Volto ormai celebre di Propaganda Live su La7, nonché influencer da oltre 60.000 follower Instagram, Alessio Marzilli è stato ieri ospite del Lovers Film Festival di Torino, accompagnato dai suoi geniali video che cavalcano il dibattito politico ironizzando sulla comunicazione dei vari leader, tanto di governo quanto di oppisizione.
Prima di presenziare al Cinema Massimo per lo spettacolo serale con show comico in tuta mimetica abbiamo avuto l’opportunità di conoscerlo meglio, passando dalla genesi dei suoi lavori ai futuri potenziali progetti.

Come e quando nasce l’idea delle finte interviste al politico di turno realizzate attingendo da interventi reali?
“È nata in pandemia, vivevo nel Regno Unito e sono tornato in Italia. A Propaganda Live inizio montando silenzi, ho realizzato oltre un anno di clip contraddistinte dai silenzi. Poi mentre stavano eleggendo Sergio Mattarella Capo dello Stato per la 2ª volta ho dato vita a questa intervista finta in cui facevo trasparire la poca voglia di Mattarella di farsi rieleggere con una serie di cartelli. Non volevo neanche farla vedere agli autori di Propaganda, mia sorella mi ha spinto perché faceva ridere, loro l’hanno vista, é andata in onda, é diventata virale, mi hanno dato il via libera lasciandomi liberissimo e lì é nata l’intervista finta. Del tutto casualmente”.
Video di pochi minuti che ti portano via quanto tempo?
“Vedo ore e ore di girato tutte le settimane. Sono tutte clip reali, che trovo su Youtube, in streaming. Alla fine inizi a pensare come loro, trovi costrutti che si ripetono nelle varie interviste che rilasciano. Parto solitamente da un’idea, cerco le interviste video, ascolto le risposte e a mano a mano creo una storia. Ma non é mai un’idea blindata, può cambiare in base alle risposte date nel corso dell’intervista reale”.
L’impressione è che questa destra di governo ti faciliti enormemente il lavoro, per quanto spesso sembri andare in autonomia oltre la parodia. Hai mai ricevuto diffide, lamentele dirette, da parte di chi pubblicamente sostiene che a causa del fantomatico woke “non si può più dire niente” per poi inalberarsi alla minima critica e/o ironia?
“Diffide no, ma un politico, una delle più alte cariche dello Stato ci ha contattato, il suo staff ci ha chiamato per chiederci di mettere un alert al video specificando la falsa intervista. Era un video in cui si dichiarava antifascista. Su FB Rampelli se l’é presa, mentre Giorgia Meloni ricondivise un mio video sui silenzi dicendosi indignata”.
Che video era?
“Era un video sul DDL Zan, lei era ospite del Maurizio Costanzo Show. Costanzo chiedeva una legge contro l’omotransfobia dopo un’aggressione a due ragazzi, e nel mio montaggio le facevo rispondere di no, ridendo, seguito dal silenzio. Lei si indignò perché non aveva risposto no a quella domanda, ma a conti fatti il suo no é arrivato in Parlamento, avendo votato contro il DDL Zan”. “Aggiunsi solo la risata”.
Da sinistra invece, ci sono mai state rimostranze?
“No, per ora tutti abbastanza sereni. Anzi ogni tanto arrivano anche dei like”.
Lo scorso anno hai realizzato una campagna ad hoc per il Roma Pride, ripresa anche quest’anno, che ha fatto storcere il naso a qualcuno. C’è chi sostiene che su certi temi tanto importanti l’ironia dovrebbe rimanere fuori dalla porta. Ma è davvero così?
“Penso di no, anche perché i video da me realizzati sono stati un più alla campagna Pride vera e propria. L’importante é che se ne parli, se un contenuto diventa virale arriva a più persone, veicolando un messaggio, creando dibattito, dando visibilità ad un’informazione specifica. In quel caso al Pride di Roma, con una data, un orario, un punto di partenza. Poi é chiaro che all’interno della comunità ci siano più voci, più pensieri critici. Penso che sia un valore aggiunto, il dibattito serve, aiuta, rende viva la nostra comunità”.
Tu sarai al Roma Pride 2025?
“Assolutamente sì. Rinuncio a vedere Charli xcx a Londra, per il Roma Pride. È fondamentale esserci.

Tornando al Regno Unito, cosa ci facevi prima di tornare in Italia nel 2020?
“Ho studiato regia per tre anni”.
C’é l’ipotesi di un debutto registico da qui a breve?
“Ho qualcosa in mente, sto scrivendo per poi provare a presentare un progetto. Tra Cinema e serie, ho varie idee. Ma solo come regista, nessuna prova d’attore”.
È la tua prima volta al Lovers?
“Da spettatore sì ma 13 anni fa inviai loro un mio cortometraggio, il mio primo corto a budget zero. Avevo 18 anni. Non lo presero, per poi andare al Taormina Festival. Venire ora in qualità di ospite mi fa sicuramente effetto”.
E chissà se un giorno Alessio Marzilli avrà l’occasione di tornare al Lovers ma in Concorso, con un film da lui diretto.

