Annalisa madrina del Roma Pride: “Sostengo le battaglie della comunità LGBTQIA+. Ognuno deve poter essere libero, senza paura” (VIDEO)

Abbiamo intervistato la cantante alla vigilia del 30esimo Roma Pride, che sabato 15 giugno inonderà le strade della Capitale.

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Alla vigilia del 30esimo Roma Pride, che prenderà vita domani alle ore 15:00 in piazza della Repubblica per poi arrivare alla Pride Croisette in viale delle Terme di Caracalla, Annalisa, madrina della manifestazione, è planata sulla Capitale. Regina pop dell’ultimo anno e mezzo, con un listone di hit che hanno sbancato radio e classifiche, la cantante si è detta emozionata e orgogliosa di essere volto e voce della manifestazione, esprimendo il suo concetto di libertà in conferenza stampa.

“La libertà è un concetto chiave, che viene dato per scontato quando scontato non è. Credo che ogni persona, ogni individuo debba avere la possibilità di seguire le proprie passioni, inclinazioni, i propri sogni di vita, di carriera. Deve essere libero di affermarsi, di affermare la propria esistenza, personalità, ambizione, la propria felicità e serenità. Libero di percorrere la propria strada, nel poterlo fare, tutelato possibilmente, nell’accoglienza e nel rispetto dell’altro, chiunque esso sia, senza essere giudicato, frenato, senza dover subire filtri o compromessi”. “Il tema della libertà lo sento tantissimo, lo vivo, da cantautrice sento l’esigenza di andare ancora a parlarne, a rimarcare questo concetto. L’ho fatto istintivamente con tutto il mio ultimo progetto, da Bellissima a Sinceramente, passando per Mon Amour, con la libertà di amare chi si vuole. La libertà in generale, di essere chi ti senti di essere senza paura. In tutte le canzoni di questo progetto c’è l’ingrediente della libertà”. “Personalmente ho sempre portato avanti le mie idee, è stata una conquista, una maturazione, anche imparando a vivere e a muovermi all’interno del mio mondo. Passo dopo passo mi sono sempre sentita libera, qualche volta ho lottato di più, non ho mai rinunciato e continuerò a farlo anche in futuro”.

Da madrina del Roma Pride, Annalisa ha provato a guardare avanti, alle battaglie su cui concentrarci nell’immediato:

“Bisogna cercare di far arrivare il più lontano possibile e a più persone possibili il messaggio relativo a quel che avviene in questi giorni, l’informazione è centrale. Io arrivo da un paesino ligure di 5000 abitanti e mi rendo conto che nelle province un sacco di gente ancora non sa esattamente cosa succeda, in occasioni come questa. Bisogna partire da lì, far arrivare chiaramente a tutti quel che succede in occasioni come il Pride. Ognuno deve essere libero di vivere la propria vita come ritiene, nel momento in cui è felice, nel momento in cui tutte le persone coinvolte sono felici. Questo è un principio di totale accoglienza, il fatto che questo non sia ancora tutelato è un problema che bisogna risolvere in tutti i suoi aspetti da qui al prossimo futuro”.

Rispetto agli altri palchi da lei calcati, quello del Roma Pride è per Annalisa decisamente speciale.

Esibirmi sul palco del Roma Pride suscita emozioni diverse, perché ci sono tanti altri aspetti in gioco. L’importanza del messaggio, di essere lì a rappresentare qualcosa. È anche la concretizzazione di un sogno, perché quando scrivo una canzone parlo di un qualcosa che a mio avviso è importante. Parlo sempre di libertà, e non posso far altro che sperare che quel seme riesca ad andare lontano e a crescere nella coscienza delle persone che hanno voglia di ascoltare con un po’ più di attenzione. Per una come me, che fa musica con questo sogno, ovvero provare a dire anche qualcosa, è davvero importante ed emozionante essere al Roma Pride. Sento la responsabilità e me la prendo volentieri“.

Annalisa ha poi voluto replicare alla vittoria dell’ultradestra alle elezioni europee.

Sono preoccupata e dispiaciuta, perché trovo incredibile che ancora oggi, nel 2024, certi temi non siano vissuti come se fossero scontati, perché per me è scontato che ogni persona debba avere la libertà di vivere la propria vita ed essere tutelato in questo. Trovo scontato che tutti debbano pensarla così. Ma a volte i problemi possono essere trasformati in opportunità, il fatto di essere qui e di poterne parlare. Spero che l’accoglienza che contraddistingue questo mondo e la comunità tutta possano essere da esempio affinché anche il resto del mondo possa essere accogliente allo stesso modo“.

Da noi intervistata a fine conferenza, Annalisa si è prima detta emozionata e responsabilizzata dal “titolo” di madrina conquistato, per poi immaginare quale preciso messaggio far arrivare al governo Meloni: “Vorrei che arrivasse un messaggio di inclusione, che trovo bellissimo e giusto, un grande abbraccio per chiunque voglia sentirsi libero, un grande abbraccio che è alla base della libertà delle persone, dello stare insieme, del rispetto dell’altro. Spero che questo grande abbraccio possa essere da esempio per tutti quelli che non hanno ancora compreso questo messaggio”.

In quanto madrina, Annalisa ha confermato il suo sostegno al manifesto politico del Roma Pride, che comprende una legge a favore del matrimonio egualitario, il pieno riconoscimento alla nascita dell3 figli3 delle coppie omogenitoriali e dei rispettivi genitori, il pieno rispetto dell’autodeterminazione dell’identità di genere di ogni persona, l’abolizione della pratica dannosa delle terapie riparative: “Ogni battaglia che ha a che fare con la libertà della persona, è mia. Tutte queste battaglie sono anche mie. Accogliere tutti, l’identità di tutti, le esigenze, i sogni di tutti, è qualcosa di così semplice. Purtroppo non compreso da tutti. Sono assolutamente le mie battaglie perché anche io voglio sentirmi libera di inseguire i miei sogni e di scegliere come vivere la mia vita. Bisogna lottare per chi questo ancora non ce l’ha”.

Annalisa si è infine detta “onorata” del titolo di icona queer. “Sento grande intelligenza, cultura, grande vicinanza, mi sento più accolta dalla comunità LGBTQIA+ rispetto ad altri mondi. Sono davvero orgogliosa”.

Il claim del Roma Pride 2024 sarà “Mai Zittə – Non ci silenzierete mai“. 40 i carri previsti, compreso quello dedicato agli alleati della comunità recentemente messi alla berlina da Atreju, profilo social riconducibile a Fratelli d’Italia, durante la campagna elettorale per le europee. Sul carro spiccheranno le sagome di Formigli, Littizzetto, Fazio, Bortone, Scurati, Gruber, Saviano e Ranucci. “È il nostro tributo dovuto, ma soprattutto voluto, a chi in questo momento è sotto attacco per la tutela della libertà di parola e dell’informazione”, ha precisato Mario Colamarino, portavoce del Roma Pride. “Scenderemo tuttə in piazza con le nostre facce, i nostri corpi e soprattutto le nostre voci. Non ci silenzierete mai”.

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