25 anni dopo la primissima volta, Verona è scesa in strada per un Pride anomalo, statico, ma pur sempre colorato e partecipato, mantenendo le distanze di sicurezza causa Covid-19. Tra i partecipanti anche Alessandro Zan, deputato Pd nonché relatore della legge contro l’omotransfobia e la misoginia che il 27 luglio approderà alla Camera dei Deputati.
Questa è la piazza dei giovani, la piazza dei diritti, dell’amore, dell’inclusione, mentre le loro piazze sono le piazze dell’odio, dell’esclusione, della violenza. Voi siete il futuro, il futuro bello di questo Paese. Ecco perché abbiamo il bisogno di fare delle leggi inclusive e contro ogni discriminazione. Ed è vergognoso che in questa città, la città dell’amore, ci sia un’amministrazione così becera che dopo 25 anni fa ancora mozioni che discriminano le persone, sulla base di ciò che sono, di chi amano, è inaccettabile.
Chiaro il riferimento di Zan all’incredibile mozione approvata due settimane or sono in consiglio comunale contro la legge sull’omotransfobia e la misoginia, con prima firma contraria del consigliere Andrea Bacciga, vicino all’ultradestra. “Caro Federico Sboarina“, ha continuato il deputato riferendosi al sindaco. “Verona non è una città solo tua o degli odiatori come te, ma è una città soprattutto di questa piazza, delle cittadine e dei cittadini, che non accettano che un’amministrazione divida le persone e classifichi le persone di serie A contro le persone di serie B“.
Nessun cittadino sarà uguale fintanto ci sarà omotransfobia e misoginia in questo Paese. Ecco perché quelli che dicono che la legge sarebbe liberticida, che limita la libertà di pensiero, hanno appositamente voluto spostare il focus raccontando una fake news. Lo dicono perché vogliono continuare ad odiare, discriminare, ad essere omofobe nei confronti di persone che oggi hanno meno diritti degli altri. E’ ancora più vigliacco nascondersi dietro un principio di libertà di espressione, quando la vera intenzione di questi omofobi nostrani è quella di continuare a discriminare e a pronunciare discorsi di odio. Ecco perché una legge contro l’omotransfobia in questo Paese è importante, perché dobbiamo rompere questa spirale che fa sì che delle persone per la loro condizione personale siano dei capri espiatori da usare come nemico per acquisire consenso. E’ un atteggiamento vergognoso.
Martedì in commissione giustizia inizierà il voto sugli oltre 1000 emendamenti presentati, la stragrande maggioranza dei quali a firma Lega e Fratelli d’Italia con fini unicamente ostruzionistici.

@Luigi19. Spiega allora perchè PRETI, POLITICI - compreso quel patetico Pirlòn - NERI, DISABILI e STRANIERI sono "protetti" da aggravanti specifiche se aggrediti e picchiati per la loro condizione personale o etnica. La verità è che gli oppositori vogliono continuare a insultare e aggredire gay lesbiche e trans a man salva, e sono gli stessi che gridano al crucifige se viene toccato un prete o un politico della LORO parte. E sono i nipotini di chi mandò i sicari a Don Minzoni, per giunta.
Alla luce della tradizione giuridica qui sopra snocciolata e che così solidamente tutela le persone dalla violenza e dalla violazione dei loro diritti elementari, perché allora il Codice penale non dovrebbe menzionare esplicitamente in articoli opportunamente aggiornati sesso, orientamento sessuale e identità di genere quali pretesti ignobili di discriminazione? Forse perché chi si oppone trova fastidioso anche solo leggere nero su bianco che questi soggetti esistono e vengono definitivamente riconosciuti? Qule sarebbe il senso dell'obiezione qui sopra: siete già protetti, purché rimaniate celati al dettato normativo e non rivendichiate la specificità dell'odio di cui siete vittime da sempre? Quanto al fatto che molti omosessuali (e donne femministe, se è per quello) si dicano contrari alla proposta di legge, fa parte della democrazia e manifesta, per l'ennesima volta, che di liberticida e censorio non c'è proprio nulla, a partire dalla stessa comunità da cui sorge l'istanza.
Luigi19, te l'ho già detto una volta: fatti una vita e smetti di rompere i coglioni.