Politica, diritti, uguaglianza LGBTQIA+: a Verona il convegno su repressione e resistenze nello spazio europeo

Il 29 e 30 gennaio a Verona il convegno su politica e diritti LGBTQIA+: panel, keynote e focus su repressione, resistenze e memoria trans.

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Il convegno “Politica, diritti, uguaglianza LGBTQIA+: azioni, reazioni, resistenze” a Verona
Il convegno “Politica, diritti, uguaglianza LGBTQIA+: azioni, reazioni, resistenze” a Verona
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Il convegno “Politica, diritti, uguaglianza LGBTQIA+: azioni, reazioni, resistenze”, in programma il 29 e 30 gennaio 2026 all’Università di Verona, porta al centro del dibattito accademico e pubblico il rapporto tra potere, diritti civili e soggettività LGBTQIA+ in un contesto segnato da una crescente repressione politica e culturale. L’iniziativa rappresenta la conferenza finale di un progetto di ricerca PRIN PNRR 2022, dedicato all’analisi dei processi di istituzionalizzazione, contestazione e trasformazione dei diritti LGBTQIA+ nello spazio europeo.

Promosso dal centro PoliTeSse del Dipartimento di Scienze Politiche, il doppio appuntamento riunisce studiose e studiosi provenienti da diverse università italiane e internazionali, insieme ad attivistə, professionistə e realtà della società civile, offrendo uno spazio di confronto multidimensionale su repressioni, strategie di resistenza e pratiche culturali queer contemporanee. Tra i temi più rilevanti affrontati, un’attenzione particolare è dedicata alle persone transgender e al ruolo della memoria come strumento politico.

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A Verona il convegno su politica e diritti LGBTQIA+

Il convegno di Verona si articola in panel tematici, keynote lecture e sessioni di discussione che attraversano il rapporto tra diritti civili, produzione culturale e conflitti politici. L’obiettivo è analizzare come movimenti, comunità e istituzioni rispondano alle offensive legislative, simboliche e mediatiche che colpiscono le persone LGBTQIA+, mettendo in dialogo ricerca empirica, riflessione teorica e pratiche sociali, con uno sguardo che va oltre il contesto nazionale.

L’apertura è riservata all’intervento inaugurale di Lorenzo Bernini, che inquadra il presente come una distopia politica segnata dall’erosione dei diritti. Tra i momenti centrali, la keynote di Matteo Bassetti analizza la patologizzazione delle persone trans come violazione dei diritti umani, mentre Kristina Stoeckl ricostruisce la battaglia globale contro i diritti LGBTQIA+ come una spirale politica transnazionale.

I panel tematici affrontano il ruolo dei discorsi anti-gender, le mobilitazioni e le politiche pubbliche nello spazio europeo, le pratiche di resistenza culturale e la centralità della memoria queer, con un focus specifico sulla storia del movimento transgender in Italia. Ampio spazio è dedicato anche a scuola, sanità, lavoro, migrazioni, diritto d’asilo e politiche urbane, mettendo in dialogo ricerca accademica, attivismo e società civile. Il convegno si chiude con una sessione plenaria sull’autonomia e l’autodeterminazione come nodi politici centrali per il presente e il futuro dei diritti LGBTQIA+.

QUI il programma completo delle due giornate.

Panel su memoria, cultura e immaginari

Uno dei momenti centrali del programma è fissato a giovedì 29 gennaio, dalle 15:30 alle 16:50, dal titolo Tra memoria, cultura e immaginari: pratiche queer di resistenza, moderato da Gaia Matilde Ripamonti.

La sessione riunisce contributi che esplorano il ruolo della cultura come strumento di resistenza politica: dalla fotografia militante dell’archivio del FUORI! (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano), presentata da Emanuele Carlenzi, fino all’analisi degli immaginari queer contemporanei in prodotti culturali mainstream come The Last of Us, proposta da studiose e studiosi dell’Università di Salerno.

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All’interno di questo quadro si inserisce anche l’intervento dedicato alla storia del movimento transgender in Italia dal 1979 a oggi, a cura di Guglielmo Giannotta, che mette al centro la relazione tra memoria, genealogia delle lotte e resistenza politica.

Repressione, memoria e resistenza: la genealogia politica delle lotte trans

Politica, diritti, uguaglianza LGBTQIA+: a Verona il convegno su repressione e resistenze nello spazio europeo - Melody donna trans a 72 anni - Gay.it

Negli ultimi anni, in Italia e nello spazio europeo, le soggettività transgender si confrontano con una repressione crescente che opera non solo attraverso leggi e politiche istituzionali, ma anche sul piano culturale e simbolico, producendo – anche in contesti formalmente democratici – un clima disciplinante che limita l’espressione individuale e collettiva. 

La fragilità delle tutele giuridiche e sanitarie, insieme alla normalizzazione di narrazioni patologizzanti, rende precaria la possibilità stessa di organizzazione politica, mentre la cultura viene spesso relegata a dimensione secondaria, sacrificabile di fronte all’urgenza della sicurezza, della salute e della sopravvivenza economica. 

Questa marginalizzazione non è neutrale, ma costituisce uno degli effetti strutturali della violenza politica: la cancellazione culturale priva una collettività della propria memoria, ne indebolisce la coscienza politica e disarma le pratiche di resistenza. 

In questo quadro, la memoria diventa una pratica politica attiva: ricostruire la storia del movimento transgender in Italia, dalle prime esperienze associative degli anni Settanta alle forme contemporanee di attivismo e produzione culturale, significa restituire una genealogia delle lotte, riportando al centro conflitti, alleanze, sconfitte e conquiste. Una contro-narrazione che sfida l’oblio, rafforza i legami comunitari e trasforma la storiografia trans in uno strumento di autodeterminazione e resistenza simbolica e politica.

Un confronto cruciale per il futuro dei diritti LGBTQIA+ in Europa

Associazioni LGBTIAQ+ in Piazza per l'Europa
Associazioni LGBTIAQ+ in Piazza per l’Europa

Per l’ampiezza dei temi affrontati e la pluralità delle prospettive coinvolte, il convegno di Verona rappresenta uno dei momenti di riflessione più articolati nel panorama italiano sui diritti LGBTQIA+. Dalle politiche pubbliche e dal diritto dell’Unione europea ai discorsi anti-gender, dalle mobilitazioni contemporanee alle pratiche culturali di resistenza, fino alle questioni di scuola, sanità, lavoro, migrazioni, genitorialità e diritto d’asilo, il programma mette in dialogo ricerca accademica, attivismo e società civile.

Il confronto tra approcci teorici, analisi empiriche ed esperienze dal basso consente di leggere le trasformazioni in corso come dinamiche politiche strutturali che attraversano l’Europa. Il convegno si inserisce così in un dibattito più ampio e attuale: l’ingresso è libero e l’invito è aperto non solo alla comunità accademica, ma anche ad attivistə, studentə e alla cittadinanza.

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