Calcio, Italia-Norvegia 4-1: “Mancini mi ha toccato il sedere”, il racconto di Haaland

In vista dei play-off di marzo gli Azzurri avranno bisogno anche di un po' di c...?

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Erling Haaland (Norvegia) e Gianluca Mancini (Italia) hanno dato vita a un duello attaccante-marcatore piuttosto stretto.
Erling Haaland (Norvegia) e Gianluca Mancini (Italia) hanno dato vita a un duello attaccante-marcatore piuttosto stretto.
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Gianluca Mancini avrebbe toccato insistentemente il sedere di Erling Haaland durante Italia-Norvegia, partita disputata ieri sera a San Siro (Milano) per le qualificazioni ai Mondiali del 2026 in USA, Messico e Canada (sapete che – alla faccia di Trump – forse ci sarà un Pride durante i mondiali?). La partita è terminata con una pesante sconfitta degli Azzurri, che hanno perso 4 a 1.

Oltre alla batosta della Nazionale, che finora sotto la guida del ct Gattuso aveva sempre vinto, spunta un godurioso gossip che risuona come una provocazione tra giocatori che se la danno di santa ragione: spintoni, trattenute, calci velati, calcioni plateali, smanacciate e… toccatine di sedere. Durante il matchi, Erling Haaland (Norvegia) e Gianluca Mancini (Italia) hanno dato vita a un duello attaccante-marcatore piuttosto stretto.

Secondo quanto circola su Reddit (r/soccer) e ripreso in forma di chiacchiera social anche da profili calcistici italiani come Cronache di Spogliatoio, Erling Haaland avrebbe raccontato a fine partita un episodio degno di un dramedy nordico:

«Dopo l’1-1 Mancini ha iniziato a toccarmi il sedere. Ho pensato: “Ma che sta facendo?”».

Il norvegese non si sarebbe scomposto:

«Allora mi sono caricato e gli ho detto: “Grazie per la motivazione”. Poi ho segnato due gol e abbiamo vinto 4-1. Quindi grazie a lui».

Una storia da micro-teatro erotico-agonistico in cui il difensore della Roma – autore del goal che qualche giorno prima aveva sbloccato la partita contro la Moldovia – recita, suo malgrado, la parte dell’antagonista tattile, e Haaland, con la consueta placidità da predatore silenzioso, quella del protagonista che trasforma ogni provocazione in benzina per il gol. Il norvegese del Manchester City è il capocannoniere assoluto di questa fase di qualificazione ai Mondiali.

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La scena — immaginatela: i due corpi, uno spigoloso e italico, l’altro massiccio e nordico, stretti nell’area piccola come personaggi di un romanzo di passioni represse — sembra quasi uscita da un racconto sul lato oscuro del desiderio sportivo. Solo che qui non c’è nulla di oscuro. E neanche un briciolo di desiderio (sembrerebbe): tutto è plateale, un po’ percoreccio e assai comico. Un gesto irrituale, un contatto non esattamente contemplato dal manuale del perfetto marcatore, che invece di innervosire il gigante norvegese lo risveglia. E lo affama. Al punto che Haaland, dissipando qualsiasi eventuale sfumatura omofobica, ringrazia il suo “marcatore” per la “motivazione”. Splendido. E Mancini? S’è fatto una risata: il difensore della Roma e della Nazionale è tra i migliori azzurri della rosa di Gattuso, per il resto ad ora formata da Elia Caprile, Marco Carnesecchi, Gianluigi Donnarumma, Guglielmo Vicario, Alessandro Bastoni, Raoul Bellanova, Alessandro Buongiorno, Riccardo Calafiori, Andrea Cambiaso, Giovanni Di Lorenzo, Federico Dimarco, Matteo Gabbia, Gianluca Mancini (appunto), Nicolò Barella, Bryan Cristante, Davide Frattesi, Manuel Locatelli, Samuele Ricci, Sandro Tonali, Francesco Pio Esposito, Moise Kean, Riccardo Orsolini, Matteo Politano, Giacomo Raspadori, Mateo Retegui, Gianluca Scamacca, Mattia Zaccagni.

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La Nazionale azzurra non è stata particolarmente fortunata: prima della Norvegia – che potrebbe essere la sorpresa di questo mondiale – ha racimolato un bel grappolo di vittorie eppure, a causa dei nuovi regolamenti della Fifa di Infantino che vorrebbe portare il calcio in nuovi mercati, l’Italia dovrà disputare a marzo 2026 una fase di play-off per guadagnarsi il suo posto al Mondiale. Considerando che nelle ultime edizioni (Russia 2018 e Qatar 2022) per la prima volta nella storia gli Azzurri non si erano qualificati per due volte consecutive, è il caso di dire che non sarebbe male avvalersi anche di un po’ di “sedere..: ma non quello di Haaland!

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