Finita 0-1 per gli spagnoli, la gara di andata dei sedicesimi finali di Champions League tra Benfica e Real Madrid è stata macchiata da un episodio che ha costretto l’arbitro ad interromperla per quasi una decina di minuti.

Vinícius goal ed è caos a Lisbona

Benfica-Real, è caos in campo tra Prestianni e Vinicius: "Sostiene di non avergli detto scimmia ma fr*cio" (VIDEO) - Benfica Real e caos in campo tra Vinicious e Prestianni 1 - Gay.it

Il caos è scoppiato al 50esimo minuto, quando Vinícius Júnior, 25enne stella brasiliana del Real Madrind, ha portato in vantaggio i blancos. L’attaccante del Real è andato ad esultare verso la bandierina del calcio d’angolo, scatenando la reazione scomposta dei tifosi portoghesi e del 20enne attaccante del Benfica Gianluca Prestianni.

Quest’ultimo, come si vede dalle immagini televisive, si avvicina a Vinícius e gli dice qualcosa, coprendosi la bocca con la maglietta. Impossibile vederne il labiale ma Vinícius reagisce in modo clamoroso, lasciando il campo per proteste. L’arbitro François Letexier ferma il match per 8 minuti, seguendo alla lettera quello che viene definito “protocollo contro il razzismo”, con il calciatore brasiliano che accusa il collega argentino di avergli urlato “scimmia”.

Benfica-Real, è caos in campo tra Prestianni e Vinicius: "Sostiene di non avergli detto scimmia ma fr*cio" (VIDEO) - Prestianni insulta Vinicius - Gay.it
Le parole social di Prestianni

A fine partita la polemica è proseguita, infiammandosi ancor di più.

Prestianni ha negato di aver pronunciato offese razziste. “In nessun momento ho diretto insulti razzisti verso il giocatore Vinicius Junior, che purtroppo ha interpretato male ciò che crede di avere ascoltato. Non sono mai stato razzista con nessuno, mi dispiace per le minacce ricevute dai giocatori del Real Madrid“, ha scritto sui social il 20enne attaccante.

Kylian Mbappé, stella francese del Real, ha invece confermato gli insulti di Prestianni ai danni di Vinícius: “Prestianni ha chiamato Vinicius ‘scimmia’ per 5 volte, l’ho sentito io”. “Avete visto l’espressione di Prestianni? Non siamo scemi. Io non sono perfetto, ma non posso tollerare queste situazioni. Prestianni è giovane, come fa a dire certe cose sul campo? Avremmo voluto lasciare il campo, la partita non era la cosa più importante. Un giocatore del genere non è un mio collega, non dovrebbe tornare a giocare la Champions”. “Prestianni non dovrebbe più giocare in Champions League, dobbiamo dare l’esempio ai bambini che ci guardano e certe cose non si possono accettare. La gente non sa cosa è successo e per questo ci ha fischiato”.

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Le parole social di Vinícius

I razzisti sono soprattutto dei codardi“, ha scritto su IG nella notte Vinicius. “Devono mettersi la maglietta sulla bocca per dimostrare che non valgono niente. Ma al loro fianco hanno la protezione di altri che, teoricamente, avrebbero l’obbligo di punirli. Niente di ciò che è successo oggi è una novità nella mia vita e per la mia famiglia. Ho preso un cartellino giallo per aver festeggiato un goal, ancora non ho capito il perché. Dall’altra parte, solo un protocollo mal eseguito e che non è servito a nulla. Non mi piace apparire in situazioni come questa, ancor più dopo una grande vittoria. I titoli devono essere dedicati al Real Madrid. Ma è necessario”.

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Jose Mourinho, allenatore del Benfica, ha preferito criticare l’esultanza di Vinicius, pur di difendere il proprio attaccante: “Quando succede in tanti stadi, sempre con lo stesso giocatore, c’è qualcosa che non va e che non capisco. A Vinicius ho detto: ‘Perché devi festeggiare così un gol? Non puoi farlo in modo normale, con la felicità per essere un grande giocatore come facevano Di Stefano, Pelé o Eusebio?’. Il Benfica non è un club razzista, la nostra leggenda Eusebio è un giocatore nero. Prestianni mi ha detto una cosa, Vinicisu un’altra, per questo non voglio prendere una posizione definitiva”.

Il Benfica ha postato su X un video del confronto fra Prestianni e Vinicius, scrivendo: “Come dimostrano le immagini, data la distanza, i giocatori del Real Madrid non potevano aver sentito ciò che stavano dicendo di aver sentito“.

No al razzismo e sì all’omofobia?

La dichiarazione più incredibile è però arrivata da Aurelien Tchouameni, 26enne centrocampista del Real Madrid e della nazionale francese, secondo cui Prestianni si sarebbe così giustificato: “La verità è che queste cose non possono succedere. Ci hanno detto che Prestianni gli ha detto ‘mono’ (scimmia) coprendosi la bocca con la maglia. Poi lui sostiene di non averlo detto, di aver detto ‘maricones’ (fr*cio), ma non cambia nulla. Ne abbiamo parlato come squadra e Vini ci ha detto che dovevamo continuare a giocare. Non so cos’altro dire. Ne parleremo ancora, ma questo non può succedere”.

Come se un insulto omofobo fosse più tollerabile di un insulto razzista, come se ‘fr*cio’ fosse meno grave di ‘scimmia’. Nel calcio di oggi, in cui UEFA e FIFA continuano a fare troppo poco per abbattere l’omofobia, appare tutto così rumorosamente e fastidiosamente inaccettabile. Perché non dare il via libera ad un protocollo ufficiale contro gli insulti omofobi in campo e sugli spalti come finalmente accade con gli insulti razzisti?

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