Amnesty International, firma la petizione contro le persecuzioni gay in Cecenia

Il bilancio noto è di 40 persone arrestate e due morte per le torture subite.

cecenia petizione
3 min. di lettura

Nel sito di Amnesty International è possibile firmare una petizione per richiedere lo stop alle persecuzioni gay in Cecenia. E’ dal dicembre dello scorso anno che si segnalano arresti e torture nei confronti di persone omosessuali da parte delle autorità del paese, su ordine del leader Ramzan Kadyrov. Secondo Rete Lgbti della Russia, i raid sono iniziati il 28 dicembre dalla città di Argun. Qui la polizia avrebbe arrestato 40 persone, portandole poi in un palazzo governativo. Hanno annullato i passaporti degli arrestati in modo che non potessero fuggire. E attraverso maltrattamenti e torture, hanno ottenuto i nomi di altri omosessuali presenti nel Paese.

La petizione punta a inviare un messaggio al presidente russo VladimirPutin. L’unico che avrebbe la possibilità di bloccare le persecuzioni. Nonostante in Russia vi sia una legge contro la propaganda omosessuale, non si è mai arrivati a organizzare dei rastrellamenti come in Cecenia. Il silenzio del governo e l’assenza di un minimo interessamento sulla vicenda non fanno altro che renderli complici di Kadyrov e degli aguzzini che torturano persone innocenti.

Le indagini Ocse

Sul sito di Amnesty International, oltre a firmare la petizione, è possibile leggere il riassunto di quanto accaduto a livello internazionale. La mobilitazione è partita il 30 agosto, quando 15 membri dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) hanno richiesto delle indagini su quanto avvenuto in Cecenia nel 2017, tramite il Meccanismo di Vienna. Scarsa partecipazione della Federazione Russa. L’Ocse ha incaricato così il professor Wolfgang Benedekdi scrivere una relazione sulle presunte violazioni dei diritti umani e sull’impunità dei crimini commessi nella Repubblica cecena della Federazione russa”. Ha richiesto “l’istituzione di una commissione di esperti necessaria all’avvio di una inchiesta internazionale”. Tale evento prende il nome di Meccanismo di Mosca.

Il 21 dicembre 2018” continua il riassunto presente nella petizione “l’Ocse ha pubblicato un rapporto sulle persecuzioni del 2017. “Si accusa la Russia di non aver cooperato alle inchieste. Né di aver risposto alle richieste di indagini”. Il rapporto parla di “accuse di molestie e persecuzioni, arresti arbitrari o detenzioni, torture. Sparizioni forzate ed esecuzioni extragiudiziali”.  Tali persecuzioni riguardano anche “difensori dei diritti umani, avvocati, giornalisti indipendenti e organizzazioni della società civile“. Dopo una settimana dalla pubblicazione di tale rapporto, i rastrellamenti sono ripresi. 

Il testo della petizione:

Egregio Presidente.

Sono profondamente preoccupato per le notizie sulle gravi violazioni dei diritti umani compiute dalle autorità in Cecenia, che dalla fine di dicembre 2018 hanno lanciato una nuova ondata di attacchi omofobi in Cecenia. Circa 40 persone, ritenute gay o lesbiche, sono state detenute in un edificio governativo nella città di Argun. Sono state sottoposte a tortura e altri maltrattamenti. Si riporta che almeno due persone siano morte dopo essere state torturate. Ma il numero effettivo di vittime potrebbe essere più alto. Sembra, inoltre, che le autorità stiano distruggendo i passaporti delle persone, rendendo difficile per loro fuggire dalla Cecenia in futuro. L’incapacità delle autorità russe di indagare sugli attacchi del 2017 – che hanno coinvolto il rapimento e l’uccisione di 100 uomini e donne lgbti – e per la quale nessuno è ancora stato ritenuto responsabile, ha permesso la ripresa di questa terribile repressione omofobica.

 

La Federazione Russa ha l’obbligo, ai sensi del diritto internazionale dei diritti umani, di proibire la discriminazione e di indagare e perseguire i crimini di odio. La esorto a condurre un’indagine tempestiva, efficace e approfondita sulle denunce di detenzione omofobica, torture e uccisioni in Cecenia. E ad assicurare che chiunque venga giudicato colpevole o complice di tali crimini sia assicurato alla giustizia. La esorto inoltre a prendere tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza di coloro che potrebbero essere a rischio in Cecenia a causa del loro orientamento sessuale, reale o percepito. E condannare nei termini più forti possibili qualsiasi commento omofobico fatto da funzionari contro individui a causa del loro reale o percepito orientamento sessuale.

 

La ringrazio per l’attenzione.

Firma la petizione!

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