74 anni appena compiuti, il gigantesco Brian Cox è esploso negli ultimi 24 mesi grazie all’iconico ruolo di Logan Roy in Succession, serie HBO con cui ha vinto un Golden Globe come miglior attore e strappato una nomination agli Emmy. L’attore scozzese, negli anni visto in film come Braveheart, Manhunter – Frammenti di un omicidio, X-Men 2, Troy e Zodiac, ha difeso J.K. Rowling, da mesi al centro di un dibattito sull’omotransfobia da lei stessa alimentato.
Intervistato da Reader’s Digest, Cox ha detto: “Stavo chiedendo a mio figlio dove fossi quando questa cosa della Rowling è andata avanti. Continuavo a dirgli: “Allora cos’è successo?”. E lui mi ha detto: “Beh, lei crede che solo le donne abbiano il ciclo mestruale“. “Ma è quello che fanno, giusto?”. E lui mi ha risposto: “Beh, alla gente non piace sentirlo dire“. “E tu digli ‘Oh, per l’amor di Dio!’. Chiama qualcosa per quello che è, al contrario di quello che la gente crede dovrebbe essere. Questa è la cultura dell’annullamento. Io me ne tengo ben alla larga“.
Peccato che la Rowling abbia detto anche altro, negli ultimi mesi. La sua battaglia contro le persone transgender è diventata quasi patologica, proseguendo settimana dopo settimana con nuove accuse e provocazioni. L’ultima pochi giorni fa, quando la mamma di Harry Potter ha sponsorizzato un sito on line vergognosamente transfobico.
10 giorni fa anche Robbie Coltrane, celebre Hagrid in Harry Potter, aveva difeso la scrittrice, che nel mese di luglio ha rilanciato l’infinita polemica parlando di ‘terapie di conversione’ nei confronti di giovani gay, nel definire la transizione MtoF.
