Chi è Alessio Lu della serie tv queer Love Club: “Tutta la vita è un continuo coming out” – Intervista Video

Di vita queer, di moda, di Plastic, di Love Club, di cosa significhi essere un ragazzo cinese gay in Italia e di un Pride in Cina, ancora tutto da immaginare.

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intervista Alessio Lu Zhang Love Club
intervista Alessio Lu Zhang Love Club prime
6 min. di lettura

 

Alessio Lu non ha dubbi. “Siamo in eterna trasformazione, siamo un divenire, tutta la vita è un coming out continuo!

Mi scruta, per capire se concordo con quanto stia dicendo. Tradisce una comprensibile inesperienza con i giornalisti. Confessa che girare le scene di sesso non lo hanno turbato, ma che ora, in questi giorni  in cui impazza l’attesa della serie tv del suo debutto, e su Youtube gira ovunque il trailer che lo immortala in una scena particolarmente hot, l’imbarazzo diventa formicolio e il pensiero va alla famiglia. “Se ne faranno una ragione” conviene, quando gli faccio presente che si tratta di recitazione e che, da quanto mi risulta, è gay dichiarato. “Certamente, non mi sono mai nascosto” racconta.

Arriva tra pochi giorni su Prime la serie tv “Love Club“, 4 episodi di cui Gay.it vi aveva dato notizia lo scorso Novembre quando erano in corso i casting. Alessio Lu ne è il personaggio di caratura maggiore. La serie – cercando di non spoilerare troppo – racconta gli intrecci personali che si dipanano tra i personaggi che popolano il locale notturno queer “Love Club”, che sembrerebbe ispirato al Plastic di Milano, sebbene sia l’attore, sia la produzione neghino un riferimento diretto. Oltre ad Alessio Lu, gli altri attori protagonisti sono: VeroniqueCharlotte, EsterPantano, RodrigoRobbiati. La serie è scritta da Silvia Di Gregorio, Bex Gunther e Denise Santoro insieme a Veronica Galli e Tommaso Triolo, regia di Mario Piredda, prodotta da Tempesta.

love club serie tv prime alessio lu zhang

 

L’impianto narrativo della sceneggiatura è antologico, per ogni episodio seguiamo le vicende peculiari di un personaggio, che a fine episodio cede il testimonio della trama al personaggio successivo. Ad Alessio Lu è dedicato l’ultimo episodio, il più lungo, quello che porta al gran finale. Alessio interpreta il ruolo di Zhang, giovane uomo gay cis di seconda generazione cinese, dirigente di banca, benestante, che non è solito frequentare locali queer come il Love Club. Drag queen, anime fluide e non binarismi di genere non sembrano finora essere stati parte della vita di Zhang, da tempo impegnato in una relazione sentimentale con il suo compagno velato, nascosto, di quelli che non amano far sapere agli altri di essere gay. Quando una sera Zhang entra nell’orbita delle libere pulsazioni e delle identità multiformi del Love Club, scopre qualcosa di sé. E nel Love Club, Zhang intravede l’occasione e la comfort zone necessari per un nuovo, personale coming out con sé stesso e con il mondo. Sul palcoscenico del Love Club, un luogo dove sesso, amore e amicizia si esprimono con traiettorie impreviste e senza regole di genere (dal comunicato stampa ndr) e che, purtroppo, per mancanza di incassi, sta per chiudere i battenti, Zhang sfiderà la propria capacità di divenire. Un divenire che, secondo il suo interprete Alessio Lu, significa lasciare a sé e agli altri la possibilità “di essere e di evolversi“.

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Alessio Lu in “Love Club”

 

Alessio Lu, all’anagrafe Alessio Guan Ou Lu, è nato a Milano il 14 Gennaio 1990. “Capricorno, ascendente Bilancia, Luna in Leone“, mi spiega. Alessio ha vissuto parte della propria infanzia con i nonni, a Wenzhou, città a Sud della Cina. Tornato di nuovo a Milano con la sua famiglia, si è laureato in Design della Moda al Politecnico di Milano, specializzato nel design del Gioiello e degli Accessori. Con Alessio abbiamo parlato di vita queer, di moda, di Plastic, di Love Club, di coming out che non finiscono mai, di cosa significhi essere un ragazzo cinese gay in Italia e di come si possa un giorno immaginare un Pride anche nella Cina oppressiva di Xi Jinping.

 

 

Alessio Lu LOVE CLUB serie tv Zhang intervista
Alessio Lu interpreta Zhang nella nuova serie tv queer di Prime: LOVE CLUB (foto Instagram)

 

INTERVISTA AD ALESSIO LU, CHE INTERPRETA ZHANG NELLA SERIE TV “LOVE CLUB” (su Prime)

 

È il tuo primo lavoro da attore, e sei già protagonista: come ti sei sentito?

Non lo sto realizzando ancora , ma quando ero sul set mi sono sentito bene, come se fossi a casa. Non me lo aspettavo.

Cosa possiamo aspettarci da questa serie tv in termini di novità dal punto di vista della rappresentazione LGBTQIA+?

Direi che è una delle prime e rare volte in cui la comunità non viene rappresentata solo come una categoria sociale, bensì come un insieme di vissuti e di storie, e questo insieme è stato raccontato in un modo intimo e reale.

