Giovedì 13 maggio, la serata televisiva è stata di Anna Paola Concia. L’ex deputata del Partito Democratico ha partecipato a distanza di poche ore a due trasmissioni, in onda rispettivamente su Rai 2 e su Rai 1 – prima ad Anni 20, poi a Porta a Porta, con lo scopo di sostenere l’approvazione del DDL Zan, la legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo.

Nonostante nei giorni scorsi l’attivista LGBTQ+ abbia dato da parlare per via dell’intervista all’Avvenire, in cui aveva giudicato “divisivo” il DDL Zan, Anna Paola Concia è tornata sui suoi passi, come annunciato a chiare lettere da Bruno Vespa. Anzi, a sua detta avrebbe sempre supportato il lavoro del collega, mentre i detrattori della legge si sarebbero macchiati di un montaggio di affermazioni controverse per tirare acqua al proprio mulino.

Prima della rivelazione a Porta a Porta, Anna Paola Concia ha però partecipato al dibattito di Anni 20, scontrandosi a viso aperto con Mauro Coruzzi, ospite come lei nel programma con Federica Parisella e Alessandro Giuli, fortemente critico verso il disegno di legge. Uno sfogo contro le bufale a servizio di camera, che ha toccato anche i responsabili dei servizi del programma, tra cui un vox populi sulla pratica della gestazione per altri inserito a corredo della discussione sul DDL Zan, che non cita nemmeno la pratica. Ecco le parole pronunciate da Anna Paola Concia, intervenuta dopo Coruzzi per smontare teorie e fantasie su altri testi:

Fatemi parlare e non interrompetemi, sono schifata da questa trasmissione. Non dovevo venire, ma un’autrice che conosco mi aveva garantito che questa era una tramissione sobria. Coruzzi ha detto solo falsità: Mara Carfagna non ha approvato nessuna legge anti-omofobia con Alessandra Mussolini. Sono cose false e strumentalizzate. Coruzzi, tu adesso stai zitto! Quei due video che avete mandato in onda sono pieni di falsità, con domande false fatte alla gente per strada, perché parlate di utero in affitto, ma quella legge non lo menziona.

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Una difesa a tutto spiano del DDL Zan per l’ex deputata, che ora vive in Germania con la propria compagna e che non ritiene comprensibile come una misura come quella avanzata nel DDL Zan non sia stata accolta bipartisan anche fra i senatori.

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