Camilla Magli: “Siamo al mondo per godere di quello che questo tempo ha da offrirci” – Intervista

I nuovi singoli, il mese del Pride e la questione dell’aborto: la giovane cantautrice a Gay.it

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Camilla Magli Gay.it
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Dalla Puglia a Milano, passando per l’ottava edizione di X Factor del 2014, quando ha partecipato al programma nella categoria Under Donne di Victoria Cabello, l’obiettivo di Camilla Magli è quello di portare alle persone la sua musica e ciò che ha da dire. All’orizzonte un EP e all’attivo cinque singoli – ultimo in ordine di arrivo “Kanye West” ft. Bresh -, Camilla è una delle nuove voci del panorama italiano.

Tante influenze musicali e tante idee, che le permettono di spaziare fra i più vari generi e di creare un suo universo in cui entrano emozioni, sentimenti e anche tanti temi sociali, come dimostra il singolo “Knock Out” realizzato con BigMama. Tra musica, diritti e Pride, abbiamo passato un caldo pomeriggio milanese in sua compagnia, per farci raccontare un po’ la sua visione del mondo.

Camilla Magli Gay.it
Camilla Magli è una delle nuove voci del panorama italiano

Il tuo nuovo singolo è Kanye West, ce ne parli?

È stato uno dei primi pezzi che ho scritto dell’ultimo periodo creativo e uno di quelli a cui sono più legata perché è stato anche scritto in un periodo molto strano della mia vita, tipo un anno e mezzo fa, in cui ero molto alla ricerca di me stessa. Abbiamo tutti avuto un po’ quel periodo di crisi, ci siamo guardati tutti dentro. Anche se è una cosa che ho sempre fatto. Mi sono tornati alla mente un po’ di ricordi e cose che cercavo di lasciarmi alle spalle. Poi ho fatto anche il Covid, sono stata praticamente un mese in casa quando mi è arrivato tutto addosso come un’onda e quando sono tornata ho iniziato a scrivere. Non una canzone in particolare. È nata da dei messaggi che avevo scritto ad una persona su Whatsapp e poi la notte stessa ho sognato una melodia con alcune parole di queste frasi. Quindi mi sono alzata e ho scritto la canzone tutta in una notte, anche se all’inizio era un po’ diversa. Non era ancora “sulle autostrade/continuo a correre/nella testa ho sempre”. L’ho cambiata dopo. Quindi è stata una cosa abbastanza istintiva.

So che non ti piace collocarti in un unico genere. La tua idea è quella di una musica senza etichette?

Sì, così come io ascolto la musica che mi piace – che va dal POP, rap, musica francese alla musica americana -, così anche scrivo. Rispecchia un po’ il mio sentire e gli ascolti del momento. È tutto un po’ una somma di quello che vediamo, quello che viviamo e quello che alla fine creiamo, quindi non mi pongo troppo il problema di quello che devo andare a fare. Ciò che mi sento in quel momento, scrivo.

 

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Knock Out di Camilla Magli ft. BigMama

Un altro bellissimo singolo è Knock Out con BigMama (qui intervista di Gay.it), che è un’ambasciatrice della body positivity. In questo senso parliamo di eliminare i pregiudizi e amare il proprio corpo, però poi spesso sui social tendiamo a farci vedere solo quando siamo perfetti. Qual è il compromesso?

Allora intanto parto dal presupposto che è il motivo per cui ho scelto BigMama è stato proprio questo qui. Alla fine è come se noi donne non ci sentissimo mai realmente a nostro agio con quello che siamo, perché siamo sempre legate a qualche idea che qualcuno ha, ma alla fine non sperimentiamo mai l’amor proprio. Ho ascoltato l’EP di BigMama quando è uscito e sono completamente andata fuori di testa, perché lei invece ha rotto questo muro. Vive con molta serenità e a testa alta la sua persona ed è una grande ispirazione. È come se mi avessero dato uno schiaffo in faccia e ho detto: «Cazzo, è così che vorrei vivere la mia personalità». La questione dei social sicuramente è data dal fatto che noi comunque immaginiamo sempre una versione migliore di noi, quindi visto che ora abbiamo un mezzo per poterlo fare, è per questo che lo facciamo. Però penso sia anche importante mostrarci per quello che siamo. Perché poi quando incontri la gente è diverso. Quindi sicuramente non ci possiamo sempre mostrare bellissimi, ma nemmeno sempre bruttissimi. È anche bello mostrarsi in modo positivo, per piacere agli altri ma anche a sé stesse.

In generale come vivi i social?

Mah, allora, li vivo male. Cioè, non sono bravissima con i social e non penso tanto a come li utilizzo. Magari condivido storie con i miei amici, quello che facciamo quotidianamente, e solo ora sto iniziano a pensarlo anche come mezzo di comunicazione per la mia musica. Vorrei che grazie ai social io possa arrivare anche a più gente, che così può conoscermi meglio. Quindi in realtà è una cosa positiva. Devo solo prenderci un po’ di confidenza.

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Camilla Magli a X Factor 2014

Inclusione e accettazione: ti fa paura l’omofobia?

