Mentre crescono le pressioni su Ursula von der Leyen per la mancata condanna esplicita del divieto del Budapest Pride e per le voci secondo cui il suo staff avrebbe chiesto ai commissari europei di non partecipare alla marcia del 28 giugno (poi smentita dalla stessa Commissione), 60 europarlamentari di diversi gruppi politici hanno scritto una lettera aperta alla presidente della Commissione Europea. Tra i firmatari nomi noti della sinistra e dei verdi europei, tra cui Alessandro Zan, Marc Angel, Manon Aubry, Terry Reintke, Irene Montero e Cecilia Strada.
La lettera esprime “profonda delusione e preoccupazione” per il presunto invito all’assenza rivolto ai commissari europei, in un contesto in cui l’Ungheria ha intensificato gli attacchi contro la comunità LGBTQIA+ con leggi che violano apertamente i Trattati europei e la Carta dei Diritti Fondamentali. Gli eurodeputati chiedono a von der Leyen di garantire una presenza visibile al Budapest Pride e di difendere «senza compromessi» i valori dell’Unione.
La Commissione ha smentito le accuse, ma solo dopo giorni di silenzio. Intanto, 20 Paesi Ue hanno firmato una dichiarazione congiunta per chiedere l’immediato ritiro delle leggi ungheresi, mentre l’Italia si è distinta per la sua assenza insieme a Bulgaria, Croazia, Polonia, Romania e Slovacchia.
Il testo della lettera di 60 europarlamentari alla Commissione

Bruxelles, 28 maggio 2025
A: Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen
Oggetto: Decisione della Commissione di scoraggiare la partecipazione dei Commissari al Budapest Pride
Gentile Presidente von der Leyen,
Noi, sottoscritti membri del Parlamento Europeo, scriviamo per esprimere la nostra profonda delusione e preoccupazione in merito alle indiscrezioni riportate dalla stampa circa la decisione del Suo ufficio di chiedere ai Commissari europei di non partecipare al prossimo Budapest Pride.
In Ungheria, stiamo assistendo a un’escalation di attacchi contro i diritti fondamentali, le libertà e i principi su cui si fonda la nostra Unione – quegli stessi valori che la Commissione Europea è chiamata a tutelare e difendere.
Da anni, il governo ungherese porta avanti una campagna anti-LGBTIQ+, culminata ora in un divieto del Budapest Pride. Un divieto che viola il diritto europeo e la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Ue. Queste azioni minano lo Stato di diritto e i diritti fondamentali, non solo in Ungheria, ma in tutta l’Europa.
Chiediamo alla Commissione Europea di schierarsi fermamente e visibilmente dalla parte dei diritti dei cittadini, del diritto europeo, dell’uguaglianza, della libertà di riunione e dei diritti umani.
Le notizie secondo cui l’ufficio della Presidente avrebbe scoraggiato i Commissari dal partecipare al Budapest Pride e dal sostenere i valori e i diritti dell’UE significherebbero che la Commissione sta fallendo nel suo ruolo di custode dei Trattati. Una simile decisione sarebbe un segno di debolezza e di mancanza di solidarietà con i cittadini europei che lottano per i diritti garantiti dai Trattati dell’Unione e dalla sua Carta.
Se la Commissione intende davvero sostenere la comunità LGBTIQ+, non può esimersi dal sostenere manifestazioni pacifiche per l’uguaglianza per timore di “provocare” il governo di Viktor Orbán. Come hanno chiarito gli organizzatori del Pride di Budapest e molte realtà della società civile, il silenzio e l’inazione davanti all’ingiustizia equivalgono alla complicità.
La Commissione deve difendere i valori europei senza compromessi. Vi esortiamo a rivedere la vostra posizione e a garantire che la Commissione sia visibilmente presente al Budapest Pride, accanto a chi continua a difendere la democrazia, lo Stato di diritto e l’uguaglianza in Ungheria e in tutta Europa.
Oggi più che mai, la comunità LGBTIQ+, la società civile, i difensori dei diritti umani e tutte le persone che credono nella libertà e nella dignità hanno bisogno di vedere che l’Unione Europea è davvero dalla loro parte, non solo a parole, ma con i fatti.
Firmatari: Alessandro Zan, Marc Angel, Kim Van Sparrentak, Krzysztof Smiszek, Emma Wiesner, Abir Al-Sahlani, Mélissa Camara, Saskia Bricmont, Brando Benifei, Matjaz Nemec, Evin Incir, Elisabeth Grossmann, Annalisa Corrado, Rudi Kennes, Dainius Zalimas, Veronika Cifrova Ostrihonova, Erik Marquardt, Maria Walsh, Chloé Ridel, Lucia Yar, Tilly Metz, Ilaria Salis, Özlem Demirel, Hanna Gedin, Jan-Christoph Oetjen, Alice Kuhnke, Estelle Ceulemans, Lena Schilling, Gabriele Bischoff, Kira Marie Peter-Hansen, Marta Temido, Andreas Schieder, Manon Aubry, Emma Rafowicz, Rasmus Nordqvist, Sara Matthieu, Cecilia Strada, Pina Picierno, Anna Strolenberg, Leila Chaibi, Irene Montero, Isabel Serra, Carla Tavares, Leoluca Orlando, Thijs Reuten, Daniel Freund, Christel Schaldemose, Thomas Waitz, Katrin Langensiepen, Udo Bullmann, Cristina Maestre Martín de Almagro, Benedetta Scuderi, Cristina Guarda, Tineke Strik, Marco Tarquinio, Bas Eickhout, Alessandra Moretti, Rima Hassan, Terry Reintke, Alexandra Geese.
È in corso questa mattina 29 maggio in Piazza Missori a Milano, la manifestazione di solidarietà al Budapest Pride organizzata da Europa Radicale e l’associazione CertiDiritti.
