L’Eurovision 2026 non assomiglia alle edizioni degli ultimi anni. Attorno alla manifestazione europea si respira un clima pesante, fatto di rinunce, proteste e prese di posizione che stanno inevitabilmente oscurando la musica.
E mentre il contest prova ad andare avanti, l’Italia si prepara a giocarsi la sua carta con Sal Da Vinci e “Per sempre sì”, il brano che ha conquistato il Festival di Sanremo.
Quest’anno l’evento si terrà a Vienna, dal 12 al 16 maggio. In Italia le semifinali saranno trasmesse su Rai2, mentre la finale andrà in onda su Rai1 con Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini alla conduzione.
Ma attorno all’Eurovision si parla molto meno rispetto al passato. Sui social il fermento sembra ridotto, gli articoli sono diminuiti e persino tra gli appassionati storici si percepisce una distanza insolita.

In questo articolo
- 1 Eurovision 2026: il boicottaggio contro Israele cambia il volto della manifestazione
- 2 Il caso Nemo e la risposta dell’EBU
- 3 Sal Da Vinci rappresenta l’Italia dopo un Sanremo pieno di assenze
- 4 I bookmaker frenano l’entusiasmo sull’Italia
- 5 Sal Da Vinci punta tutto sulla sua identità italiana
- 6 L’Eurovision 2026 attraversa uno dei momenti più fragili della sua storia
Eurovision 2026: il boicottaggio contro Israele cambia il volto della manifestazione
Il motivo è evidente. La partecipazione di Israele ha provocato un’ondata di contestazioni internazionali che ha coinvolto televisioni pubbliche, artisti e parte del pubblico europeo.
Spagna, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda hanno deciso di non partecipare alla competizione. Una scelta che porta il numero dei Paesi in gara a 35, tra i più bassi degli ultimi anni.
La decisione più clamorosa è arrivata dalla Spagna. L’emittente RTVE non solo ha ritirato il proprio rappresentante, ma ha scelto anche di non trasmettere le serate.
Una presa di posizione fortissima, soprattutto perché Madrid fa parte dei cosiddetti Big Five, i principali finanziatori dell’European Broadcasting Union insieme a Italia, Francia, Germania e Regno Unito.
Nel comunicato diffuso dall’emittente si legge:
“Il principio di neutralità su cui si fonda Eurovision è diventato impossibile da mantenere”.
Anche nel mondo musicale il malcontento è evidente. Più di mille artisti hanno firmato la lettera promossa da “No Music for Genocide”, iniziativa che chiede l’esclusione di Israele dal contest. Tra i firmatari compaiono nomi enormi come Roger Waters, Brian Eno, Peter Gabriel e i Massive Attack.
Nel documento si legge:
“Le risposte ipocrite dell’EBU ai crimini di Russia e Israele hanno cancellato ogni illusione sulla presunta neutralità del contest”.
Un passaggio che molti hanno collegato all’esclusione della Russia dall’Eurovision dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022.
Il caso Nemo e la risposta dell’EBU
A rendere tutto ancora più delicato ci ha pensato anche Nemo, vincitore dell’Eurovision 2024 per la Svizzera. L’artista ha scelto di restituire simbolicamente il trofeo, accompagnando il gesto con parole molto dure:
“Se non applicate i valori che celebrate sul palco, anche le canzoni più belle perdono ogni significato. Aspetto il momento in cui parole e azioni andranno di pari passo. Fino ad allora, questo trofeo è vostro”.
L’EBU ha replicato difendendo la propria posizione e ribadendo che il contest dovrebbe restare separato dagli eventi geopolitici. Una linea che però convince sempre meno persone, soprattutto dopo le rinunce di diversi Paesi europei.
Sal Da Vinci rappresenta l’Italia dopo un Sanremo pieno di assenze
In questo scenario complicato, l’Italia si affida a Sal Da Vinci e alla sua “Per sempre sì”, brano che ha vinto il Festival di Sanremo 2026.
Anche il Festival, però, è stato attraversato da parecchie tensioni. Diversi nomi molto attesi hanno scelto di non partecipare. Tra loro Madame, Blanco, Alfa ed Ernia.
Alfa aveva dichiarato: “Non ho presentato alcuna canzone”, mentre Ernia aveva spiegato: “Non sento proprio la necessità di andarci”.
L’assenza di molti protagonisti del pop italiano ha spinto Carlo Conti a costruire un Festival diverso, più aperto a outsider e artisti lontani dalle dinamiche più contemporanee delle classifiche.
Ed è proprio lì che Sal Da Vinci ha trovato spazio, conquistando il pubblico con una canzone melodica, fortemente italiana e molto legata alla sua identità artistica.
I bookmaker frenano l’entusiasmo sull’Italia
Tra gli eurofan, il brano italiano continua comunque a raccogliere reazioni positive. Sui social molti appassionati stranieri hanno apprezzato il tono emotivo di “Per sempre sì”, soprattutto per la sua immediatezza e per quella componente melodica che all’Eurovision riesce spesso a lasciare il segno.
I bookmaker, però, raccontano un’altra storia.
Secondo le quote raccolte da Eurovisionworld, l’Italia parte attualmente intorno al decimo posto, con una probabilità di vittoria molto bassa. A guidare la classifica c’è la Finlandia con il duo Lampenius & Parkkonen e il brano “Liekinheitin”, seguiti dalla Grecia di Akylas.
Sal Da Vinci resta lontano dalle posizioni di vertice, ma l’Eurovision ha già dimostrato tante volte quanto i pronostici possano saltare nel giro di una sera.
Sal Da Vinci punta tutto sulla sua identità italiana
Nei contenuti condivisi dai canali ufficiali dell’Eurovision, Sal Da Vinci sta giocando apertamente la carta dell’italianità. Napoli, il dialetto, i riferimenti popolari e quell’immaginario molto riconoscibile all’estero sono diventati parte della sua comunicazione.
In uno dei video promozionali si presenta così:
“Hi, my name is Sal Da Vinci and I’m representing Italy. Ciao uagliò… Vuol dire ciao ragazzi, amici”.
Una scelta precisa, che potrebbe funzionare soprattutto con il pubblico internazionale, da sempre molto sensibile all’immaginario italiano più tradizionale.
L’Eurovision 2026 attraversa uno dei momenti più fragili della sua storia
Al di là della gara, la sensazione è che l’Eurovision 2026 stia vivendo una fase molto delicata. Il messaggio di unità e inclusione che per anni ha rappresentato il cuore del contest oggi appare incrinato da tensioni politiche sempre più difficili da ignorare.
Anche tra i fan storici si respira una certa stanchezza. Sui social molti utenti parlano di un’edizione sottotono, sia per il livello delle canzoni sia per il clima generale attorno alla manifestazione.
Eppure, nonostante tutto, l’Eurovision continua ad avere quella capacità imprevedibile di trasformare una singola esibizione in un momento enorme, emotivo, collettivo. È lì che Sal Da Vinci proverà a giocarsi le sue possibilità.
Ripetere il percorso dei Måneskin sembra complicato. Ma trovare il modo di sorprendere il pubblico europeo resta ancora una possibilità.
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