della diocesi di Como. Sette giorni dopo, il 17 maggio, si celebra la Giornata Internazionale contro l’omobitransfobia.
La Veglia, si legge nell’annuncio, dà attuazione alla proposta approvata dal Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia: «che la CEI sostenga con la preghiera e la riflessione le “giornate” promosse dalla società civile per contrastare ogni forma di violenza e manifestare prossimità verso chi è ferito e discriminato (Giornate contro la violenza e discriminazione di genere, la pedofilia, il bullismo, il femminicidio, l’omofobia e transfobia, etc.)».
“Condividiamo il dolore di chi è stato ferito, invochiamo la liberazione da pregiudizi e violenze, alimentiamo la speranza per costruire fraternità“, conclude la Diocesi, citando la Bibbia e il profeta Isaia (“Non temere, perché ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome”).
Nell’ultimo anno e mezzo la Diocesi di Como ha dato vita ad una “pastorale con le persone LGBT“, per vivere “un percorso di studio, riflessione e incontri affinché la Chiesa sia davvero una casa per tutti“. In tal senso è stata ideata una mail ad hoc, [email protected], per “chiunque desideri contribuire a questo percorso a condividere esperienze, domande, bisogni, proposte“. A fine 2024 il primo incontro con i “genitori cristiani di persone LGBT” dal titolo Dono del Signore sono i figli, a cui sono seguiti i consigli di film come Close, Nata per Te e Tuo Simon, il pellegrinaggio giubilare dell’associazione La Tenda di Gionata e di altre associazioni di cristiani LGBT+, dei loro genitori e degli operatori pastorali, e l’incontro di fine novembre dal titolo Come lui accoglie noi, “aperto a chiunque condivida il desiderio che le nostre comunità siano una casa per tutti“.
Polemiche immediate dal mondo ultracattolico con La Nuova Bussola Quotidiana che ha denunciato l’ennesima “veglia di preghiera per la cosiddetta omofobia promossa da una Diocesi“, da tenere addirittura di domenica, “giorno dedicato al Signore”. “Vista la diffusione di queste veglie in diverse diocesi promosse dalla Cei, occorre che qualcuno in alto, ossia in Vaticano, si decida ad intervenire. Il problema però sta che anche al di là delle mura Leonine la sensibilità pro LGBT è molto spiccata“.

