Calendasco, nuovo blitz omofobo dopo il Piacenza Pride 2025: panchina arcobaleno vandalizzata e insulti al sindaco

Dopo il Piacenza Pride 2025, un secondo nuovo blitz omofobo colpisce Calendasco: vandalizzata la panchina arcobaleno e insulti al sindaco Zangrandi. Forte la risposta della comunità LGBTQIA+ e delle istituzioni.

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Secondo blitz omofobo dopo il Piacenza Pride 2025 a Calendasco
Secondo blitz omofobo dopo il Piacenza Pride 2025 a Calendasco
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Poche ore dopo il Piacenza Pride 2025, andato in scena con una grande partecipazione nella giornata di sabato 24 maggio, nella notte si è registrato un nuovo blitz omofobo. Teatro dell’ennesimo gesto figlio dell’odio è ancora una volta Calendasco, già protagonista pochi giorni prima di un episodio a sfondo omofobo e transfobico. La panchina arcobaleno, vandalizzata e ridipinta in tempi record per volere del sindaco, è stata nuovamente oggetto di atti vandalici. 

Calendasco, nuovo atto omofobo alla panchina arcobaleno
Calendasco, nuovo atto omofobo alla panchina arcobaleno

Calendasco, il nuovo blitz omofobo alla panchina arcobaleno

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 maggio, poche ore dopo la fine della grande festa che ha coinvolto la città di Piacenza, in occasione della seconda edizione del Piacenza Pride, a Calendasco è stato registrato il secondo attacco omofobo contro la panchina arcobaleno nel giro di pochi giorni. 

Il simbolo di inclusione e resistenza alle discriminazioni, inaugurato solo la settimana precedente come il primo del suo genere nel Piacentino, già vandalizzato 48 ore dopo la sua installazione – avvenuta lo scorso 17 maggio – è stato preso ancora una volta di mira e cancellato con una passata di vernice grigia. Un gesto simile a quanto avvenuto in precedenza, quando la panchina aveva ritrovato i suoi colori originari, grazie all’intervento tempestivo del sindaco Filippo Zangrandi e con la partecipazione attiva di un centinaio di cittadini. 

Questa volta, però, a differenza della prima, quattro telecamere hanno registrato il blitz omofobo, come riferisce il quotidiano online piacentino Libertà

Vernice grigia e insulti al sindaco

Nel blitz avvenuto nella notte tra sabato e domenica, oltre alla cancellazione vergognosa della panchina arcobaleno, nuovamente oltraggiata con della pittura grigia, non sono mancati gli insulti rivolti al primo cittadino. Scritte ingiuriose in nero, realizzate con una bomboletta spray nei pressi dello scivolo installato nel parco giochi dei giardini di via Anguissola.

La scena è stata immortalata da alcune telecamere di sicurezza della zona, che hanno ripreso un uomo incappucciato nell’atto di compiere il gesto omofobo, con tanto di pittura grigia e pennello tra le mani.

Panchina arcobaleno cancellata a Calendasco
Panchina arcobaleno cancellata a Calendasco

La nuova denuncia

Già dopo il primo atto vandalico alla panchina arcobaleno della passata settimana, il sindaco Zangrandi aveva manifestato sconcerto e sdegno per l’inaudito gesto d’odio mirato a cancellare un simbolo di inclusione. In quella circostanza, il primo cittadino aveva presentato denuncia per istigazione all’odio e fatto ridipingere la panchina, ripristinando i colori originari. 

Lo stesso Zangrandi aveva poi preso parte in fascia tricolore alla parata del Piacenza Pride 2025 dello scorso sabato. Un gesto di resistenza, che evidentemente ha ‘disturbato’ così tanto, al punto di giungere ad un secondo blitz di matrice omofoba e, questa volta, anche a degli insulti a carico di Zangrandi.

Tuttavia, il sindaco non si è lasciato affatto scalfire ed è tornato a segnalare con coraggio l’accaduto ai carabinieri di San Nicolò, che hanno attivato le indagini compiendo un sopralluogo. Al vaglio degli inquirenti, adesso, ci sarebbero anche le immagini riprese dalle telecamere che hanno immortalato il vandalo incappucciato. 

