Andy Burnham è il volto nuovo del partito laburista inglese, con il premier Keir Starmer sempre più in caduta libera nei sondaggi che vedono l’ultradestra di Nigel Farage volare. 55enne sindaco di Manchester, Burnham è nato a Liverpool da padre tecnico telefonico e madre receptionist. Dopo essersi fatto le ossa nel sindacato inglese entra in politica nel 2001 e inizia una scalata che non ha mai subito frenate, arrivando a diventare segretario al Tesoro (2007-2008), ministro della Cultura (2008-2009) e della Salute (2009-2010) e infine sindaco del Greater Manchester, vincendo nel 2017 con il 63% dei voti. Riconfermato nel 2021 (67%) e nel 2024 (67%), ha portato la città ad una crescita esponenziale sul fronte economico, attuando politiche di sinistra, molto più progressista rispetto a quelle del contestato Starmer.
Le scuse di Andy Burnham
Vicinissimo alla comunità LGBTQIA, Burnham ha voluto ufficialmente scusarsi per la persecuzione omofoba delle persone LGBTQ+ da parte della Greater Manchester Police (GMP).
In una lettera inviata all’attivista Peter Tatchell, il sindaco ha riconosciuto come le persone LGBTQ+ siano state sottoposte a “discriminazioni inaccettabili” da parte della GMP, scusandosi per il “dolore e la sofferenza che ne sono derivati”.
“Mi scuso con tutte le persone LGBTQ+ della Greater Manchester e di tutto il Regno Unito per le passate mancanze della GMP”, ha scritto Burnham.
“Sono grato ad Andy Burnham per le sue scuse chiare e inequivocabili relative allo storico maltrattamento delle persone LGBT+ da parte della polizia della Greater Manchester“, ha replicato Peter Tatchell.
La passata violenza omofoba della polizia di Manchester
Le scuse di Burnham fanno ancora più rumore perché arrivate dopo i ripetuti rifiuti da parte del capo della polizia del GMP, Stephen Watson, che non ha voluto rilasciare dichiarazioni ufficiali, anche se al cospetto di inequivocabili prove di comportamenti abusivi, illegali e omofobi da parte della polizia. Tatchell, direttore della Peter Tatchell Foundation, ha criticato l’assordante silenzio della GMP. “È profondamente deludente che il capo della polizia continui a rifiutarsi di chiedere scusa. Le scuse del sindaco, per quanto gradite, non possono sostituire le scuse delle forze di polizia che hanno commesso questi abusi. La nostra Fondazione continuerà a fare campagne per ottenere delle scuse complete e formali dalla Polizia della Greater Manchester. Le scuse ufficiali della GMP rappresenterebbero un potente atto di responsabilità, riconciliazione e rafforzamento della fiducia con le comunità LGBT+. Esortiamo il Capo della Polizia a seguire l’esempio del Sindaco Burnham e di altri capi della Polizia in tutta la Gran Bretagna”.
Tatchell ha poi ricordato la storia di omofobia della GMP, descrivendola come “una delle forze di polizia più omofobe del Regno Unito”.
“Negli anni ’80, l’allora Capo della Polizia, Sir James Anderton, affermò con tono ignobile che gli uomini gay che morivano di AIDS “giravano in una fogna umana da loro stessi creata”. Motivato dalle sue convinzioni religiose omofobe, ordinò alla polizia di “prendere di mira” le persone LGBT+. “Gli agenti del GMP sono stati incaricati di molestare illegalmente i locali gay, inclusa una famigerata irruzione di 23 agenti di polizia al bar Napoleon’s nel 1984. I nomi e gli indirizzi dei presenti vennero sequestrati illegalmente, i clienti fotografati con la forza e illegalmente. Vennero intimiditi da agenti aggressivi e prepotenti che usarono insulti omofobi e pestarono loro i piedi. In alcuni casi, uomini gay e bisessuali vennero pubblicamente denunciati dalla polizia. Persero il lavoro e furono sottoposti a insulti, minacce e violenze omofobiche da parte della polizia di Manchester. C’erano anche regolari irruzioni della polizia al bar New Union, al Rembrandt Hotel e al negozio Clone Zone. Si trattava di atti di vendicativa e maliziosa persecuzione da parte della polizia. La polizia della Greater Manchester si vantava apertamente: ‘Cerchiamo di chiudere questi locali queer da anni’. Questa era una chiara ammissione di una caccia alle streghe e di una vendetta omofoba. Il GMP perseguitò un gruppo di uomini gay, diventati noti come i Bolton 7. Nel 1998, furono vittime dell’ultimo grande processo farsa contro uomini gay in Gran Bretagna. Nonostante fossero coinvolti in rapporti sessuali consenzienti nell’intimità delle loro case, la polizia li insultò e li intimidì, trattandoli come stupratori e pedofili. In seguito furono risarciti dallo Stato (ma non dal GMP) per le sofferenze subite per mano della polizia. Ma il capo della polizia si rifiuta ancora oggi di chiedere scusa.”
Tatchell ha ricordato come molte altre forze di polizia del Regno Unito si siano scusate per i loro precedenti di vittimizzazione omofoba. “Il Commissario della Polizia Metropolitana e altri 20 Capi della Polizia hanno presentato scuse complete per le loro passate cacce alle streghe contro le comunità LGBT+: la città di Londra, il Sussex, Merseyside, la Polizia Scozzese, Northumberland, Durham, Derbyshire, Suffolk, Devon e Cornovaglia, Dorset, North Yorkshire, Wiltshire, Gwent, West Mercia, Nottinghamshire, Avon e Somerset, Cambridgeshire, Lincolnshire, South Yorkshire e Gloucestershire. Finora il GMP si è rifiutato di fare lo stesso. Esortiamo Stephen Watson a fare lo stesso“.
Intanto i laburisti inglesi guardano ad Andy Burnham come unico e possibile leader in grado di frenare l’ultradestra di Nigel Farage, che vola nei sondaggi e potrebbe stravincere le prossime elezioni. Il tempo di Keir Starmer è già finito.
