Cristofer Benitez replica agli attacchi omofobi dell’ex ginnasta russa: “Continuerò a lottare per la comunità”

"La ginnastica ritmica è da donne", aveva detto Tatiana Navka. L'atleta spagnolo si difende e rilancia: "C'è ancora molta strada da fare".

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“La ginnastica ritmica è uno sport da donne, gli uomini dovrebbe rimanere uomini”. Questo il commento sessista ed omofobo della pattinatrice russa Tatiana Navka, leggenda del ghiaccio, nei confronti del ginnasta spagnolo Cristofer Benitez. Un attacco gratuito a un collega atleta, messo alla berlina sul proprio profilo Instagram per aver indossato una gonna.

Scattata l’indignazione social per le parole aberranti e reazionarie di Tatiana Navka, sia in Spagna che all’estero, il ginnasta Cristofer Benitez ha deciso di replicare alla donna con l’eleganza di un volteggio al corpo libero. Intervistato dal portale Shangay, l’atleta ha rivelato di aver letto le dichiarazioni della pattinatrice dopo averle ricevute da un collega, il giorno prima che diventassero virali:

Non mi hanno colpito psicologicamente, è uno dei tanti attacchi omofobici che ho dovuto affrontare. Se qualcosa non mi dà gioia, lo tengo lontano. Ciò che mi ha commosso è il sostegno ricevuto dalle reti di persone anonime, politici come Carla Antonelli o Íñigo Errejón e altri atleti. È stato pazzesco.

A proposito di chi ritiene che la ginnastica ritmica non sia una disciplina adatta agli uomini, Cristofer Benitez è convinto che il pensiero condiviso dalla russa sia molto più diffuso di quanto si possa pensare, anche fra i medagliati:

Ci sono allenatrici, ginnaste e persino membri di federazioni che pensano che dovrebbe essere solo per ragazze, ma semplicemente non lo rendono pubblico. Sono orgoglioso della federazione canaria, che ha fornito visibilità e uguaglianza fin dal primo momento. […] In uno dei miei ultimi esercizi, ho aggiunto una bandiera LGBT ai miei costumi in omaggio a Samuel Luiz (ndr, l’assistente infermiere vittima di omicidio a sfondo omofobico in Galizia, compiuto lo scorso 3 luglio). Continuerò a lottare per i diritti della comunità, episodi come questo ci riguardano tutti e c’è ancora molta strada da fare.

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Il ginnasta ha voluto svelare i segreti dietro le scelte artistiche che prendono vita nei suoi numeri, che nella ritmica coniugano sport e performance. Una gonna variopinta o una cascata di strass rappresentano elementi vivi dell’esibizione, non semplici accessori:

Il codice della ginnastica ritmica richiede coesione in tutta la parte artistica. Monto insieme il mio film, il mio spettacolo, mi ispiro a tutti i possibili riferimenti del tema che andrò ad eseguire e lo mando al mio “laboratorio”, Davide Maillots. Cerco di essere rivoluzionario, penso a cose innovative: ho inserito cerchietti, corone, body a due pezzi, tanti brillanti o gonne, sempre alla ricerca della coerenza con il tema. Il mio obiettivo è esplorare la parte artistica, è il mio timbro personale.

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