La seconda incursione alla panchina arcobaleno ha avuto come risposta da parte del primo cittadino, la piena volontà di riportare nuovamente in vita i colori cancellati. E alla domanda su quando verrà ridipinta, Zangrandi ha replicato: “Presto, non si spengono i colori”. Sulle frasi ingiuriose nei suoi confronti, ha invece fatto sapere di non esserne stato scalfito e di non sentirsi ferito.

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Le reazioni e i messaggi di solidarietà al sindaco

Dopo la scoperta del nuovo attacco omofobo alla panchina di Calendasco, nel pomeriggio di domenica è giunta la telefonata di solidarietà al sindaco da parte del prefetto Ponta. Numerosi sono stati anche i messaggi di sostegno da parte di enti ed associazioni, tra cui Arcigay, Alternativa per Piacenza (ApP), Comune di Borgonovo, Antonella Liotti di Libera e la sezione Anpi di Piacenza. 

Il direttivo Arcigay Piacenza Lambda ha fatto sentire nuovamente la sua voce: “Noi non faremo mai un passo indietro e siamo pronti a dipingere una, dieci, cento e mille panchine e giochi in nome dei diritti civili e contro le discriminazioni. Nessuna censura ci fermerà, così come abbiamo gridato in migliaia al Piacenza Pride”, ricordando la grande partecipazione dello scorso sabato all’evento. “Chi vandalizza e insulta è per l’odio e la divisione. Noi saremo sempre a fianco del sindaco Zangrandi e di tutte le persone che credono nell’amore e in una società più aperta e accogliente. Non ci fermerete”, ha tuonato Arcigay.

Alternativa per Piacenza ha espresso sconcerto per il nuovo attacco omofobo avvenuto a Calendasco e condannato duramente gli autori, definiti “vigliacchi” e “seminatori di odio”. Il movimento politico manifesta piena solidarietà al sindaco Filippo Zangrandi, lodandone la scelta di sporgere denuncia e ricordando con orgoglio la partecipazione della cittadinanza alla ritinteggiatura della panchina arcobaleno dopo il primo vandalismo.

Anche ApP ha ricordato la riuscita del Piacenza Pride 2025, sottolineando la sua piena vicinanza al fianco di coloro “che si battono nella rivendicazione dei propri giusti diritti di cittadini, così come previsto dalla Costituzione e contro tutti coloro che dalla nostra Carta Costituzionale evidentemente si chiamano fuori”. Da qui l’appello rivolto a tutte le amministrazioni comunali della provincia di Piacenza, a partire dal capoluogo: installare panchine arcobaleno in ogni Comune come risposta concreta e simbolica contro ogni forma di discriminazione.

L’amministrazione comunale di Borgonovo ha espresso sdegno attraverso un post pubblicato sulla sua pagina Facebook, ribadendo come l’atto omofobo sia avvenuto al solo scopo di deturpare “un bene pubblico con un significato particolare, di inclusione verso la comunità LGBTQIA+, vandalizzato con un gesto di odio e chiusura”. “Condanniamo il gesto di chi non si prende la responsabilità dei propri comportamenti e lo fa in modo vile senza farsi riconoscere”, ha aggiunto.

Parole forti anche da Antonella Liotti di Libera, che affida a un messaggio pubblico tutta la sua indignazione, esprimendo massima solidarietà e sostegno a Zangrandi e lodando la sua resistenza continua di fronte alle azioni concrete del primo cittadino: “Sono veramente arrabbiata. Basta!”.

Ma non solo dichiarazioni ufficiali: a toccare il cuore del sindaco e della comunità è stato anche un piccolo gesto carico di significato. Durante il concerto del gruppo “I Tasti Neri”, nell’ambito della manifestazione “Star Bene”, un bambino ha posizionato una fila di luci arcobaleno ai piedi dei coristi. Un segno spontaneo che ha contribuito a ribadire che l’inclusione si costruisce anche con piccoli atti di amore.

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