La Florida di Ron DeSantis vuole vietare l’uso dei nomi e dei pronomi degli studenti trans e non binari

Ai dipendenti pubblici sarebbe così vietato riferirsi ai propri alunni con nomi e pronomi che non corrispondano al nome e al pronome a loro assegnato alla nascita.

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Doppo aver approvato la contestatissima “Don’t Say Gay“, che vieta di parlare di argomenti LGBTQI+ nelle scuole materne ed elementari, la Florida guidata dal repubblicano Ron DeSantis è pronta ad andare oltre, con un’altra legge transfobica.

Il 28 febbraio è stato infatti presentato il disegno di legge 1223 che vieterebbe l’utilizzo dei nomi e pronomi nelle scuole da parte di studenti trans e non binari. La legge andrebbe ad ampliare proprio la cosiddetta “Don’t Say Gay”, andando a definire il “sesso” attraverso una “divisione binaria degli individui basata su funzione riproduttiva”.

Ai dipendenti pubblici sarebbe così vietato riferirsi ai propri alunni con nomi e pronomi che non corrispondano al nome e al pronome a loro assegnato alla nascita, costringendo di fatto gli insegnanti di tutto lo Stato a diffamare quotidianamente gli studenti trans e non binari. Il dead name diventerebbe obbligatorio.

Sarà politica di ogni istituto scolastico pubblico fornito o autorizzato dalla costituzione e dalle leggi della Florida, che il sesso di una persona sia un tratto biologico immutabile e che è falso attribuire a una persona un pronome che non corrisponda al sesso di tale persona”, si legge nella legge. “A un dipendente o studente di un istituto scolastico pubblico non può essere richiesto, come condizione per l’impiego o l’iscrizione o la partecipazione a qualsiasi programma, di fare riferimento a un’altra persona utilizzando il titolo personale o i pronomi preferiti di quella persona se tale titolo personale o pronomi non corrispondono al sesso di quella persona“.

L’HB 1223 è stata proposta dal repubblicano Adam Anderson con il sostegno di Randy Fine, altro repubblicano. Equality Florida ha condannato il disegno di legge, sottolineando il “panico morale” che potrebbe creare per i membri della comunità.

Le politiche della legge “Don’t Say LGBTQ” hanno già portato a una radicale censura, divieto di libri, adesivi arcobaleno Safe Space rimossi dalle finestre delle aule, distretti che si rifiutano di riconoscere il mese della storia LGBTQ e famiglie LGBTQ che si preparano a lasciare lo Stato“, ha ricordato Jon Harris Maurer , direttore delle politiche pubbliche dell’organizzazione. “Questa legge riguarda un falso panico morale, inventato dal governatore DeSantis per demonizzare le persone LGBTQ per la sua stessa carriera politica. Il governatore DeSantis e i legislatori che lo seguono sono determinati a controllare la lingua, il curriculum e la cultura. Gli stati liberi non vietano libri o persone“.

La famigerata “Don’t Say Gay”, che i repubblicani vorrebbero portare sul livello nazionale, è diventata ufficialmente legge nel marzo 2022, limitando “la discussione in classe su orientamento sessuale e/o identità di genere“. Una nuova ricerca firmata School of Law dell’UCLA ha confermato che la Don’t Say Gay ha già avuto un impatto sulla vita delle persone LGBTQ+ della Florida. Il 17% dei genitori LGBTQ+ avrebbe già intrapreso le azioni necessarie per trasferirsi in un altro Stato.

Ron De Santis, fresco di trionfale rielezione e di guerra alla Disney, punta alla Casa Bianca nel 2024, scippando il ruolo di candidato repubblicano a Donald Trump.

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