Il tuo personaggio vive una specie di nuovo coming out.

Si, nella vita non smettiamo mai di fare coming out. Vivere spesso è una scelta tra essere autentici , onesti con noi stessi e il nascondersi, adattarsi a ciò che il mondo ci richiede di essere. Credo che sia importante nella vita imparare ad essere e a permettere a noi e agli altri di scegliere di essere liberamente e anche di metterci in dubbio ed evolverci. Siamo sempre in cambiamento, siamo sempre in evoluzione, siamo sempre in un continuo coming out.

Possiamo insinuare che Love Club è ispirato al Plastic di Milano? Cos’è stato e cos’è il Plastic per te gay milanese millennial?

In realtà Love Club non è ispirato al Plastic di Milano, però è la rappresentazione di ogni luogo di libertà , dove ognuno può svincolarsi dai giudizi e divertirsi. Confesso che il Plastic è stato un luogo così per me, lo frequentavo fin da quando ero teenager , quando era ancora in Viale Umbria. Il Plastic è stato il mio Love Club, un posto in cui mi sono divertito e a cui associo un sacco di bei ricordi.

Ci racconti in breve la tua biografia?

Sono il classico IBC, Italian born Chinese. La famiglia di mia mamma è in Italia da mio bisnonno, mio papà invece è venuto in Italia agli inizi degli anni 80. Ed io sono nato qui a Milano e, ho vissuto la mia infanzia in Cina dai miei nonni, poi dai dieci anni di età ho sempre vissuto a Milano.

La moda è stata ed è importante nella tua vita: quanto ti ha aiutato nella definizione della tua identità?

La moda per me è stata fondamentale, è la mia protezione. Mentre ero teenager, in camera avevo il poster di Yves Saint Laurent, di Christian Dior e di Miuccia Prada…Ero affascinato da come loro potessero raccontare loro stessi ed esprimere i loro pensieri senza dire una parola, semplicemente facendo sfilare dei vestiti. E così, essendo una persona timida, la moda è stata subito per me lo strumento per raccontarmi e per affermarmi.

Una persona gay di etnia cinese come te quali difficoltà ha avuto ed ha in Italia/Europa?

Sicuramente la difficoltà principale è quella di sentirsi rappresentati. La diversità ti fa sentire sempre un po’ fuori luogo e solo, soprattutto se non trovi una rappresentazione di te nel mondo. Per questo la rappresentazione di ciò che noi siamo è fondamentale. Onestamente nella mia vita non sono stato quasi mai realmente discriminato in quanto cinese o in quanto gay, ma questo non deve essere una fortuna o un lusso, ma un punto di partenza.

Com’è il rapporto con la tua famiglia in relazione alla tua omosessualità?

Io ho fatto coming out presto, a 17 anni. Non è stato facile, perché la mia famiglia non è stata educata ad accogliere la diversità, nella cultura cinese bisogna essere come tutti gli altri , come la società vuole che noi siamo. Essere gay non è contemplato. Però alla fine è l’amore che vince, vedo che anche i miei stanno imparando a relazionarsi con questo aspetto di me e questo mi fa molto piacere.

La Cina sta cancellando la rappresentazione dei maschi effeminati dai media e dalla narrazione pubblica. E la comunità LGBTQIA+ cinese riesce a sopravvivere soltanto in modo sotterraneo e non ufficiale. È ad oggi impossibile immaginare un Pride in una città cinese. Qual è la tua opinione a riguardo? (Qui le notizie di Gay.it sulla Cina)

Mi piace pensare che sia sempre possibile immaginare un Pride, ma è molto difficile organizzarlo , perché c’è un forte controllo in Cina. Ma l’immaginazione è potente e fondamentale immaginare. A riguardo mi viene in mente la storia di Mulan, ai tempi era impensabile che una donna potesse combattere al pari di un uomo, di un guerriero, o essere alla guida di un esercito. Oggi in Cina ci sono tantissime donne potenti al comando nella società, donne CEO, manager, soldatesse, e sono servite tantissime rappresentazioni di donne nel cinema, in tv, nella letteratura, nell’arte, nella vita reale, per dare forza, coraggio, speranza, legittimazione alle donne di essere ciò desiderano essere. Per questo serve l’immaginazione, esattamente come Mulan, che può difendere il proprio paese e la propria famiglia, senza bisogno di nascondersi, di travestirsi da uomo. Penso solo che servirà tempo, più ci esponiamo, più ci raccontiamo, più diamo il coraggio alle persone di essere, più ci sono persone che scelgono di essere libere, più il mondo sarà libero.

Si dice in giro che la tua recitazione sia stata pazzesca e che stiamo assistendo alla nascita di una star: intanto congratulazioni. Poi però dimmi: che progetti hai?

Addirittura ? Grazie ! Per me è stata una bellissima scoperta, non pensavo di poter essere davvero un attore. Potrei raccontare il mio progetto così : cercare di imparare a volare ma stando con i piedi per terra. Rende come immagine ?

 

Il 16 Giugno alle 18.30 il Festival Mix Milano presenta Love Club al Teatro Studio Melato in anteprima la serie alla stampa, e ai più fortunati con abbonamento Mix (vedi qui).

 

Di seguito l’intervista ad Alessio Lu in versione ridotta, formato video, dal canale Instagram di Gay.it

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