Mi fa molta paura l’omofobia, sì. Mi fa paura tutto quello che vuole vedere la gente soffocare, perché mi piace pensare che siamo al mondo per godere di quello che questo tempo ha da offrirci. È giusto parlarne, è giusto dare messaggi positivi e aggregarsi, è giusto mettersi dalla parte di chi, purtroppo ancora in modo assurdo, non ha così tanto la voce alta.

Vediamo che sono ancora tante le notizie di persone queer aggredite e discriminate. Secondo te che strada dobbiamo prendere con le campagne di sensibilizzazione? È tutta una questione di ricambio generazionale?

No, io penso che l’educazione sia molto importante, quindi perché non provare a sensibilizzare. Molto spesso, quello che porta questa gente a chiudersi è l’ignorare e il non empatizzare con gli altri, ma anche qui mi piace pensare che se mostri quello che realmente poi è questo sentimento, questa naturalezza, uno possa anche cambiare idea. Lo spero. Anche se molti casi, mi rendo conto che è difficile. Però educare è importante. Quindi il cambio generazionale c’è anche perché devi educare nel momento in cui stai vivendo o comunque dare appunto quello che dicevo prima, un messaggio positivo di inclusione.

Un’altra notizia calda delle ultime settimane è la questione del diritto all’aborto negli Stati Uniti, cancellato dalla Corte Suprema. Da femminista e da donna, cosa hai pensato quando è uscita la notizia?

Sono stata malissimo leggendo tutte le notizie che giravano sui social. Questa è una questione di genere, cioè l’arroganza degli uomini nel poter pensare di fare una legge sul corpo delle donne, che non conoscono. Non sanno quello che noi viviamo. Ma in generale non c’è ancora abbastanza sensibilità su questa cosa. Non possono permettersi di decidere sul nostro corpo. E addirittura il modo in cui è stata fatta la legge. “È vietato abortire”. Si tratta di libertà: togliamo la libertà di scelta alle persone, quindi? Sono molto arrabbiata, anche perché comunque quello che succede in America ha sempre un po’ il riflesso sul mondo. Lo ha anche per la condizione che viviamo noi in Italia, che ancora dobbiamo lottare per prenderci i nostri diritti. È stato un passo indietro. Stiamo tutti lavorando affinché ci possa essere parità e poi accadono queste cose. Nel 2022 non è possibile. Non ci volevo credere.

 

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Camilla Magli

Il fatto che anche in Italia alcuni politici hanno parlato di rimettere mano alla legge 129 ti fa temere per il tuo futuro?

A questo punto ho molta paura. È agghiacciante. Anche tutti questi discorsi che si possono fare di modificare questa legge vanno contro la libertà dell’essere umano. Non so come sia possibile questa cosa. Purtroppo bisogna fare i conti con la realtà, bisogna avere sempre più coraggio e andare incontro a queste lotte. Ci tocca. È assurdo, ma è quello che ogni giorno siamo chiamate a fare in quanto donne.

Negli Stati Uniti però questa questione fa paura anche agli uomini, dato che sono aumentate le richieste di vasectomie. Stiamo andando oltre la questione di genere?

Questa cosa non l’avevo ancora sentita. Perché potrebbe spaventare gli uomini? Me lo chiedo in questo momento. Se dietro c’è un motivo di responsabilità può essere anche una cosa positiva, però c’è sempre qualche risvolto oscuro in tutte queste questioni politiche. Bisognerebbe andare a capire meglio la situazione. Potrebbe anche essere un atto di resistenza al fianco delle donne: non possono abortire, faccio qualcosa io. Però è tragico che uno debba ricorrere a procedure mediche per una libertà che è stata tolta ingiustamente. Fa un po’ paura questa cosa, perché in realtà il problema potrebbe risolversi semplicemente con la libertà di scelta, quindi perché andare ad aprire altre porte, magari anche pericolose, quando poi il problema è un altro? Non si capisce qual è la parte giusta è sbagliata, è semplicemente sbagliato togliere. La libertà di scelta per una donna poi è così importante…

 

Camilla Magli Gay.it
Camilla Magli, la nostra intervista

Passiamo a qualcosa di più leggero. Quali sono le tue influenze musicali?

Ce ne sono molte. Da bambina ascoltavo molto i Beatles, i Doors, amavo questa musica anni ‘60/’70 e sono cresciuta con quella musica lì. Anche musica italiana. Luigi Tenco per me è stato l’iniziatore al cantautorato, ma anche Patty Pravo e Mina sono state delle muse. Negli ultimi anni un punto di riferimento è proprio Kanye West, anche come personalità sicuramente mi ispira, e anche Rosalia, quindi una cosa super attuale. Anche un gruppo che ho scoperto negli ultimi anni sono i Verdena. Mi sono andata a studiare i loro dischi e in questo momento c’è anche molto di loro nella mia scrittura.

Ci sarà anche un album in arrivo?

Certo, ora stiamo uscendo con un po’ di singoli ma il mio progetto è sicuramente di andare a racchiudere tutte queste canzoni in un EP che crei anche un po’ più di solidità con quello che ho costruito e che arrivi un po’ più presente. È anche per questo che facciamo questo lavoro, per spiegare ciò che fai, raccontarti e quindi creare una missione più grande. Quindi sì, sicuramente ci sarà.

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